Frankenstein Junior

★★★★★

  • Titolo Originale: Young Frankenstein
  • Genere: commedia, parodia
  • Anno: 1974
  • Regia: Mel Brooks
  • Visto: al Teatro Cinema Politeama (Poggibonsi – SI) in occasione del Legend Film Festival

Frederick (Gene Wilder), nipote del dottor Frankenstein, è piuttosto pessimista sulla propria ascendenza, ma eredita il castello avito e vi si reca, trovando il gobbo assistente Ygor (Marty Feldman) e la voglia di ripetere gli esperimenti del nonno. Il risultato è la nascita di una nuova creatura (Peter Boyle).

Nomination all’Oscar (1974) per miglior sceneggiatura non originale e miglior suono. Nomination al Golden Globe (1975) per miglior attrice e miglior attrice non protagonista

**VECCHIO MATERIALE DA RIVEDERE**

“Frankenstein Junior” è uno stracult del cinema comico, la parodia dei film di genere horror e fantascienza per eccellenza, uno dei film più famosi della storia del cinema, considerato dai più addirittura un capolavoro. Questo film di Mel Brooks è tanto lodato ed amato per essere sorprendentemente intelligente, brillante e divertente, per essere addirittura dotato di un umorismo vitale e sano, che non ha nulla a che vedere con la comicità volgare contemporanea di casa nostra. Un umorismo che a distanza di ben 36 anni ancora fa colpo, esalta e sorprende. La risata viene da battute originali e memorabili, da gag azzeccate e gustose e da una satira assolutamente intelligente. I personaggi poi sono tutti particolari e caratteristici, veramente nessuno escluso. Tutti fanno infatti la loro grossa figura, dal Dr. Frederick Frankenstein alla Creatura, da Igor a Inga, da Frau Blucher al cieco eremita (in cui troviamo un irriconoscibile Gene Hackman) passando per l’ispettore Kemp. Un film intelligentemente divertente, spassoso, esilarante e gustoso. Ottima la scelta del bianco e nero che rende la scenografia e l’atmosfera davvero suggestiva, così come evocativa di quei vecchi film horror hollywoodiani.

Frasi dal film

Da quel fatale giorno in cui fetidi pezzi di melma fuoriuscirono dalle acque ed urlarono alle fredde stelle: “io sono l’uomo” il nostro grande terrore è stato sempre la conoscenza della nostra mortalità, ma stanotte lanceremo il guanto della scienza contro lo spaventoso volto della morte stessa, stanotte noi ascenderemo nell’alto dei cieli, sfideremo il terremoto, comanderemo il tuono, e penetreremo fino nel grembo dell’impervia natura che ci circonda. (Frederick)

Il segnaframe

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