Intervista a Javier Márquez Sánchez

Vi propongo l’intervista fatta a Javier Márquez Sánchez, autore di “La festa di Orfeo“, mistery-horror dal sapore cinematografico, uscito a Giugno per la Gargoyle e già recensito su questo sito. Vi propongo l’ntervista in spagnolo e in italiano, così chi volesse la può leggere in lingua originale!

Nato a Siviglia nel 1978, Javier Márquez Sánchez si definisce scrittore per vocazione e giornalista per necessità. Racconta di essersi formato con le avventure dei supereroi alla Superman e dei leggendari cowboys dello schermo, per dedicare l’adolescenza all’approfondimento della cultura cinematografica (i suoi registi preferiti sono John Ford, Woody Allen e García Berlanga) e della musica folk-rock degli anni Sessanta. Fra le fonti letterarie, cita Verne, Conan Doyle, Hemingway, Bukowski, Auster, Asimov. Attualmente e’ vicedirettore della rivista Cambio 16 e collabora con varie altre testate. La festa di Orfeo e’ il suo primo romanzo, dopo aver pubblicato alcuni saggi di successo dedicati a Bruce Springsteen, Neil Young, Paul Simon ed Elvis Priesley. 

 

Hablamos de “la fiesta de Orfeo” después de tantos libros de música porque uno dedicado al mistery-horror?

Precisamente porque era mi primera novela, y quería sentirme seguro al escribirla, así que decidí apostar por un género, un ambiente, unos personajes, con los que siempre he disfrutado mucho, desde pequeño. Disfruté mucho escribiéndola, y espero que algo de ese entusiasmo contagie a quien lea la historia

Parliamo de “La festa di Orfeo”. Dopo tanti libri di musica perchè un mistery-horror?

Proprio perché era il mio primo romanzo mi volevo sentire sicuro su cosa scrivere, così ho deciso per un genere, ambiente, personaggi con i quali ho sempre avuto confidenza sin dall’infanzia. Mi è piaciuto molto scriverla, e spero che il mio entusiasmo contagi chiunque legga la storia.

 

¿De donde nace la historia?

Nace de varias cuestiones que guardaba en mi mente desde hacía tiempo. Por un lado estaba la cuestión de Dios y el Diablo. Soy una persona espiritual pero no religiosa, aunque eso no quita para que determinadas partes de la Biblia me parezcan fascinante tomadas como texto de ficción (con todo mi respeto hacia quienes lo tienen como referente de sus creencias). El Diablo es uno de los mejores villanos de la historia de la literatura, siempre imitando a Dios, tendiendo trampas a “su equipo”… Hace tiempo pensé que si Dios nos dejó su legado escrito en un libro, el Diablo, que siempre juega con trampa e intenta superarlo, recurriría a una película, que es de consumo masivo en este mundo actual.

Por otro lado, estaba el tema de la productora Hammer y el actor Peter Cushing. ¿Qué les llevo a convertirse en reyes del terror en una época en la que nadie hacia terror? Existe una explicación histórica, claro, oficial, pero pensando en ello, me dije: ¿Y si es que vivieron una experiencia realmente aterradora, y eso les ha llevado a conocer la auténtica esencia del horror? De pronto ambas cuestiones se unieron en mi mente y…

Da cosa nasce la storia?

Nasce da una serie di questioni che erano nella mia mente da qualche tempo. Da uan parte c’era la questione di Dio e il Diavolo. Sono una persona spirituale ma non religiosa, ma questo non significa che alcune parti della Bibbia mi siano sembrate incredibili da usare come testo di narrativa (con tutto il rispetto per coloro che lo hanno come punto di riferimento per le loro convinzioni). Il Diavolo è uno dei migliori cattivi della storia della letteratura, sempre imitando Dio, tendendo trappole “alla sua squadra” … Ho pensato a lungo che se Dio ci ha lasciato la sua eredità in un libro, il diavolo, che tende sempre trappole e cerca di superarlo, ricorrerebbe ad un film, che è un oggetto di consumo di massa al mondo d’oggi.

Dall’altra parte, c’era il tema della produzione Hammer e l’attore Peter Cushing. Che cosa li ha portati a diventare i re dell’orrere in un’epoca in cui nessuno faceva questo genre? C’è una spiegazione storica, ovviamente, ufficiale, ma a pensarci, mi sono detto: cosa sarebbe successo avessero vissuto un’esperienza realmente terrificante, e che li avrebbe portati a conoscere la vera essenza dell’orrore? Improvvisamente, i due temi si sono riuniti nella mia mente …

 

En el libro hay muchas referencias al cine de terror sobre todo al de los años 70. ¿Podemos decir que es una verdadera pasión?

Me gusta mucho, no es mi gran pasión (el western lo es), pero sí que me gusta. El cine de serie B, el de terror especialmente, tiene algo especial. Hay algo maravilloso en esas imperfecciones que suelen tener las películas, algo de inocencia infantil. Hay fallos, muchos a veces, pero te sientes como un niño disfrutando de esas historias, y te vuelves mucho menos exigente.

Nel libro ci sono molti riferimenti al cinema horror, sopratutto degli anni ’70. Possiamo dire che è una vera propria passione?

Mi piace molto, ma non è la mia più grande passione (il western lo è), ma sì, mi piace. Il cinema di serie B, l’orrore in particolare, ha qualcosa di speciale. C’è qualcosa di meraviglioso in queste imperfezioni che di solito hanno i film, come cose innocenti dell’infanzia. Ci sono difetti, molti a volte, ma ti senti come un bambino godendo di queste storie, e divieni molto meno esigente.

 

Uno de los protagonistas del libro es Peter Cusher. ¿Porque le has elegido exactamente a el?

Para mí ha sido siempre el héroe perfecto. Racional, aventurero, apuesto, simpático, pero también despiadado. Cuando decidí, para mi primera novela, escribir la novela que hubiese querido leer en mi adolescencia, cuando los libros eran mi gran mundo y el cine mi transporte favorito, no había otra opción: sólo Peter Cushing podía ser el protagonista.

Uno dei protagonisti del libro è Peter Cusher. Perchè proprio lui?

Per me è sempre stato l’eroe perfetto. Razionale, avventuroso, bello, affascinante, ma spietato. Quando ho deciso di scrivere il mio primo romanzo, ho scritto il romanzo che mi sarebbe piaciuto leggere nella mia adolescenza, quando i libri erano il mio mondo e il cinema il mio svago preferito, non c’era altra scelta: solo Peter Cushing poteva essere il protagonista.

 

¿Es difícil, en el 2011, asustar, sobre todo con un libro?

Creo que es bastante difícil asustar con la lectura, pero puedes impresionar, y que ese pasaje quede en la mente del lector para que después, paseando por un callejón oscuro o al apagar la luz del pasillo de casa, recuerde el pasaje y acudan todos sus temores. Cuando vemos el asesinato de la ducha en ‘Psicosis’ no nos asustamos, pero ¿cuántas veces hemos dado un salto al intuir una sombra al otro lado de la cortina del baño?

E’ difficile, nel 2011, spaventare, soprattutto con un libro?

Penso che sia piuttosto difficile spaventare con la lettura, ma si può impressionare, e che i passaggio si fissino nella mente del lettore in modo che poi, camminando in un vicolo buio o spegnendo la luce del corridoio di casa, ricordino quella parte  tornino alla mente tutte le paure. Quando vediamo l’omicidio della doccia in ‘Psycho’, non abbimo paura, ma quante volte abbiamo fatto un salto intuendo un’ombra attraverso la tenda della doccia?

 

Y ahora alguna pregunta sobre ti:

¿Como nace tu pasión por la escritura?

Por mi necesidad de contar historias. También por eso escribo canciones, y si pudiera haría películas. Me encanta contar historias, y el relato o la novela son el formato perfecto.

E ora qualche domanda su di te:

Come nasce la passione per la scrittura?

Per il mio bisogno di raccontare storie. Anche per questo  scrivo canzoni, e se potessi, fari film. Mi piace raccontare storie, e il racconto  o il romanzo sono il formato ideale.

 

¿Tienes una musa que te inspire?

Me inspiran demasiadas cosas. Tal vez una canción, o un paseo por la noche, o una vieja corbata olvidada entre las nuevas, un olor al pasar junto a la puerta del vecino, un golpe en mitad de la noche, una declaración de amor escrita en las paredes del metro… Cada día podemos encontrarnos con al menos diez historias que merecería la pena desarrollar.

Hai una musa ispiratrice?

Sono ispirato da molte cose. A volte una canzone, o una passeggiata serale, o una vecchia cravatta dimenticata tra quelle nuove, o un odore sentito passando accanto alla porta di un vicino, un colpo nel cuore della notte, una dichiarazione d’amore scritta sui muri della metropolitana … Ogni giorno potemmo trovare almeno dieci storie che varrebbe la pena di sviluppare.

 

Si pudieses dar marcha atrás en el tiempo y encontrarte a un personaje famoso, ¿a quien escogerías y por que?

Al director de cine Luis Buñuel, para comprobar si realmente eran tan geniales los Dry Martini que preparaba.

Se potessi tornare indietro nel tempo e incontrare un personaggio famoso, chi sceglieresti e perchè?

Il regista Luis Buñuel per verificare se fossero davvero così geniali i Martini Dry che preparava.

 

Cuando eras pequeño que trabajo pensabas que realizarías cuando fueras mayor?

Hasta los doce años quería ser agente secreto. Después, escritor.

Quando eri piccolo, che lavoro pensavi avresti fatto da grande?

Fino ai dodici anni agente segreto. Poi, scrittore.

 

Tienes ya algún otro proyecto en mente?

Tengo dos novelas que se están moviendo ya por las editoriales (una ambientada en Las Vegas en los 50, otra en la frontera de México en los 70) y trabajo en un par de historias policíacas ambientadas en Sevilla.

Hai già qualche altro progetto nel cassetto?

Ho due romanzi che si stanno già muovendo per le case editrici (uno ambientato a Las Vegas negli anni 50, un altro al confine del Messico nel 70) e sto lavorando a un paio di romanzi gialli ambientati a Siviglia.

 

Grazie mille per averci dedicato un pò del tuo tempo!

 

Spero che questa intervista vi sia piaciuta! Vi consiglio tantissimo il libro perchè è veramente bello e cattura dalla prima all’ultima pagina. Per ora passo e chiudo. Brina

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