Famiglia: femminile plurale – Emilia Marasco

★★★★☆

  • Anno: 2011
  • Isbn: 9788804606642
  • Casa editrice:  Mondadori
  • Pagine: 167

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Genova. Una grande casa da cui si vede il mare, una grande famiglia disordinata ma con un centro di gravità indiscusso: Nina. Tre matrimoni alle spalle, quattro figli più una all’attivo, Nina ha una galleria d’arte specializzata in giovani creativi, una sapiente colf cingalese, una sorella in attesa di due bambini da adottare, una madre lontana. Ha la morbidezza di una ragazzina ma sta per compiere cinquant’anni… Giacomo, l’ultimo dei tre mariti che hanno dato a Nina quattro figli, è anche il padre di Alice, avuta da una prima moglie. Lorenzo è il piccolo di casa, adora i suoi fratelli e ha un grave problema di dislessia: non c’è verso di fargli capire che la parola famiglia è di genere femminile ma di numero singolare, per lui famiglia è plurale, costitutivamente e felicemente. Giunta all’inevitabile momento di resa dei conti sulla soglia di un compleanno importante, Nina si ripensa e si racconta: per dimostrarci quanto è grande il cuore di una donna e con quanta allegria, nella vita di coppia, si possa naufragare ma poi riprendere ogni volta a gonfie vele, su rotte imprevedibili.

“Manca meno di un anno al tuo compleanno” dice Simone scegliendo  con attenzione le polpette più grosse dalla zuppiera al centro del tavolo. Gli altri lo osservano impazienti di servirsi: Alice sbuffa, Viola sgranocchia un grissino, Lorenzo gioca con una macchinina. Giacomo è stato più veloce, si è servito per primo e sta già mangiando.

Inizia così la storia di Nina, una donna semplice, mamma di una grande famiglia: ci sono i suoi tre figli avuti dai due precedenti matrimoni, c’è il nuovo marito, Giacomo, con sua figlia Alice, e infine il piccolo Lorenzo, il figlio avuto con Giacomo, dislessico e meraviglioso nella sua dolcezza, divenuto la chiave di volta, il fratello di tutti.

Questa è la storia di un anno della sua vita: di capitolo in capitolo, di mese in mese, è lei stessa a raccontarci, con tenerezza ed ironia, il suo presente e il suo passato, in lunghi leggeri  flash back, a narrarci  le storie di incredibili equilibri, che gravitano intorno ai suoi capelli rossi, al suo sorriso, al coraggio e alla passione che mette in ogni attimo delle sue giornate, districandosi  tra impegni familiari, problemi dei figli, preoccupazioni per le amiche e il lavoro nella sua galleria d’arte. Nina colpisce per la sua realtà per il suo essere un un personaggio non soltanto possibile ma vero. Non pretende di essere la migliore e forse non lo è. Vive l’avvicinarsi dei suoi cinquant’anni con serenità, come una piccola svolta ma non in maniera negativa. Tiene insieme una realtà che si basa su equilibri sottili, su spazi privati ma condivisi, e lo fa con semplicità, con allegria e con amore. E nonostante la grande famiglia, riesce a ritagliarsi i suoi spazi per un tempo solo suo: con sua sorella, con sua madre, con il suo compagno, con le sue amiche, con se stessa. Non sottrae nulla a nessuno pur organizzando la sua vita a partire del benessere proprio, anzi il suo equilibrio illumina il cammino degli altri che infatti la amano. Tant’è che non si lamenta se non ironicamente perché ogni fatica è vissuta come scelta e non come obbligo.

Una storia vera, piccola, semplice, deliziosa. Niente fuochi artificiali, niente melodrammi o situazioni assurde. Solo Nina e la sua famiglia, che è un sostantivo femminile. E “plurale”, come assicura convinto Lorenzo, “perché noi siamo tanti. Secondo me ci divertiamo di più”

Copertinando: chi l’ha detto che un libro non si giudica dalla copertina?

Il disegno in copertina (“Arrangement”, 2002) è di Amy Cutler, un’artista di Brooklyn che “dipinge piccole e intricate opere che ritraggono donne in costume che partecipano ad attività strane che sembrano tuttavia normali nel mondo in cui essi esistono”. Le sue immagini oniriche ricordarano il lavoro del pittore surrealista belga René Magritte, le fiave dei fratelli Grimm e le storie di Lewis Carroll. Alcune delle sue opere sono esposte al MoMa di New York.

Il segnalibro

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