Speciale libri e film: apocalisse Zombie

Negli ultimi tempi molti libri e film ci stanno letteralmente sommergendo di notizie poco rassicuranti. Ormai è noto: l’apocalisse Zombie è vicina! Quindi cosa possiamo fare per documentarci, difenderci o eventualmente entrare a far parte di questa schiera di allegra figure claudicanti, che emettono versi gutturali e si avviano ogni giorno di più verso la putrefazione?

La figura dello Zombie non nasce dal cinema bensì da un’antica superstizione haitiana in cui si credeva che alcuni stregoni fossero in grado di privare le persone di una parte della loro anima, facendoli così cadere in un sonno incosciente e trasformandoli in schiavi incapaci di reagire, dei morti viventi. Questo mito è stato ampiamente sfruttato sia nel cinema che nella letteratura trasformandosi in metafore sempre nuove e più complesse per esprimere disagio sociale e grida di denuncia.

Il primo film risale al 1932, quando Victor Halperin diresse Bela Lugosi (già famoso per la sua interpretazione di Dracula) in White Zombie. Qui lo stregone Murder Legendre, esperto in riti Voodoo, trasforma la bella Madeleine in un corpo vuoto privo di coscienza così come ha fatto in precedenza a tutti quegli uomini che sfrutta come schiavi nelle sue piantagioni.

Sempre per rimanere in tema di film vintage, non si può non nominare Ho camminato con uno zombie, film del 1943 diretto da diretto da Jacques Tourneur. Il film utilizza uno dei temi classici dell’horror, il voodoo con annessi zombie, ma lo fa senza badare alle convenzioni del genere, utilizzando l’argomento in modo del tutto personale, con una sorta di realismo poetico. L’intreccio tra i personaggi è sottile e articolato e il voodoo resta sullo sfondo, tratteggiato con impareggiabile ambiguità. La struttura narrativa non è lineare e, aiutata dalle evocative immagini, tende a conferire un carattere onirico alla vicenda.

Nel 1968, George A. Romero, con un pugno di dollari e un pugno di amici, cambia completamente l’approccio al tema della morte che cammina con il lungometraggio La Notte dei morti viventi. Lo Zombie diventa un morto risorto con un’insaziabile fame di carne umana, totalmente privo di controllo e guidato solo dal puro istinto. Sono creature in realtà relativamente pericolose, lente, goffe e facili da uccidere. La loro forza sta nel numero, da soli non costituiscono un pericolo ma quando sono tutti assieme fermarli è praticamente impossibile. La causa delle loro semi-resurrezione è sempre sconosciuta, si pensa ad un virus ma non si ha mai la certezza della vera ragione e alla fine non importa, i morti ritornano e basta.

Romero è uno che di Zombie ne sa, e la sua filmografia prosegue con continui rimandi ai simpatici non-morti, con Zombie (Down of the dead) del 1978 e Il giorno degli Zombi (Day of the dead) del 1985. Quattro anni dopo è lui a curare la prefazione di Il libro dei morti viventi (Book of the Dead) (pubblicato in Italia dalla Bompiani), un’antologia di racconti del 1989, curata da John Skipp e Craig Spector. I racconti sono scritti espressamente per quest’antologia, e mostrano le svariate interpretazioni che gli autori danno al tema dei morti viventi. Alcuni autori si rifanno agli stereotipi della cinematografia horror, altri invece reinterpretano i temi.

Se hai un buono stomaco e voglia di ridere, non puoi perderti Splatters – Gli schizzacervelli, una commedia horror del 1992 diretta da Peter Jackson. Per la cronaca credo che questo film detenga il record della quantità di sangue finto usato: solo per l’ultima scena ne furono usati 300 litri.

Nel 2002 esce nelle sale 28 giorni dopo, diretto da Danny Boyle. Per una volta gli zombie non sono claudicanti e lenti, anzi, sono dotati di forza selvaggia e di una velocità superiore al normale. A differenza delle altre pellicole di genere, questo è un film dannatamente poetico. Il film ha un sequel 28 settimane dopo, anch’esso estremamente bello a mio parere.

Nel caso ti fossi realmente spaventato, tranquillo, perchè nel 2003 è uscito Manuale per sopravvivere agli Zombi di Max Brooks, un simpatico manuale di guerriglia urbana che contiene utili consigli rivolti al cittadino medio per sopravvivere a un attacco di morti viventi, con tanto di scelta delle armi e del rifugio e attacchi documentati. Lo stesso Brooks pubblica tre anni dopo World War Z. La guerra mondiale degli zombi (World War Z: An Oral History of the Zombie War), un romanzo horror-fantascientifico-post apocalittico che narra di una misteriosa pandemia nata in Cina che ha colpito l’intera umanità, generando un’apocalisse zombi che ha distrutto la maggior parte delle tracce storiche del passaggio degli uomini.

Nel frattempo il buon Romero continua a narrarci storie Zombie con Diary of the Dead – Le cronache dei morti viventi (2007) e Survival of the Dead – L’isola dei sopravvissuti (2009), che ovviamente parla di un’isola invasa dai putrefatti esserini.

Ritornando ai libri, nel 2009 esce Orgoglio e pregiudizio e zombie scritto da Seth Grahame Smith, una versione aggiornata del celeberrimo (e amatissimo) capolavoro di Jane Austen, grazie a numerose scene «inedite» in cui, a farla da protagonisti, sono appunto gli zombie.

Nel 2010 Manel Louriero pubblica Apocalisse Z, primo di una trilogia narrata in prima persona da un sopravvissuto a una epidemia zombie che ha devastato il mondo intero. Seguono Apocalisse Z – I giorni oscuri e il terzo, non ancora uscito in Italia che presumibilmente si intitolerà Apocalisse Z – L’ira dei giusti (Apocalipsis Z: La Ira De Los Justos).

Per tornare, una volta tanto, sull’italico suolo, pare si parli molto bene di Torna da me! di Cettina Barbera, un’opera che presenta i caratteri tipici del romanzo dell’orrore, del drammatico e persino del thriller psicologico. Vedrò di procuramelo!

Per sdrammatizzare un pò il tema, io sto leggendo Breathers. L’anonima Zombie di Scott G. Brownie, storia di un gruppo di Zombie che fondano una società anonima e intraprendono una causa per i loro diritti.

Infine in uscita alla fine di ottobre c’è Warm bodies di Isaac Marion, romanzo che parla di R, un giovane con una crisi esistenziale: è uno zombie. La storia si svolge in un’America distrutta dalla guerra, il collasso sociale, e la fame senza cervello dei suoi compagni morti, ma egli desidera qualcosa di più di sangue e cervello. Sa grugnire solo alcune sillabe, ma la sua vita interiore è profonda. R non ha ricordi, non ha identità, e nessun impulso, ma ha dei sogni…

 

Spero che questo speciale ti sia piaciuto… se hai qualche libro o film da segnalarmi, lascia un commento! E dimmi… tu hai paura dell’Apocalisse Zombie?

Links utili

Zombie Knowledge base: sito italiano carinissimo su tutto quello che c’è da sapere sugli zombie

Zombie me e Make me zombie: due applicazioni gratuite che ti permettono di diventare uno zombie (per finta eh!)

 

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    • By Brina

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