Speciale libri: Zombie 2 – Il mashup letterario

Il romanzo di Seth Grahame-Smith poteva sembrare l’ennesima trovata di un mercato che non sa più a quale mostro votarsi, ma di fatto Orgoglio pregiudizio e zombie (85% testo originale del classico di Jane Austen e il resto aggiunto dallo scrittore ingaggiato dalla Quirk Books) ha lanciato una moda destinata a non esaurirsi tanto presto e rappresenta il primo rilevante mashup in campo narrativo.

Il termine mashup, arrivato direttamente dalla musica tekno per indicare il mixaggio di due brani famosi allo scopo di crearne uno nuovo, è divenuto comune nel settore informatico e ha  rapidamente invaso anche altri ambiti, come quello video (il celebre programma televisivo Blob). Mashup indica un ibrido con ingredienti misti che accosta elementi platealmente distanti per ottenere un prodotto diverso ma omogeneo, dotato di senso proprio, spesso con intento satirico: una nuova “arte” ricombinante e di derivazione.

La sua popolarità,  come tecnica finalizzata a liberare la ricontestualizzazione creativa dei materiali di base, è in netta crescita: l’ibrido piace, quello con i mostri piace e vende. Specialmente se ci sono gli zombie.

Ecco quindi spuntare The war of the World plus Blood, Guts and Zombies (La guerra dei mondi più sangue, budella e zombie) di Eric S. Brown, dove il classico di H.G. Wells vede i terrestri alla presa con alieni e zombie, Adventures of Huckleberry Finn and Zombie Jim (Le avventure di Huckleberry Finn e Zombie Jim) di W.Bill Czolgosz, che vede i personaggi di Mark Twain in un’America alternativa in cui gli zombie sono utilizzati come schiavi; esiste anche un I Am Scrooge: A Zombie Story for Christmas (Io sono Scrooge: una storia zombie di Natale) di Adam Roberts (e Charles Dickens), ovvero un Christmas Carol con Zombie. Sulla stessa linea c’è anche A zombie Christmas Carol di Michael G. Thomas.

Addirittura, abbiamo Paul is Undead: the British Zombie Invasion (Alan Goldsher) che narra l’incontro tra Lennon e McCartney: solo che John è uno zombie, e si mangia il cervello di Paul. Stessa sorte, poco dopo, per George e Ringo…

Inoltre, visto il successo dell’esperimento dei grandi classici “mashed” con la cultura pop horror, non poteva mancare un altro assalto alla narrativa della Austen: dal mashup zombies si passa al più comprensivo e versatile mashup monsters, con  altre mostruosità che avanzano verso la rosa dei generi letterari in perfetto stile Romero.

Abbiamo Mr Darcy Vampyre di Amanda Grange e soprattutto Sense & Sensibility & Sea Monsters (Ragione e sentimento e mostri marini) di Ben H. Winters, dove uno dei protagonisti presenta tratti polipoidi. QUI potete vedere il simpatico booktrailer (in inglese).

Jane Austen non è l’unica presa di mira. Abbiamo infatti Little Women and Werewolves (Piccole donne e lupi mannari) di Porter Grand (e Louisa May Alcott) e Little Vampire Women (Piccole donne vampire) di Lynn Messina. E anche una Jane Slayre (gioco di parole tra Eyre e slayer, uccisore) di Sherri Browning Erwin.

Tra le uscite dello scorso anno della Quirk abbiamo un Abraham Lincoln Vampire Hunter, dove Grahame-Smith espande il concetto di mashup e trasforma una delle maggiori icone americane in una specie di Van Helsing, forse per attrarre gli appassionati di storia, e anche una Queen Victoria: Demon Hunter e un Android Karenina di Ben H. Winters.

Ma il fenomeno si allarga anche ad ambiti più accademici: il dottor Steven Schlozman, professore di psichiatria alla Harvard Medical School, è autore di The Zombie Autopsies e ha trattato in alcune lezioni l’interessante tema della zombie neurobiology.

In sostanza, l’invasione è solo all’inizio, e la sua prima regola è questa:  l’ispirazione ti difetta e il tuo lavoro ha bisogno di un po’ di pepe?  Aggiungi gli Zombie! Ahimè pare che nessuno di questi libri, apparte il primo citato, siano ancora stati tradotti in Italia. Se ne sai qualcosa fammelo sapere!!

Links

  • Casa editrice Quirk, sezione mashup-classici: link (eng)
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    • By Brina

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