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Genere: Horror

Published in: Recensioni, Libri, Autori stranieri

Zombie – Joyce Carol Oates

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Uno zombie tutto per sè

Quentin è un ragazzo normale. Un ragazzo normale e per bene, che studia, lavora come custode nella casa di famiglia che viene affittata a giovani studenti stranieri, va regolarmente dallo psicologo ed è amato dalla nonna. E poi si, vabbè, sta scontando due anni di libertà vigilata per aver molestato un ragazzino nero e colleziona strumenti chirurgici rubacchiati qua e là perché lui, Quentin, o Q_, come preferisce chiamarsi, ha un sogno: avere uno schiavo zombie che esaudisca i suoi più bassi desideri.

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Fotogrammi di un film horror perduto – Helen McClory

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Fugaci attimi di orrore

Click! Vrrrrrr. Flap flap flap flap. A questo mi ha fatto pensare questo libro, a una Polaroid. Si scatta una foto, la pellicola viene sputata fuori, e, mentre la si agita, dal nero compare lentamente l’istantanea di un attimo, un fotogramma di vita dai bordi confusi. Ed è qui che si ferma HelenMcClory, un istante prima che l’immagine si sviluppi e diventi del tutto nitida, quando le ombre sulla pellicola potrebbero essere indifferentemente umani o mostri.

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Pet Sematary – Stephen King

Pet Sematary recensione

I don’t wanna be buried in a pet sematary

Un giorno imprecisato del 1989 Stephen King invita i Ramones per vedere una partita di baseball in tv. In quell’occasione regala a Dee Dee Ramone una copia di quello che lui stesso definisce il suo romanzo più terrificante. Pochi mesi dopo esce Brain Drain, e all’interno dell’album c’è una canzone dedicata proprio a quel romanzo, il cui indimenticabile ritornello “I don’t wanna be buried in a pet sematary / I don’t want to live my life again” ha fatto da imprescindibile colonna sonora a tutta la mia lettura.

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Casa di Foglie – Mark Z. Danielewski

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Un geniale libro labirinto, capolavoro assoluto della letteratura ergodica

La storia gira intorno a tre personaggi principali: Johnny Truant, un ragazzo che già di suo non sta proprio benissimo con la testa, il quale trova in casa di Zampanò, un vecchio alquanto strano deceduto di recente, un baule contenente gli appunti per un manoscritto. Si tratta dell’analisi e della ricostruzione di un docu-film che Billy Navdson, fotografo di successo, ha girato all’interno della sua casa, intitolato “The Navidson Record”. Ora se vi state chiedendo perché qualcuno dovrebbe girare un docu-film all’interno della propria casa, state facendo la domanda giusta. E la risposta è che all’interno della casa di Billy, trasferitosi da poco con la sua famiglia, compare all’improvviso una porta. Dietro a questa porta non c’è nient’altro che un corridoio completamente buio, o almeno questo è quello che sembra all’inizio.

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Nimbus – Alessio Gallerani

Un buon libro con un terribile finale

Nimbus è un libro decisamente strano, una sorta di urban-fantasy (così lo definisce la casa editrice) che sconfina nell’horror e che ha i suoi perchè. I protagonisti sono adolescenti credibili che per una volta hanno cervello (anche se, paradossalmente, non dovrebbero), nel pieno di quel periodo della vita in cui hanno a che fare con i bulli e con una famiglia che sentono ostile, alla prese con i primi amori, come quello di Simon per Selene, e con problemi che gli sembrano troppo grandi.

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Abbiamo sempre vissuto nel castello – Shirley Jackson

abbiamo sempre vissuto nel castello sonosololibri

Il delicato e ironico senso del macabro di Shirley Jackson

Constance, Mary Katherine detta Merricat e l’anziano zio Julian vivono una vita idilliaca, o almeno così sembra, in una grande villa ai margini del paese. Gli altri membri della famiglia Blackwood sono tutti morti, avvelenati sei anni prima da una zuccheriera contenente arsenico durante un pranzo familiare. Constance, unica indiziata dell’omicidio, è stata assolta, ma nonostante questo gli abitanti del pease non hanno mai smesso di fare pettegolezzi e guardare gli unici sopravvissuti della famiglia Blackwood con disprezzo e sospetto.

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Malpertuis – Jean Ray

malpertuis cover

La dimora del Maligno

Pubblicato nel 1943, e in Italia per la prima volta nel 1966 dalla Sugar, entrambe le successive edizioni italiane del libro, di cui l’ultima uscita nel 2006 per la collana Urania Horror di Mondadori sono ormai fuori catalogo. L’ultima versione è però acquistabile in ebook su tutti i più conosciuti ebook-store.

Cosa c’è di più affascinante di un’antica dimora, enorme e oscura, il cui nome, Malpertuis, significa “dimora del Maligno”?
Malpertius è, per sommi capi, una sorta di giallo-horror, o, come lo si definisce nella postfazione, weird, ovvero un horror in cui “non tutti i mostri vengono per nuocere”.

Il narratore, ladro di mestiere, viene in possesso di un plico contenete diari, appunti e scritti vergati da quattro diversi narratori, che hanno come soggetto proprio la dimora di Malpertuis la quale, secondo questi documenti, cela un oscuro segreto sui suoi abitanti.
C’è, narra Duocedame il Vecchio, una strana e misteriosa isola dispersa nell’Egeo, un’isola dove creature si agitano tra le nebbie ed elevano al cielo i loro goffi, gutturali lamenti. Su questa isola c’è la dimora dello zio Cassave, una gotica costruzione avvolta nell’oscurità perenne, dove le candele che illuminano i corridoi vengono spente da sinistre entità per torturare uno degli abitanti, il povero Lamparnisse. Oltre a Lamparnisse, nella casa vive, costretto alla coabitazione a seguito dello strano testamento dello zio Cassave, un bizzarro gruppo di persone formato da parenti, domestici e strani estranei.

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The Resurrectionist: The Lost Work of Dr. Spencer Black – Eric B. Hudspeth

il codice delle creature estinte recensione

Da avere anche solo per il meraviglioso compendio illustrato

Affascinante fusione di fiction e arte, pubblicato nel 2013 dalla Quirk Books che, come dice in nome, pubblica libri “strani”, The Resurrectionist è, in effetti, una strana storia. La trama, anche se forse non straordinaria, regge, ed è una grottesca, disturbante, e a tratti assurda cronaca della vita del dottore dall’infanzia fino alla discesa nella follia di una di quelle menti che non sono mai dome, che sentono il bisogno di spingersi sempre più in là, di esplorare l’inesplorato ma anche, forse, l’inesplorabile, in cui i fan dell’horror o del macabro riconosceranno subito nel protagonista l’archetipo del genio, spinto alla psicopatia dalla stessa illuminazione che lo ha elevato all’inizio.