Oliver Twist – Charles Dickens

★★★☆☆

  • Anno: 1837-39
  • Isbn: 9788845128318
  • Pagine: 485

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Oliver è un orfano, un trovatello di oscure origini, che diventa schiavo del vecchio ebreo Fagin che lo assolda per rubare. Una delle sue vittime si impietosisce e invece di consegnarlo alla polizia se lo porta a casa. Ma Fagin, temendo che possa fare la spia, lo fa rapire da un uomo di sua fiducia. E questo è solo l’inizio: ma dopo molte peripezie, Oliver ritroverà almeno una parte della famiglia che credeva di non avere nemmeno più.

Che dire? Non sono un’amante delle tragedie, soprattutto quelle in cui i personaggi buoni sono buonissimi e bellissimi e quelli cattivi cattivissimi e bruttissimi. E questo è quello che accade in Oliver Twist, piccolo cucciolo bastonato sin dalla nascita, che non fa altro che ricevere botte a destra e a manca. 4 stelle per l’ambientazione, la cupezza dei bassi borghi londinesi abitati dagli scarti della società che vivono di stenti e lottano quotidianamente per un tozzo di pane.
La violenza, l’ipocrisia, il lavoro minorile, i sotterfugi e la cattiveria dei personaggi sono descritti con vera maestria. 3 stelle per la storia, decisamente macchinosa, nella quale ogni avvenimento è strettamente funzionale alla trama e quindi risulta artificioso. Fino a metà non si aspetta altro che la prossima sventura di Oliverfaccinocuccioloso, e nella seconda metà si rimane esterrefatti da come tutto poi si risolva magicamente in un finale artificiosissimo e davvero poco credibile. I personaggi buoni sono tagliati con l’accetta e melensi fino alla nausea.

Leggere le avventure del piccolo Oliver è come leggere una lista della spesa scritta su una pergamena da un monaco amanuense, esteriormente bellissima certo, ma sempre e comunque una lista della spesa.
Sicuramente non si può negare che sia un’opera eccellente, ma a me tutto quel pietismo, e il piccolo Oliver che non fa altro che prendere botte e passare da una sfiga a un’altra mi hanno dato un pò ai nervi… La maggior parte delle situazioni sono assolutamente surreali e buone solo ai fini della storia, e per questo ho fatto una discreta fatica ad arrivare alla fine. In ogni caso gli ho dato un 6 perché bisogna considerare anche il periodo storico e il sommo scrittore che ne è l’autore…

 

ATTENZIONE! Spoiler! Apri

 

Pagina 69 Apri

Trasposizioni cinematografiche

Dal film sono state tratte varie trasposizioni cinematografiche di cui la più recente è quella del 2005 diretta da Roman Polanski.

Il segnalibro

 

Comments

  1. By Fragola

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    • By Brina

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  2. By momochi

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