La famosa invasione degli orsi in Sicilia – Dino Buzzati

★★★☆☆

  • Anno: 1945
  • Genere: Racconto
  • Pagine: 132
Nel tempo dei tempi la Sicilia viene invasa dagli orsi: scendono dalle più alte montagne, guidati dal loro re, a cui i cacciatori della pianura hanno rapito il figlio. Nella loro memorabile avventura gli orsi superano infiniti ostacoli. Alla fine la capitale viene espugnata e il figlio del re riconosciuto in un equilibrista del Gran Teatro Excelsior. Divenuti i signori dell’isola, gli orsi vedono a poco a poco la corruzione insinuarsi nel loro mondo. E solo il ritorno, in lunghissima fila, alle vecchie montagne assicurerà loro la quiete della natura, segnando la fine dell’indimenticabile incursione tra gli uomini.

Dunque ascoltiamo senza batter ciglia
la famosa invasione degli orsi in Sicilia.
La quale fu nel tempo dei tempi
quando le bestie erano buone e gli uomini empi.
— incipit

Spesso, per chi sa leggere tra le righe di una favola, c’è molto di più di quanto le parole raccontino. La stessa cosa vale per La famosa invasione degli orsi in Sicilia, che ha tutto ciò che serve per fare di essa una favola.
Si tratta di un racconto delicato, ambientato tantissimi anni or sono in una Sicilia che non esiste più; e i protagonisti sono gli orsi, che dalle montagne scendono nelle città in cerca di cibo e del figlio del loro re, perduto sin da quando era solamente un cucciolo.

È una storia adatta ai più piccoli, ma forse ancor di più ai più grandi: a leggere bene, ogni pagina, benché apparentemente lieta, contiene un sottile filo di malinconia, che culmina nella seconda metà del racconto, in cui gli orsi cessano di fare gli orsi adattandosi in tutto e per tutto alla vita umana: anche, e soprattutto, nei vizi.

Come racconto l’ho trovato un tantino sconclusionato e pò troppo pieno di morti per un bambino, però è stata comunque una lettura carina.

Il Segnalibro

Dino Buzzati

dino buzzati

Dino Buzzati Traverso nasce a San Pellegrino di Belluno il 16 Ottobre 1906 da famiglia benestante: il padre era giurista e la madre imparentata con una famiglia del patriziato veneziano.
Dopo la morte del padre, quando l’autore aveva 14 anni, Buzzati si iscrive al celeberrimo liceo milanese Parini, dove conoscerà Arturo Brambilla, futuro collega e miglior amico. Sono di questi anni gli interessi per la cultura egizia e per Arthur Rackham.
Il mondo intellettuale italiano vede il suo ingresso nel 1928, anno in cui entra come praticante nel Corriere della Sera, per divenirne poi redattore e inviato. Dello stesso anno è la laurea in Giurisprudenza.
Nel 1933 pubblica il suo primo romanzo intitolato Bàrnabo delle montagne, cui segue nel 1935 Il segreto del Bosco Vecchio. Il più grande successo arriva nel 1940 con Il deserto dei Tartari, romanzo dal quale Valerio Zurlini trarrà l’omonimo film.
Morì di tumore al pancreas (ne morì anche il padre nel 1920) alla clinica “La Madonnina” di Milano il 28 gennaio 1972. Nell’estate del 2010 le sue ceneri furono disperse sulla Croda da Lago nelle amate Dolomiti.

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