Blu quasi trasparente – Ryū Murakami

blu quasi trasparente

★★★★☆

  • Titolo originale: 限りなく透明に近いブルー Kagirinaku tōmei ni chikai burū
  • Anno: 1977 (pubblicato per la prima volta in Italia nel 1993)
  • Genere: Romanzo
  • Isbn: 9788817675949
  • Casa editrice: Rizzoli
  • Pagine: 240
  • Prezzo: £ 20.000, attualmente fuori stampa
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Nello squallore urbano di una Tokyo fredda e tecnologica, in preda a profondo vuoto esistenziale, un giovane studente passa da un’esperienza erotica all’altra mentre le rivolte giovanili minacciano la fragile stabilità di una società giapponese che deve ancora riprendersi dalle ferite della guerra.

La città al mattino è abbagliante, mi appare indistinta. I paraurti delle auto che passano luccicano. Mi è venuta la nausea.
— pag. 134

Un avvertimento per i potenziali lettori di questo libro: se avete pregiudizi riguardo al sesso di gruppo o al sesso alternativo, dovreste evitare questo romanzo. Se avete problemi con l’abuso di droghe e con i connubi droga/alcool che inducono il vomito, dovreste evitare questo romanzo. Se avete letto Trainspotting, Meno di Zero, o anche solo Gang Bang di Palahniuk e li avete trovati disgustosi, disturbanti o in qualunque modo lesivi del vostro credo o della vostra persona, dovreste evitare questo romanzo.

Il Giappone è un paese pieno di contraddizioni, dove l’estremo pudore si affianca agli hentai e ai bukakke, la cerimonia del thè alla Yakuza, le delicate Geisha da spettacolo alle prostitute bambine. Non mi sono meravigliata quindi quando ho letto che questo libro, vincitore del Premio Akutagawa nel 1976, è stato definito “il libro che ha sconvolto il Giappone”, forse proprio perchè per la prima volta qualcuno osava parlare dell’altra faccia della medaglia di una società ordinata e limpida: al contrario della la scrittura onirica e delicata dell’altro Murakami, Haruki, o di Banana Yoshimoto, qui troviamo la crudeltà sbattuta in faccia ed esposta fino all’osso.

L’autore, che è anche protagonista del libro, ci porta nel microcosmo di una generazione perduta, il naturale frutto di una guerra persa, in un’assurda e profonda cavalcata in una coscienza perennemente alterata dalle droghe. I protagonisti sono ragazzi senza pace e senza limiti, che affogano i loro stomaci sottosopra in un’altro bicchiere di alcool, in un’altra pasticca di Nibrole, in un’altra siringa. Le loro allucinazioni diventano realtà pericolose, alterando la loro umanità, rendendoli violenti con sé stessi più che col mondo, alla continua ricerca di un distaccamento dalla realtà, nell’irragionevolezza di vite buttate perché nate senza futuro.
L’atmosfera sudicia e nauseabonda ci pervade, vomito, alcool, cibo andato a male, piedi sporchi e puzza di sudore, orge consumate su un pavimento ricoperto di qualsiasi tipo di rifiuto, copri concessi ai soldati americani senza amore e senza ribellione. Giorni che passano uno uguale all’altro in un continuo grido di dolore che ormai non è più un grido, ma piuttosto una rassegnata e forse inconsapevole accettazione dello stato delle cose, dove l’alterazione dovuta alle droghe diventa la realtà, e la “vera” realtà rimane solo una trama confusa in sottofondo.
Unico punto di luce in questo buio torpore è proprio Ryū, che “vede il mondo con gli occhi di un bambino”, che ha una città nella sua testa che cresce e pulsa, che vive come in un sogno distorto ammantando tutta la storia di quel lato profondo e onirico tanto caro agli scrittori Giapponesi.

Il libro, scritto al tempo presente, non lascia spazio all’immaginazione. Tutto succede adesso. La vita ci passa davanti brutale e noi non siamo altro che inermi spettatori di un’autodistruzione lenta ma inarrestabile. Il libro è diretto a tutti ma nel contempo a una sola persona, e si conclude con una storia nella storia, unico spiraglio in una desolazione altrimenti totale. Un libro dritto come un pungo nello stomaco senza fronzoli, senza stereotipi, senza psicanalisi, senza stile, senza movente. Bellissimo.

Un’ultima nota: l’unica edizione disponibile in italiano è quella della Rizzoli del 1993 ed è ovviamente fuori stampa. Il libro è reperibile in ebook per vie non del tutto legali o online nei vari siti di libri usati. Non lasciatevi fregare da quelli che lo vendono per 50 o 70 euro, con un po’ di fortuna e pazienza si può trovare a una cifra decisamente più ragionevole.

Frasi dal libro

Mi accorgo che il mio cuore batte tremendamente lento. Anche il mio membro, impugnato dalla ragazza nera, si muove a scatti, quasi al ritmo delle pulsazioni. Sembra davvero che soltanto il cuore e il pene, uniti strettamente, siano in funzione e che tutti gli altri organi si siano liquefatti. (pag. 96)

Insegne al neon che abbagliano gli occhi, i fari delle auto provenienti in senso contrario che ti fendono il corpo a metà, camion che sorpassano con un rummore identico al verso di un gigantesco uccello acquatico, grandi alberi che ti si parano davanti all’improvviso, fabbriche con macchinari indecifrabili tutti allineati e ciminiere che eruttano fiamme, una strada tortuosa che sembra acciaio fuso colato da una fornace.
Un fiume cupo che scorre sinuoso producendo suoni come un essere animato, erbe alte cresciute ai lati della strada che oscillano al vento come se danzassero, una sottostazione elettrica circondata da filo spinato che vibra e sbuffa sollevando vapore, e poi Lily che continua a ridere come impazzita e io che guardo tutto questo. (pag. 115)

Il segnalibro

blu quasi trasparente segna

Ryū Murakami

ryu murakami

Ryū Murakami (村上龍 Murakami Ryū), all’anagrafe Murakami Ryūnosuke è uno scrittore, sceneggiatore e regista giapponese.
Nasce a Sasebo il 19 febbraio 1952. La sua prima opera, Blu quasi trasparente, scritta quando era ancora uno studente, vinse il premio letterario Gunzo per esordienti nel 1976 e successivamente il prestigioso premio Akutagawa. Nel 1980 pubblica il romanzo Coin Locker Babies (inedito in Italia), ancora acclamato dalla critica.
Murakami ha suonato la batteria per un gruppo rock chiamato Coelacanth e è stato spesso ospitato un talk show televisivo.

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