Il punto di vista del cavallo · Caravaggio – Vittorio Sgarbi

Il punto di vista del cavallo sgarbi

★★★½☆

  • Anno: 2014
  • Genere: Arte, Saggistica
  • Isbn: 978-8845273322
  • Casa editrice: Bompiani
  • Pagine: 158, con illustrazioni
  • Prezzo: € 12,00
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“Caravaggio è doppiamente contemporaneo. È contemporaneo perché c’è, perché viviamo contemporaneamente alle sue opere che continuano a vivere; ed è contemporaneo perché la sensibilità del nostro tempo gli ha restituito tutti i significati e l’importanza della sua opera. Non sono stati il Settecento o l’Ottocento a capire Caravaggio, ma il nostro Novecento. Caravaggio viene riscoperto in un’epoca fortemente improntata ai valori della realtà, del popolo, della lotta di classe. Ogni secolo sceglie i propri artisti. E questo garantisce un’attualizzazione, un’interpretazione di artisti che non sono più del Quattrocento, del Cinquecento e del Seicento ma appartengono al tempo che li capisce, che li interpreta, che li sente contemporanei. Tra questi, nessuno è più vicino a noi, alle nostre paure, ai nostri stupori, alle nostre emozioni, di quanto non sia Caravaggio.”

Questo libro nasce, a mio parere, come base, o compendio, dello spettacolo che Sgarbi sta portando a teatro dal 2015, ed è esattamente lì che io l’ho acquistato, sovrapprezzato di 3 euro per presunte ragioni tecniche sulle quali preferisco non indagare.

sgrarbi instaIn questo libro, più che su dettagli estetici o storici, si indaga la fonte della contemporaneità di Caravaggio, pittore maledetto si ma anche estremamente moderno, tanto da non essere compreso al suo tempo e per i duecento anni successivi, per poi essere riscoperto nel ‘900, epoca dei valori del popolo e della realtà. Come si dice nella prefazione, ogni secolo sceglie i propri artisti, e quel periodo a cavallo tra il XIV e il XV secolo il cui Michelangelo da Merisi opera, non era forse pronto per la sua visione così vera e a tratti anche cruda della realtà. I suoi modelli non sono ideali, ma sono persone vere prese dal popolo, ragazzi di vita, come quelli di Pasolini, al quale la figura di Caravaggio viene spesso affiancata in questo piccolo libro, prostitute, cortigiane, che diventano Madonne, Bacchini e Sante.

Se a volte questo libriccino pecca un po’ nel suo essere fin troppo breve e conciso, distaccandosi dalle grandi elucubrazioni artistiche a cui spesso Sgarbi ci ha abituati, dall’altra parte fornisce uno spunto di riflessione sulla potenza della pittura di Caravaggio, che va al di là del suo innovativo uso della luce e delle ombre, e si sofferma sui dettagli, vero punto di forza della straordinaria pittura di questo artista e sui vuoti e sui pieni che costituiranno il fulcro della parte matura della sua carriera.

Il testo è corredato da immagini, purtroppo a volte troppo piccole a causa del formato del libro, ma che almeno consentono di avere un’idea delle opere di cui si sta parlando. Sgarbi sa il fatto suo, e personalmente, sebbene non ami gli show mediatici che fanno parte del suo personaggio, devo dire che quando si limita a parlare di arte sa quel che fa, e più di ogni altra cosa ha la capacità di portare alle masse temi che invece sono spesso considerati d’élite. Ecco forse se devo fare un appunto, è che se letto dopo aver visto lo spettacolo in teatro, il libro ha un suo perché che forse, se letto da solo, non viene colto e lascia con la voglia, se non il bisogno, di un approfondimento che qui invece manca. Non un testo completo quindi, ma piuttosto uno spunto di approfondimento, che si legge in un paio d’ore, e che getta una luce nuova sulla complessa figura di Caravaggio.

Vittorio Sgarbi

vittorio sgarbi

Vittorio Sgarbi si laurea in filosofia con specializzazione in storia dell’arte all’Università di Bologna e da qui inizia una carriera come esperto d’arte, che lo porta a ricoprire prestigiosi incarichi, tra cui quello di ispettore della sovrintendenza ai beni storici e artistici in Veneto, e ad insegnare per tre anni Storia delle tecniche artistiche all’Università di Udine.
Autore di numerosi saggi e videolezioni sui grandi maestri della pittura, televisivamente nasce come polemista del Maurizio Costanzo Show, dove nel 1989 raggiunge un primato poco lusinghiero, per aver pronunciato la prima parolaccia della storia della televisione italiana. Un marchio che da allora si porta dietro e che contraddistingue le sue ospitate in talk show politici e trasmissioni d’intrattenimento.
La sua parabola politica comincia nel 1990, in quota PSI, come consigliere comunale di San Severino Marche (di cui diviene sindaco due anni dopo) e tocca il vertice con la nomina a Sottosegretario ai Beni Culturali nel governo Berlusconi II (2001-2002). Primo cittadino di Salemi fino al 2012, quando il comune siciliano viene sciolto per infiltrazioni mafiose, si ricandida nel 2014.

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