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Categoria: Autori stranieri

Published in: Libri, Autori stranieri

La scomparsa – Geroges Perec

Un ardito gioco sulla mancanza di qualcosa

Provo a confrontarmi, stando al gioco, o si può dir provandoci, di chi di suo pugno compilò il libro di cui vi sto parlando, strano frutto di un’officina di giovani scrittori, contatori, linguisti, qual fu l’UoLiPo, fondata da un tal Raymond, conosciutissimo già dai suoi Fiori Blu, i cui giochi di locuzioni avanguardistici sono conosciuti in più nazioni. Costoro si confrontarono, dnadosidando di volta in volta un nuovo obbligo di scrittura, sviluppando uno scombussolio linguistico nuovo, basato su palindromi, mutazioni, crittogrammi, anagrammi o paradigmi scacchistici

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Lo straniero – Albert Camus

Un uomo in balia degli eventi

Immaginate di leggere un libro il cui protagonista la cui è un uomo laconico, inerme, che spende la sua vita in una condizione di quasi totale indifferenza verso ogni cosa, lasciando che le cose accadano, senza viverle. Un uomo che sembra non sentire nulla, non provare dei veri sentimenti: nè tristezza per la madre appena morta, nè amore per Maria, suo unico conforto, dalla quale però è incapace di trarre linfa o guizzi vitali di alcun tipo. Un uomo che si sente costantemente estraneo, solo, invisibile, ma non si pone domande di nessun genere. Mai.

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Miti del Nord – Neil Gaiman

I miti norreni in chiave moderna

Dopo Sandman e American Gods, possiamo sicuramente dire che Gaiman non sia un novellino in quanto a mitologia e divinità. In Miti del Nord, l’autore indaga il mito, portando alla luce figure diverse e ben delineate, un pantheon di déi ognuno con il suo carattere e, soprattutto, con le sue debolezze. E così viene fuori che Thor è si potente, ma anche piuttosto tonto, Odino, il padre di tutto, é saggio ma irascibile, e che Loki é non è propriamente cattivo, ma neanche buono. Insomma, Loki è a dir poco complicato.

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U4 · Koridwen – Yves Grevet

U4 Koridwen copertina

Distopia portami via

Nonostante le mie speranze, il libro è a tutti gli effetti uno Young Adult, nel senso non proprio positivo del termine (e lo so, qui fioccheranno commenti brutti, ma prendetevela con l’editoria non con me). Siamo in Francia, Koridwen è l’unica sopravvissuta della sua famiglia, dopo che l’epidemia U4 ha decimato l’intero paesino della Bretagna in cui vive, oltre che il 90% della popolazione mondiale. A darle una speranza è l’ultimo messaggio da parte del gamemaster del suo gioco online preferito, Warriors of Time, che prima della definitiva interruzione di internet e dell’energia elettrica, dà agli “Esperti” del gioco appuntamento a Parigi la notte del 24 dicembre, per tornare indietro nel tempo e salvare il mondo. Kori si imbarcherà nell’impresa di raggiungere Parigi accompagnata solo da suo cugino Max e dalle parole della nonna, che le svelerà il mistero del suo nome e i segreti che esso cela.

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S. La nave di Teseo – JJ Abrams e Doug Dorst (con guida alla lettura e soluzione degli enigmi)

Uno straordinario libro nel libro

Questo è un libro impegnativo. Lo dico prima. E’ uno di quelli che si possono chiamare “experience book”, in cui la mera lettura della trama non è la sola componente di intrattenimento.
Tutto parte da un’idea di JJ Abrams, il pazzo ideatore di Lost per intenderci. Un giorno Abrams passeggia per il parco e su una panchina trova un libro con l’iscrizione: “a chi trova questo libro si prega di leggerlo e portare il libro da qualche parte e lasciarlo in modo che qualcun altro lo possa leggere”, e SBAM, gli parte il genio. Chiama uno scrittore semisconosciuto, Doug Dorst, e insieme danno vita a S. – La Nave di Teseo, un libro nel libro, fatto di molteplici livelli e di storie intrecciate, di indizi, rivelazioni e misteri.

L'”oggetto S.” si presenta come un cofanetto, all’interno del quale è contenuto un libro, La nave di Teseo, un tomo all’apparenza piuttosto vecchio e usurato, con tanto di tagliando della biblioteca, pagine ingiallite e ricolmo di fogli, cartoline e appunti.
L’opera è dello scrittore (fittizio) V.M. Straka, autore non solo prolifico, ma a quanto pare anche sovversivo ed enigmatico, sulla cui vera identità si indaga da anni. La trama del libro tratta di un uomo chiamato soltanto S. che, colpito da amnesia, si ritrova a viaggiare su una strana nave in compagnia di una ciurma inquietante, cercando sè stesso e il suo passato. Ma dietro la storia si nasconde qualcos’altro, un diverso livello di lettura che racconta ben altro.

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Malpertuis – Jean Ray

malpertuis cover

La dimora del Maligno

Pubblicato nel 1943, e in Italia per la prima volta nel 1966 dalla Sugar, entrambe le successive edizioni italiane del libro, di cui l’ultima uscita nel 2006 per la collana Urania Horror di Mondadori sono ormai fuori catalogo. L’ultima versione è però acquistabile in ebook su tutti i più conosciuti ebook-store.

Cosa c’è di più affascinante di un’antica dimora, enorme e oscura, il cui nome, Malpertuis, significa “dimora del Maligno”?
Malpertius è, per sommi capi, una sorta di giallo-horror, o, come lo si definisce nella postfazione, weird, ovvero un horror in cui “non tutti i mostri vengono per nuocere”.

Il narratore, ladro di mestiere, viene in possesso di un plico contenete diari, appunti e scritti vergati da quattro diversi narratori, che hanno come soggetto proprio la dimora di Malpertuis la quale, secondo questi documenti, cela un oscuro segreto sui suoi abitanti.
C’è, narra Duocedame il Vecchio, una strana e misteriosa isola dispersa nell’Egeo, un’isola dove creature si agitano tra le nebbie ed elevano al cielo i loro goffi, gutturali lamenti. Su questa isola c’è la dimora dello zio Cassave, una gotica costruzione avvolta nell’oscurità perenne, dove le candele che illuminano i corridoi vengono spente da sinistre entità per torturare uno degli abitanti, il povero Lamparnisse. Oltre a Lamparnisse, nella casa vive, costretto alla coabitazione a seguito dello strano testamento dello zio Cassave, un bizzarro gruppo di persone formato da parenti, domestici e strani estranei.

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Dirk Gently, agenzia investigativa olistica – Douglas Adams

irk Gently agenzia investigativa olistica cover

Dirk Gently, sconclusionato olistico psicosassico

Dirk Gently (il cui vero nome potrebbe essere Svlad Cjelli se non avesse il vezzo di cambiarlo continuamente) è il titolore di una singolare agenzia investigativa che usa il metodo olistico per indagare sugli unici casi che gli passano tra le mani: gatti scomparsi. E’ convinto infatti “che il punto importante sia la sostanziale interconnesione di tutte le cose”. Richard Mc Duff, giovane informatico e suo vecchio amico del college, viene accusato dell’omicidio del proprio capo nonchè fratello della fidanzata, Gordon Way. Starà proprio a Dirk provare a dimostrare la sua innocenza, cercano una connessione tra l’omicidio, un divano irrimediabilmente incastrato per le scale, un Monaco Elettrico difettoso, il poeta Samuel Taylor Coleridge e una serie di fenomeni paranormali.

Dirk Gently, agenzia investigativa olistica è il primo capitolo di una saga ahimè rimasta incompiuta a causa della morte del compianto Adams, che ci regala un altro piccolo capolavoro di comicità inglese. Lontano dai grandi detective, Dirk conserva la tipica essenza da squattrinato hard boiled unita ad una buona dose di cialtroneria.  Non usa la scienza, fa magie, ipnotizza, chiede aiuto ad un bambino per avere suggerimenti e pare vada a casaccio, ma nel fare questo è sempre padrone di quello che succede più di tutti gli altri.

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Il gigante sepolto – Kazuo Ishiguro

Un percorso sulla perdita della memoria

Ishiguro sconfina in un genere considerato forse “di second’ordine” come quello del Fantasy (le discussioni su Internet riguardo all’argomento si sono sprecate, e lo stesso Ishiguro ha voluto precisare che questo libro non fosse in effetti un fantasy, scatenando le ire dei fan del genere), costruendo però non una storia di epiche imprese, bensì, come egli stesso afferma, usandolo come un veicolo per sperimentare un percorso sulla memoria e, soprattutto sulla perdita della memoria, intesa non solo come memoria personale, ma anche come memoria storica e collettiva, un viaggio allegorico nella nebbia dei ricordi, alla ricerca di qualcosa di perduto che potrebbe però portare con sé anche un pesante fardello.
Il linguaggio è avvolgente, elevato ma senza mai essere complesso solo per il gusto di esserlo, le frasi scorrono ritmiche, dimostrando una profonda ricerca che però rimane nascosta e che non ha la pretesa, o forse il bisogno, di essere mostrata.