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Categoria: Autori stranieri

Published in: Libri, Autori stranieri

La Ragazza Con L’orecchino Di Perla – Tracy Chevalier

Voto: 8 · Genere: Fiction storica

Reinventare magicamente la storia di un quadro trasportandoci direttamente nell’atelier di Vermeer, 1667. Una lettura deliziosa, che si destreggia nell’Olanda della metà del seicento tra ricchie poveri, macellai e pittori, bambini e adulti. Ci si immerge negli odori del mercato, nei profumi dei colori, nei lampi di luce catturati in un dipinto. Una storia delicata dove l’arte, la passione per i colori che cambiano a seconda degli occhi di chi li guarda, l’amore inespresso, struggente e crudele tra l’artista e la serva assume le diverse sfumature che la passione può avere…

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Dance Dance Dance – Haruki Murakami

La perfezione che divora l’imperfezione

Per i folli ed effimeri sognatori senza un meta è troppo “terreno”, agli occhi di chi ha fatto la ragione il proprio metro appare troppo “impalpabile”, quasi al punto di rasentare il ridicolo. Dance dance dance si trova nel mezzo; posizione questa ch’è, effettivamente, scomoda. Qui giace il dubbio e l’incompreso. Murakami può essere frainteso, può non essere capito, può essere denigrato, offeso ed osannato, ciò che sicuramente non gli potrà accadere è di passare inosservato.

Il protagonista del romanzo, un giornalista free-lance, e i numerosi personaggi, che incontra durante il suo percorso di crescita, sono indissolubilmente legati da un componente metafisico. Nel libro l’elemento di congiunzione tra reale e soprannaturale, psichico e psicologico, vecchio e nuovo, vita e morte è rappresentato dal misterioso uomo-pecora. L’essere si manifesta nel Dolphin Hotel di Sapporo e, in quanto custode dell’esistenza del protagonista, è il solo in grado connetterlo con la vita e con il mondo reale. La storia ha inizio in questo albergo misterioso e trova un naturale epilogo al suo interno. Così grazie all’uomo-pecora il protagonista intraprende un percorso esistenziale che lo porta a muoversi in una realtà di cui fanno parte personaggi insoliti, in parte bizzarri, legati gli uni agli altri in maniera imperscrutabile. Compaiono sulla scena: Yumiyoshi una receptionist nervosa e riservata, una ragazzina, Yuki, in grado di percepire altre realtà, gli egoisti genitori di Yuki, alcune squillo d’alto bordo, Gotanda un famoso e affascinante attore, Dick North un poeta senza braccio e, infine, sei scheletri che guardano la tv in un salotto di Honolulu. La scrittura è come sempre piacevole, coinvolgente e descrittiva come se Murakami volesse invitare anche noi a danzare con il protagonista. In fondo il messaggio finale, rivolto al genere umano, è ancora una volta un’esortazione a non avere paura di vivere.

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Come diventare buoni – Nick Hornby

Voto: 6 · Genere: umoristico

Nick Hornby è un gran paraculo, nel senso buono del termine. Si, insomma, non è un genio, ma i suoi libri si fanno dannatamente leggere. All’inizio della mia “esperienza Hornbyana”, dopo aver letto “Tutta un’altra musica” ero un pò interdetta, perché la storia mi era andata giù meravigliosamente bene, ma senza lasciarmi assolutamente niente. Avevo pensato che Hornby fosse un pò il Dan Brown della commedia, e forse è davvero così.

Anche in questo libro la protagonista è una donna, medico, fiera di questo in quanto la sua professione le consente di sentirsi buona, al contrario di suo marito David, l’uomo più arrabbiato di Holloway, come titola la rubrica che tiene su un giornale locale e sulla quale non risparmia parole per nessuno. Fino a quando nella loro vita arriva BuoneNuove, una sorta di santone spirituale che trasforma il marito di Katie fino a farlo divenire un folle buon samaritano. Nel gioco del ribaltamento dei ruoli è Katie a divenire quella cattiva, che si fa sopraffare da mille domande, rimorsi e sensi di colpa. Sempre sull’orlo del divorzio e della crisi di nervi, Katie ci racconta la storia fino al finale, piuttosto banale e poco d’impatto. Un libro che scende bene come un tè freddo d’estate, ma che lascia ben poco dietro di sè, e risulta anche meno divertente di Tutta un’altra musica.

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Manuale per sopravvivere agli Zombi – Max Brooks

Voto: 6 · Genere: Non narrativa, manuale

Incredibile la capacità di Borooks di convincerci che la possibilità di un attacco zombi è molto più vicina di quanto non possiamo immaginare, con la descrizione, al termine del libro, di attacchi documentati come la ciliegina sulla torta!

Sulle orme dei manuali di sopravvivenza molto di moda in America, in realtà questo libro si presenta molto più come un vero manuale di guerriglia urbana, nel quale la parola zombi può essere sostituita in molti casi con qualsiasi altra cosa possa mettere a repentaglio la nostra incolumità in caso di disastro o rivoluzione.

Ma pur sempre di un manuale si tratta, nel quale Brooks pesca a piene mani dall’immaginario collettivo sulla figura degli Zombi per propinarci una serie di spunti, o nozioni sulle varie armi, i metodi di fuga, l’asserragliamento in fortezze e, nel peggiore dei casi, la ricerca di un luogo dimenticato da dio dove condurre la nostra esistenza in un mondo completamente dominato da queste figure putride e barcollanti.

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Il gabbiano Jonathan Livingston – Richard Bach

Voto: 8 · Genere: Romanzo

Si, forse un argomento un pò trito e ritrito quello dello “staccati dal gruppo, non ti fermare alla prima difficoltà”, ma in questo libretto che si legge in un pomeriggio è espresso con un alone di magia. Ci troviamo a seguire le peripezie del gabbiano Jon, che viene espulso dallo Stormo perchè il suo sogno è di imparare a volare come nessun altro. Ricca di metafore questa piccola storia ci fa volare per un paio d’ore, e anche se il tema è un pò scontato, classico baluardo della New Age e della voglia di libertà, perchè in fondo non sognare per un pò?

Consigliato in una serata no, e se si ha bisogno di una piccola iniezione d’autostima.

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Trilogia di New York – Paul Auster

Voto: 6 · Genere: Detective storyes, racconti

Sarà che questo libro è un capolavoro, ma io l’ho trovato noiosetto. La scrittura è molto bella, questo è indubbio, elegante, forbita, ricca, ma la trama dei racconti è assolutamente inconcludente. Sicuramente il concetto dominante è la tematica del doppio, ben descritta e approfondita in ogni sua perversa sfaccettatura, ma secondo me assolutamente poco adatta al tipo di storie raccontate. Le “detective storyes”, come le chiama la quarta di copertina, sono in realtà un pretesto per una sorta di esercizio di stile con un continuo capovolgimento tra chi indaga e chi è indagato… Alienante forse fin troppo, non è riuscito a coinvolgermi affatto. Mi rimane la domanda se Paul Auster sia un genio che io non ho compreso o un venditore di fumo…

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Storie di ordinaria follia – Charles Bukowski

Voto: 9 · Genere: racconti

Bukowski prende come un calcio allo stomaco, ma alla fine non si può non provare tenerezza per quest’uomo e i suoi racconti, che si dibattono tra necessità di sopravvivere e voglia di lasciarsi morire. Bukowski vive nella merda e ci sguazza. La potenza della sua scrittura sta nel ripudio del mondo e della persona umana, in primis la sua, della società americana e dell’ambiente poetico-letterario, troppo altolocato e snob. La sua scrittura raggiunge apici poetici incredibili per poi rituffarsi nella melma, fa ridere da far male la pancia e fa piangere, e ci avvicina a questa figura assurda e particolare che scrive di sè stessa, di quello che è e non di quello che vorrebbe essere, un poeta ubriacone con le gambe grosse, perso per il gioco d’azzardo la birra e il sesso, e nient’altro.