Monster house

★★★☆☆

  • Genere: animazione, horror, fantasy
  • Anno: 2006
  • Regia: Gil Kenan
  • Visto: il 29.10.2011 in Tv
Nella notte di Halloween, tre ragazzini decidono di avventurarsi in una vecchia casa abbandonata. La tetra abitazione è un’attrazione troppo forte, per la fervida curiosità dei piccoli. A prima vista la catapecchia sembra abitata da fantasmi e mostri, in realtà non c’è nulla di tutto questo. Il vero mostro è la casa stessa…

Plasmato su un genere non particolarmente frequentato dai film d’animazione, cioè l’horror, questo lavoro forse un po’ troppo ambizioso è comunque ottimo per passare una serata piacevole. Di sicuro effetto, e forse vero punto a favore di questo film, che conta nel suo “cast” dieci personaggi dieci, come se il quartiere dove è ambientata la storia fosse per il resto completamente disabitato, è l’espressività dei personaggi stessi, resa perfettamente attraverso la tecnica della performance capture, del quale Zemeckis, co-produttore del film insieme a Spielberg, è pioniere e che permette di utilizzare ogni singolo movimento espressivo degli attori nelle animazioni dei personaggi.

Protagonisti della vicenda sono tre bambini: Dj e il suo buffo (e forse un po’ iperattivo) amico Timballo e una ragazzina, Jenny. Dj abita davanti a una casa lugubre e scalcinata, il cui proprietario, il Signor Nebbercracker, un vecchio acido e dispotico, caccia via tutti i bambini e gli ruba i giochi che inavvertitamente capitano sul suo prato. Proprio il giorno prima di Halloween, per cercare di recuperare un pallone da basket, Dj causa un malore al signor Nebbercracker, che viene portato via dall’ambulanza.
L’allontanamento del suo padrone causerà un misterioso cambiamento nella casa che si animerà, mangiando tutti quelli che gli si avvicinano. I due ragazzi in compagnia di una nuova amica, Jenny, cercheranno di avvertire tutti del pericolo ma nessuno vorrà credergli. La storia non è strabiliante: ma lo zampino di Spielberg si vede tutto: tanta azione, qualche sobbalzo sulla sedia, realismo familiare messo a nudo. Una storia non esaltante, dicevo, ma neanche banale, dove si parla di bambini e del mondo in cui vengono percepiti dagli adulti, di  genitori distratti e baby sitter scriteriate.

Insomma per essere il primo lungometraggio di un ventottenne diciamo che è abbastanza godibile, anche se non un capolavoro. Nonostante sia un film di animazione, io non lo consiglierei a dei bambini, o quantomeno io mi sento di dire che a me avrebbe fatto paura!

Il segnaframe

Tags:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *