Biscotti e sospetti – Stefania Bertola

biscotti e sospetti

★★★★☆
  • Anno: 2006
  • Editore: TEA
  • Isbn: 9788850211463
  • Pagine: 237
[amazon-element asin=”8850211465″ locale=”it” listprice=”0″ fields=”button”]
Violetta Chiarelli, commessa, e sua sorella Caterina, sarta e minuscola imprenditrice in proprio, non sono forse le inquiline ideali per un appartamento ricavato in una elegante villa in collina. D’altro canto, neanchegli altri inquilini sono del tutto irreprensibili. Rebecca Demagistris è una madre separata alle prese con tre bambine, mirmecologi fedifraghi e pastori metodisti killer; Mattia Novalis è un architetto di interni ricercatissimo per il suo pessimo gusto e il suo fisico prestante; Emanuele Valfrè, romantico e affascinante proprietario delle omonime vetrerie, è arrivato da Calcutta con una moglie fresca fresca che sembra intenzionata a rovinargli la vita…

Simpatico, divertente, fresco. Questo libro è originale e non manca di colpi di scena. I personaggi sono tutti divertentissimi, in primis Caterina, che cuce vestiti per bambole gonfiabili e nel frattempo ha un commercio di oggetti della più disparata natura. E’ lei che investiga su una scomparsa , un piccolo giallo, dall’inaspettato epilogo. Ci si affezione a tutti i personaggi, nessuno escluso, e con loro si segue la rocambolesca ricerca di una persona scomparsa e varie vicissitudini amorose. Quando ho scoperto il perchè del titolo del libro, non ho potuto che sorridere e prenderlo a cuore ancora di più. Lo consiglio per rilassarsi, staccare la spina, ritrovare il sorriso. Nel suo genere merita un eccellente! E’ chiaro che non si tratta di un capolavoro della letteratura ed è altrettanto evidente che è un genere che non piace a tutti, ma per chi desidera una lettura fresca e piacevole, senza altre pretese, è davvero consigliato.

Frasi dal libro

Poche cose hanno un effetto migliore sulla psiche di una donna abbandonata quanto scoprire che l’altra, quella per cui lui se ne è andato, è una perfetta idiota. Consola, e permette di vedere il proprio amatissimo perduto sotto una nuova luce : quella dell’imbecille.

Pagina 69
Possibile che questa Caterina avesse una sorella grassa di temperamento lirico? No, lui la sorella l’aveva conosciuta, alla festa, era una bruna, di dimensioni ridotte, che sembrava adatta piuttosto a cantare le canzoni delle suore… Io non voglio cenare con loro, pensò più triste che mai, suonando il campanello. Gli aprì Caterina, con in mano una confezione da sei di bacchette per la batteria.
“Ciao… vieni… è quasi pronto”.
“Ciao… chi è che canta?”
“Mia sorella. Le ha insegnato nostro padre. Quando era vivo”.
“Meno male” disse Emanuele, ma Caterina era per natura assolutamente impervia all’ironia.
“Poi ha avuto anche un maestro, solo che alla fine vedeva troppi gnomi, gli entravano anche in casa, e così ha smesso di dare lezioni ed è andato a vivere vicino a Urbino”.
Parlando, caterina gli aveva preso il cappotto, lo aveva gettato su un baule da marinaio dipinto di azzurro, e gli aveva fatto strada verso la cucina, dove Violetta, oltre a cantare, stava finendo di preparare la cena: aveva aperto qualche busta di piatti surgelati da far saltare in padella, e li aveva fatti saltare un pò. Adesso riposavano, ben caldi, mentre lei rovesciava in una ciotola tanta insalata di quella in buste, già pulita. Aveva anche tagliato il pane, e tolto dal freezerla crostata di mirtilli che la zia Delfina aveva preparato pe rloro domenica scorsa. Era da secoli che non si dava tanto da fare in cucina, ma per questo cliente di Caterina bisognava sforzarsi un pò.
“Ciao…” disse la sorella, che era effettivamente la ragazza bruna della festa.
“Siediti” gli ordinò Caterina. “Io devo solo finire di contare queste. Anzi, mi potresti aiutare mentre Violetta va avanti lì con la cena?”

Il segnalibro

Potrebbe interessarti anche

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *