Lucertola – Banana Yoshimoto

★★★½☆

  • Titolo originale: Tokage
  • Anno: 1993
  • Isbn: 9788807814211
  • Pagine: 117
Sei racconti intorno al tempo, alla guarigione, al destino, al fato, immersiin una Tokyo sfolgorante di luci notturne e pulsante di vita. I protagonistisono accumunati dalla stessa sorte: tutti in qualche modo feriti si sonochiusi in un guscio che li protegge, ma contemporaneamente li separa dalmondo, impedendo loro di agire e di interagire con gli altri. Ma sensazionidimenticate si affacciano alla memoria, la vita, prima paralizzata, ricominciaa scorrere rivelando la catartica necessità di entrare finalmente in azione edi fare i conti con il passato. E’ alle soglie di questa trasformazione che losguardo di Banana Yoshimoto si posa sui suoi enigmatici personaggi perraccontarne il disagio, l’angoscia, la liberazione.

 
L’arte di parlar di niente, ma di parlarne bene. Sei storie sul passato e il presente, sul cambiamento, sulla solitudine, e sulla speranza.

E’ il primo libro che leggo della Yoshimoto, comprato al mercatino dell’usato per tre euro, e devo dire che il suo stile mi ha colpita anche se come dice lei stessa nel postscriptum, forse al tempo di questo libro era ancora un pò immaturo. Non è la trama delle storie che colpisce, anzi, essa è quasi inconsistente. Sono le descrizioni, gli stati d’animo, i luoghi, le sensazioni.. Meditazioni sul passato e sul presente, sulla speranza nel cambiamento di persone ferite che cercano un riscatto; malinconia e solitudine ma anche voglia di andare avanti. Forse un pò troppo malinconico per i miei gusti, ma le parole scorrono come seta sulla pelle.

Il segnalibro

Lucertola

Banana Yoshimoto

Mahoko Yoshimoto, in arte Banana Yoshimoto, nasce il 24 luglio 1964 a Tokyo, in Giappone, figlia di Takaaki (conosciuto anche come Ryumei Yoshimoto), famoso critico letterario e poeta di formazione marxista i cui lavori hanno influenzato profondamente i movimenti radicali studenteschi giapponesi degli anni ‘60, e sorella di Haruno Yoiko (che diventerà una famosa disegnatrice di anime). Dopo essersi laureata alla Nihon University studiando arte e specializzandosi in letteratura, inizia a utilizzare lo pseudonimo di Banana, ritenuto androgino e gradevole.
Mahoko lavora come cameriera in un golf-club guadagnando 480 dollari al mese (una vera miseria in Giappone) e nelle pause del lavoro abbozza i suoi racconti sui tavolini del caffè del club. L’attesa è però breve e già nel 1988, con la pubblicazione di “Kitchen” (oggi tradotto in venti lingue), il nome di Banana Yoshimoto balza agli onori della critica letteraria. Per questo romanzo d’esordio, infatti, le viene assegnato il premio Kaien per gli scrittori esordienti nel Novembre 1987 e, successivamente, il premio letterario Izumi Kyoka nel Gennaio 1988.
La semplicità, almeno apparente, dello stile viene compensata dalla forte carica polemica (e politica) e dai temi, anche scabrosi, che vengono affrontati con la massima disinvoltura. A quasi vent’anni dall’esordio letterario Banana Yoshimoto ha recentemente dichiarato di essere oggi interessata a nuovi argomenti, come l’esoterismo e l’humor nero, ha avvisato i lettori di tenersi pronti per qualcosa di veramente nuovo e non ha nascosto di aspirare al premio Nobel…

Libri recensiti dello stesso autore:

  1. Delfini – Banana Yoshimoto
  2. Lucertola – Banana Yoshimoto

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