Mattatoio n. 5 – Kurt Vonnegut

o La crociata dei bambini

★★★★½

  • Titolo originale: Slaughterhouse-Five, or The Children’s Crusade: A Duty-Dance With Death
  • Anno: 1969
  • Isbn: 9788807818585
  • Pagine: 196
Per una decina di giorni, verso la fine della Seconda guerra mondiale, Kurt Vonnegut, americano di origine tedesca accorso in Europa, con migliaia di altri figli e nipoti di emigranti come lui, per liberarla dal flagello del nazismo, batté lande tedesche coperte di neve che il suo piede non aveva mai calcato. Fatto prigioniero durante la battaglia delle Ardenne, ebbe la ventura di assistere al bombardamento di Dresda da un osservatorio decisamente sconsigliabile alle persone deboli di cuore: l’interno di una grotta scavata nella roccia sotto un mattatoio, adibita e deposito di carni, nelle viscere della città. Alla fine del bombardamento, che fu uno dei più terribili e sanguinosi nella storia della guerra, quando Vonnegut uscì all’aperto, al posto di una delle più belle città del mondo c’era un’ondulata distesa di macerie sopra un numero incalcolabile di morti.
Da questa dura e incancellabile esperienza nacque Mattatoio n. 5 o La crociata dei bambini, storia semiseria di Billy Pilgrim, americano medio affetto da un disturbo singolare (“ogni tanto, senza alcuna ragione apparente, si metteva a piangere”) e in possesso di un segreto inconfessabile: la conoscenza della vera natura del tempo. Tutto è, è sempre stato e sempre sarà, passato e futuro sono sempre esistiti e sempre esisteranno, nulla dipende dalla volontà dell’uomo. “Prenda la vita momento per momento,” dice a Billy Pilgrim l’ultraterrestre che un bel giorno d’estate lo rapisce col suo disco volante, “e vedrà che siamo, tutti, insetti in un blocco d’ambra.”

La guerra senza parlare della guerra. La storia autobiogrofica del bombardamento di Dresda, durante la Seconda Guerra Mondiale, raccontata però non in maniera tragica, ma come sottofondo alla storia del povero Billy Pilgrim, improbabile viaggiatore nel tempo, esemplare di essere umano esposto allo zoo di Tralfamadore, uomo qualunque finito prigioniero dei tedeschi per una sfortunata casualità.

Ho letto opinioni discordanti su questo libro: c’è chi lo definisce un capolavoro, chi un’opera sopravvalutata, chi dice che doveva essere un libro pacifista e invece non lo è. E infatti non lo è. E non è neanche un libro di guerra, nè un libro di fantascienza. “Quasi non ci sono personaggi, in questa storia, e quasi non ci sono confronti drammatici, perchè la maggior parte degli individui che vi figurano sono malridotti, sono solo trastulli indifferenti in mano a forze immense“. Una scrittura ironica e divertente che affronta la tragedia in maniera nuova, senza esprimere opinioni ma lasciando al lettore il compito di leggere tra le righe.

Lettura consigliata a chi non si aspetta di leggere un libro pacifista, o di fanstascienza… perchè “così va la vita”.

Il segnalibro

Mattatoio n°5

Kurt Vonnegut

vonnengut

Kurt Vonnegut Jr. nasce a Indianapolis l’11 novembre 1922. Dopo le prime opere di genere fantascientifico, la sua produzione letteraria si è andata caratterizzando per una originale mescolanza di elementi fantastici, satira politica, sociale e di costume, humor nero ed espressione di valori umanisti.
Dal 1941 al 1943 frequentò la facoltà di biochimica alla Cornell University di Ithaca (New York) lasciandola nel 1943 per prendere parte volontariamente all’esercito alleato, nel ruolo di fante esploratore, durante la seconda guerra mondiale. Nel 1944 venne fatto prigioniero durante l’offensiva delle Ardenne e successivamente trasferito in Germania, nella città di Dresda. Qui assistette in prima persona al terribile bombardamento alleato che nel febbraio del 1945 rase al suolo la città. Vonnegut si salvò poiché rinchiuso in una grotta ricavata sotto il mattatoio della città normalmente utilizzata per l’immagazzinamento della carne. Questo episodio traumatizzante, anni dopo, verrà ripercorso in chiave solo parzialmente fantascientifica nel suo romanzo più famoso, Mattatoio n. 5 o La crociata dei bambini.
Il suo primo romanzo fu Piano meccanico (Player Piano), pubblicato nel 1952, un’opera fantascientifica che descrive l’anti-utopia di un’America diventata succube della tecnologia. Nel frattempo, Vonnegut trovò impiego presso una scuola per ragazzi con disturbi emozionali. Alla morte della sorella ne adottò i tre figli rimasti orfani.
Fra la metà degli anni sessanta e gli anni settanta Vonnegut pubblica una serie di romanzi che vengono generalmente considerati il suo apice e che ebbero grandissimo successo di pubblico e di critica.
Nel 1971, separatosi dalla prima moglie, Vonnegut si trasferisce nella città di New York e l’anno successivo vicepresidente del PEN (un club di scrittori e poeti) e prende a insegnare scrittura creativa all’università di Harvard.
Nel 1992 viene nominato membro della American Academy and Institute of Arts and Letters; è inoltre nominato “artista dello stato di New York” per l’anno 2001-2002.
Tra le altre cose, Vonnegut è stato a lungo pompiere volontario e presidente della American Humanist Association (Associazione degli Umanisti Americani).
Muore l’11 aprile del 2007 a New York, all’età di 84 anni, a causa di un grave incidente domestico avvenuto nella sua casa. Nel novembre del 2010 la sua città natale, Indianapolis, erge la “Kurt Vonnegut Memorial Library”, una biblioteca dedicata allo scrittore, che raccoglie anche oggetti a lui appartenuti.

Libri recensiti dello stesso autore:

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