Prima di morire addio – Fred Vargas

★★★½☆

  • Titolo originale: Ceux qui vont mourir te saluent
  • Genere: Giallo
  • Anno: 1994 (prima edizione italiana 2010)
  • Lingua originale: Francese
  • Isbn: 978-8866213048
  • Casa editrice: Einaudi
  • Traduttore: M. Botto
  • Pagine: 196
  • Prezzo: 13,00 €
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Henri Valhubert, editore ed esperto d’arte, viene assassinato mentre è a Roma per indagare sulla provenienza di un misterioso disegno di Michelangelo apparso sul mercato francese. A essere sospettati il ribelle figlio Claude, studente e residente a Roma insieme agli inseparabili amici Tibére e Néron, e la misteriosa e affascinante Laure, giovane seconda moglie di Henri e matrigna di Claude. Ma anche se la pista di un movente legato al disegno di Michelangelo sembra essere la più credibile… Il silente magistrato Valence e il loquace commissario Ruggieri si ritrovano, loro malgrado, a lavorare fianco a fianco per risolvere il caso.

Richard Valence nutriva una certa avversione per le biblioteche perché bisognava astenersi da tutto: far rumore camminando, far rumore parlando, fumare, agitarsi, sospirare, insomma far rumore con la propria vita. Secondo certa gente, quelle costrizioni corporali favorivano la riflessione. In lui la distruggevano immediatamente.
— pag. 65

Io come al solito arrivo con anni luce di ritardo. Non avevo mai letto niente di Fred Vargas, e con questo suo primo romanzo (in realtà secondo, ma il primo, Les Jeux de l’amour et de la mort, non è ancora stato tradotto) scritto nel 1994, mi sono innamorata.

Henri Valhubert, editore ed esperto d’arte, viene assassinato mentre è a Roma per indagare su un misterioso disegno di Michelangelo apparso sul mercato francese. Ad essere coinvolti e ad indagare sul caso ci sono Claude, detto Claudio, figlio di Henri, i suoi due amici con cui forma uno strano triumvirato imperiale, una donna affascinante, il commissario Ruggeri e l’investigatore privato Valence, mandato dalla famiglia Valhubert per insabbiare il caso.

Ho letto recensioni non bellissime su questo libro, e questo mi fa ben sperare sul resto della bibliografia della Vargas che ho intenzione di divorare, perché a me è piaciuto molto. Chi mi legge sa che non sono un’amante dei gialli, non perché non mi piaccia il genere ma perché di solito ho difficoltà a ricordarmi i nomi dei personaggi. Qui invece il problema non si pone: i personaggi sono pochi, e così ben studiati che diventa impossibile confonderli l’uno con l’altro. Sono, a loro modo, così strambi e surreali da sembrare vivi.
La storia va avanti senza tanti fronzoli, è incentrata sui personaggi e non sui fatti, rendendo l’indagine appassionante e non priva di colpi di scena. L’esilarante triumvirato formato da Claudio, Tiberio e Nerone dona al libro un taglio ironico e surreale che non avevo mai trovato in un giallo (forse solo nei Gorilla di Sandrone Daizeri, ma in modo diverso) e che ho apprezzato tantissimo.

E’ proprio lo stile inconsueto a rendere questo romanzo intrigante, scorrevole, piacevole e poco impegnativo. Ah, e anche stavolta l’assassino non è il maggiordomo.

Una nota sul titolo

Il titolo originale, Ceux qui vont mourir te saluent è la traduzione francese del latino “Ave, Caesar, morituri te salutant (letteralmente Ave, Cesare, quelli che vanno a morire – i morituri – ti salutano) che è, per tradizione, considerata la frase che i gladiatori indirizzavano all’imperatore prima dell’inizio dei giochi gladiatòri. La scelta della traduzione italiana del titolo non mi ha entusiasmata.

Frasi dal libro

Richard Valence nutriva una certa avversione per le biblioteche perché bisognava astenersi da tutto: far rumore camminando, far rumore parlando, fumare, agitarsi, sospirare, insomma far rumore con la propria vita. (pag. 47)

“Domandalo a lei, Richard, è la sua vita di valigia. Credo che raccatti un po’ tutto quello che trova. Uno ha le valigie che si merita. Prendi nota.” (pag.93)

“È tanto più stupido in quanto, non avendo nessun motivo per ucciderli, sarebbero stati dei magnifici omicidi, semplicemente così, per vedere. Solo io posso sprecare occasioni simili.” (pag. 129)

Il segnalibro

Fred Vargas

Fred Vargas, pseudonimo di Frédérique Audouin-Rouzeau è nata a Parigi nel 1957.
È ricercatrice di archeozoologia presso il Centro nazionale francese per le ricerche scientifiche, ed esperta in medievistica. Lo stesso anno 1997 in cui inizia a collaborare con il CNRS scrive il suo primo polar (fusione tra policier e noir): Le jeux de l’amour e de la mort. Sebbene lei non sia soddisfatta di questo romanzo, ottiene il Premio del Festival de Cognac il cui premio consisteva appunto nella pubblicazione del libro.
Autrice anche di sceneggiature per la televisione, come scrittrice è specializzata in letteratura poliziesca e scrive le prime stesure dei suoi romanzi in ventuno giorni durante il periodo di vacanza che si concede annualmente.
I suoi romanzi sono senz’altro atipici nel panorama “giallo” francese poiché l’azione si svolge essenzialmente in Francia (principalmente a Parigi) e non contiene che pochissime pagine di sangue e di sesso. Dalle sue opere sono stati tratti alcuni film per la televisione.
Fred è il diminutivo di Frédérique; Vargas è lo pseudonimo usato da sua sorella gemella, Joëlle (Jo Vargas), pittrice contemporanea.

Libri recensiti dello stesso autore:

  1. Prima di morire addio – Fred Vargas

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