Oliver Twist

Oliver twist polanski poster

  • Genere: drammatico
  • Anno: 2005
  • Regia: Roman Polanski
  • Visto: in DVD
Londra, XIX Sec. Il piccolo Oliver Twist scappa dall’istituto per giovani orfani gestito dal perfido sig. Bumble e si unisce ad un gruppo di ladruncoli di strada che fanno capo al vecchio Fagin. Durante una delle scorribande del gruppetto di furfanti, Oliver viene arrestato mentre gli altri ragazzi riescono a farla franca. Tuttavia, quella che potrebbe essere una disgrazia, si rivela per il piccolo orfano una svolta felice perché in suo aiuto giunge il facoltoso sig. Brownlow, che testimonia in suo favore e dopo averlo fatto scagionare lo accoglie nella sua bella e confortevole casa…

Tratto dall’omonimo romanzo di Charles Dickens, questo film è una versione relativamente recente della storia, che segue altri 4 film sullo stesso tema. Mi ci è voluto un po’ per elaborare un pensiero su questo film. Questo è dettato dal fatto che il libro non mi ha entusiasmata per la sua trama estremamente artificiosa. Il film forse aiuta in questo, perché per ovvi motivi di tempistiche (ci sarebbero volute 5 ore di film per trattare tutti i fatti narrati nel libro) la storia è semplificata e “potata” di netto di diverse parti, rendendo il tutto piuttosto lineare e scorrevole.

Polanski gioca con la storia per ricostruire nei minimi dettagli l’intero mondo sociale della Londra vittoriana (anche se il set è stato in gran parte realizzato a Praga), in cui della tanto famigerata ‘civiltà’ ci sono pochissime tracce, anche perché Oliver viene risucchiato fin da subito nel vortice infimo della criminalità dei bassifondi. E’ una Londra paurosa quella in cui il bambino muove i suoi passi, assoldato da subito nella  banda di furfantelli messa insieme dal temibile e bieco ladro Fagin (interpretato da un irriconoscibile Ben Kingsley). Polanski legge la vicenda narrata da Dickens immergendola in una miseria materiale e morale quasi palpabile: in questa metropoli sporca, fatiscente, piena di criminali, puttane, ladri, affaristi, in preda alla corruzione e al malcostume, si annulla la differenza tra interni ed esterni. Polanski avvolge nell’oscurità sia le stanze di appartamenti e tribunali che le strade fangose di questa giungla moderna, tutti i personaggi nei loro spostamenti entrano ed escono da zone oscure, trasformandole quasi nei corridoi della mente del male.

Più che un mera trasposizione, definirei questo film uno scavare nella mente dei personaggi, che con le loro forti connotazioni psicologiche riescono a rendere la vicenda interessante e paradossalmente attuale, così come lo sono la tematica dello sfruttamento dell’infanzia e quella più universale della ricerca di un proprio posto nel mondo.

Il segnaframe


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