Nella terra delle Janare – Antonio Emanuele Piedimonte

Viaggio nell’Irpinia segreta, tra leggende, magia e misteri
Nella terra delle janare

★★½☆☆

  • Anno: 2007
  • Isbn: 9788895178059
  • Genere: Saggistica
  • Casa editrice: Intra Moenia
  • Pagine: 216
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Janare, streghe, inciarmatrici, fattucchiere, fate, incantatrici, ma anche arcaiche divinità e terribili demoni femminili: un viaggio contemporaneo sulle tracce misteriche del passato, tra quello che è sopravvissuto ai danni del tempo e degli uomini.

Nella terra delle Janare, ovvero come partire da una buona idea per poi perdersi nelle nebbie di Avalon.
La farò breve, anche perché suppongo che questo libro interessi solo a chi in terra di Irpinia c’è nato o quantomeno ci vive. L’idea di partenza è sicuramente interessante, ovvero indagare i fatti storici che stanno all’origine di storie, miti e leggende che coinvolgono janare, o inciarmatrici, o streghe, se vogliamo usare un termine più attuale, figure che impregnano sin dall’alba dei tempi i miti di questa terra ricca di misteri.

IMG_0419Il libro è suddiviso in tanti piccoli capitoli di poche pagine ognuno, che trattano argomenti vari, a dire il vero spesso poco collegati con le streghe in sè, ma piuttosto con i fatti che stanno alla base di miti e leggende, nomi dei luoghi e culti arcaici presenti in Irpinia ben prima dell’avvento del Cristianesimo. L’autore ha svolto un lavoro di ricerca incredibile (la bibliografia conta ben 9 pagine), lavoro che però, ahimè, spesso e volentieri si perde in paragrafi e paragrafi di citazioni bibliografiche, faticando a venire al succo del capitolo. Si parte dal raccontare una storia per poi finire a parlare di tutt’altro dopo poche righe, o a citare nozioni storiche che, per quanto interessanti, sembrano servire più ad allungare il brodo che non a una vera connotazione storica del fatto trattato.

Prima di scrivere una recensione negativa, cosa che di solito mi piace ben poco, e meno ancora quando si tratta di argomenti di ricerca, ho provato a mettermi nei panni dell’autore, e capisco appieno la difficoltà di mettere insieme dei veri racconti basandosi spesso e volentieri su informazioni frammentarie, e per di più sparpagliate in documenti o ricerche diverse, su storie che si tramandano oralmente da secoli, stravolgendosi nel corso del tempo come in ogni buona tradizione orale succede, ma purtroppo questo non cambia lo stato delle cose, e cioè che il libro risulta alla fine un minestrone, sicuramente con qualche buono spunto all’interno, ma che nel totale è abbastanza caotico, come un elenco di appunti sparsi che non riescono a trovare un vero filo storico.
Non so se mi sento di consigliarlo per il valore letterario in sé, ma sicuramente è un’ottima fonte bibliografica per approfondire vari argomenti.

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