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Published in: Libri, Autori stranieri

Guida galattica per gli autostoppisti – Douglas Adams

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★★★★★
Lontano, nei dimenticati spazi non segnati nelle carte geografiche dell’estremo limite della Spirale Ovest della Galassia, c’è un piccolo e insignificante sole giallo. A orbitare intorno a esso, alla distanza di centoquarantanove milioni di chilometri, c’è un piccolo, trascurabilissimo pianeta azzurro-verde, le cui forme di vita, discendenti dalle scimmie, sono così incredibilmente primitive che credono ancora che gli orologi da polso digitali siano un’ottima invenzione…

Al momento viaggiamo a un’Improbabilità di due elevato alla potenza di venticinquemila a uno, in diminuzione: ripristineremo la normalità appena saremo sicuri di cosa sia la normalità. Grazie.
— pag. 93

Checchè ne dicessi la prima volta che ho letto questo libro nel 2009, la verità è che non avevo la più pallida idea di quale fosse la portata della cultura che gira intorno alla Guida Galattica. Nata come serie radiofonica e successivamente adattata come romanzo, la “trilogia in 5 parti” di Adams è ben presto diventata un mito.
Si dice che nel 1971, Douglas sdraiato ubriaco in un campo a Innsbruck, in Austria, si interrogò sulla galassia, sullo scopo e sul mistero della vita. La sua risposta fu la Guida galattica per gli autostoppisti.

13562004_807159872754908_1990828491_nNon starò a dilungarmi tanto sulla recensione, che si perderebbe tra le migliaia che si possono trovare online. La Guida Galattica non è altro (o forse molto di più) che una cavalcata della fantasia verso gli spazi stellari, una sarabanda di situazioni assurde, ai confini del demenziale, in cui si trovano coinvolti i due protagonisti, il terrestre Arthur Dent e il suo amico Ford Perfect.
Se a volte lo humor e il non-sense inglesi possono spiazzare, qui detonano come una navicella spaziale a improbabilità infinità. Tutto può succedere insomma, e se c’è una cosa che proprio non vi aspettereste, quella accadrà. O forse no.

Quello che davvero stupisce di Douglas Adams, al di là della mordente ironia ai limiti del paradossale, sono le sue trovate geniali, che spesso hanno precorso -o addirittura ispirato- molte invenzioni moderne. A partire dalla Guida Galattica stessa, che nel libro viene descritta come un vero e proprio e-reader, passando per il pesce di Babele – una specie di simbionte traduttore universale – a cui si è ispirato il traduttore di AltaVista, Babelfish; il programma di messaggistica istantanea Trillian, chiamato come la protagonista femminile della serie, fino ad arrivare al computer scacchistico Deep Thought della IBM (primo computer capace di battere un Grande maestro internazionale in un match, il cui nome deriva da Pensiero Profondo, il supercomputer presente nel racconto).

13256668_1054819401259098_1354041509_nTornando alla cultura che gira intorno a questa serie invece, oltre alla migliaia di citazioni sparse negli angoli più remoti del tempo e della storia, non bisogna dimenticare il Towel Day (letteralmente il “Giorno dell’asciugamano”), festeggiato il 25 maggio di ogni anno dagli appassionati dei libri di Douglas Adams. In questa data, ogni anno (dal 2001, anno in cui è nata la ricorrenza, due settimane dopo la morte dello scrittore) i fan di Adams portano tutto il giorno con loro un asciugamano, un oggetto che ha la sua importanza nella serie, e se non l’avete ancora letta dovrete farlo per scoprire il perchè.
Esiste anche una comunità online, h2g2, fondata da Adams stesso nel 1999 insieme ad amici e colleghi della società The Digital Village ed ora gestita dalla BBC, che ha creato una sorta di Guida Galattica online per i terrestri, definita dagli stessi creatori “almost but not quite completely unlike Wikipedia”, ovvero “quasi ma non del tutto diverso da Wikipedia.

Insomma, se non avete ancora letto la serie, è il momento di farlo, perché “lo spazio è vasto. Veramente vasto. Non riuscirete mai a credere quanto enormemente incredibilmente spaventosamente vasto esso sia. Voglio dire, magari voi pensate che andare fino alla vostra farmacia sia un bel tratto di strada, ma quel tratto di strada è una bazzecola in confronto allo spazio.”

Frasi dal libro

E d’un tratto rabbrividì: provò una strana, improvvisa sensazione, una sensazione che non riuscì a capire, perché nessuno sulla Terra l’aveva mai provata prima d’allora. Nei momenti di grande tensione, tutte le forme di vita esistenti emettono un infinitesimo segnale sublimale. Il segnale non fa che comunicare il senso preciso e quasi patetico dell’enorme distanza che separa l’essere che lo emette dal suo luogo di nascita. Sulla Terra è impossibile essere più lontani di venticinquemila chilometri dal luogo di nascita, il che è molto poco, per cui i segnali emessi sono talmente deboli che non si possono notare. Ford in quel momento era sotto forte tensione, e il suo luogo di nascita, vicino a Betelgeuse, era lontano seicento anni luce.

Arthur saggiò nervosamente il materasso con le mani, poi vi si sedette sopra anche lui: in realtà, non aveva alcuna ragione di essere nervoso, perché tutti i materassi cresciuti nelle paludi di Skiguscioso Zeta vengono uccisi ed essiccati prima di essere usati. Sono davvero pochissimi quelli che quando meno si pensava sono tornati in vita. (pag. 57)

Il segnalibro

Guida Galattica segna

ATTENZIONE: Spoiler... da non perdere se avete letto il libro
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3 comments on “Guida galattica per gli autostoppisti – Douglas Adams”

  1. Oddio, ignoravo l’uomo di Pasqua (si chiamano così?) di Google!!
    Adoro questo romanzo, ho letto tutta la saga, i libri mi sono più o meno piaciuti tutti, ma questo resta inimitabilmente mitico!!!

    1. Si si chiamano Easter Eggs, letteralmente appunto uova di Pasqua, credo per via della tradizione Americana della caccia alle uova. Di Adams se non hai troppi problemi con l’inglese (e mi pare di no) non so se conosci “The deep meaning of Liff”, una sorta di dizionario in cui lui cerca di dare un nome alle cose, alle sensazioni o situazioni che non ne hanno uno.

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