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Fun Home – Alison Bechdel

  • Genere:
  • Titolo originale: Fun Home
  • Lingua originale: Inglese
  • Anno pubblicazione: 2006
  • Premio: GLAAD Media Awards
  • Isbn: 978-8817016087
  • Casa editrice: Rizzoli Lizard
  • Pagine: 236
Alison ha amato e temuto suo padre Bruce, un uomo enigmatico, distaccato, perfezionista. Gli altri membri della famiglia non sono da meno: a casa Bechdel la dedizione all'arte nelle sue varie espressioni, e il consolatorio appagamento che può offrire, hanno sostituito il calore e il nutrimento di una vera "casa". La distanza tra padre e figlia potrebbe finalmente dissolversi quando i due si confessano il segreto che li accomuna, l'omosessualità. Questo spiraglio verso una più profonda comunione, però, si richiude drasticamente: Bruce muore, forse per un tragico incidente o forse per un atto disperato. Alla figlia non resta che immergersi in un viaggio nella memoria, penoso e appassionato al tempo stesso, per ricomporre e rielaborare la propria storia e quella della sua famiglia. "Fun Home" è il diario di questo viaggio, un memoir a fumetti in cui la ricchezza dei testi dialoga con l'eloquenza del disegno. Alison Bechdel sa fondere la finezza dell'ironia, delle citazioni, dei riferimenti letterari con la brutale onestà necessaria per raccontare le tensioni sotterranee della vita familiare e i conflitti che accompagnano la presa di coscienza della propria identità sessuale. "Fun Home" è la prova della maturità di una narratrice. E un esempio della potenza espressiva del graphic novel contemporaneo.
6.5/7

Fun Home è un memoir particolare, coraggioso, non saprei dire se del tutto sincero, la storia di una famiglia secondo me non poi così strana come l’autrice vorrebbe farci pensare, ricchissima di interessanti riferimenti letterari, in cui spesso però i punti di forza diventano anche i punti deboli.

Alison si concentra sulla sua infanzia e adolescenza, sul rapporto difficile col padre, distaccato e sempre preso da altri interessi, sulla lenta scoperta della propria omosessualità, seguita dalla scoperta dell’omosessualità del padre che le è stata nascosta per anni, sul rapporto che si crea con la morte quando si vive in una “Funeral Home”, ovvero un’agenzia di pompe funebri, sulla sua ossessione per la letteratura, unico mezzo attraverso il quale riesce a leggere ed interpretare la sua famiglia.
Una famiglia in cui ognuno è distante dagli altri perché troppo impegnato a fare i conti con i propri fantasmi.

I miei genitori mi appaiono più reali in termini di finzione.

Quella nella Funeral Home di Alison è una vita fatta di non detto, di segreti celati non solo agli altri, ma anche a sè stessi, di rituali e ossessioni che mascherano le paure di un padre non abbastanza mascolino e di una figlia che per contro si sente un maschiaccio.

Nonostante una partenza sublime e una parte grafica che ho apprezzato moltissimo, qualcosa in questa graphic novel, peraltro osannatissima dalla critica e divenuta addirittura un musical, per me non ha funzionato.
Non c’è assolutamente niente di male nel voler raccontare qualcosa che non sia eccessivo, ma magari solo leggermente distante da quello che si immagina come normalità, ma trovo che l’autrice abbia calcato troppo la mano, volendo rendere straordinario qualcosa che non lo è, o almeno che non riesce ad apparirlo.

Si sa che è alquanto difficile, se non impossibile scindere un libro dalla propria esperienza personale, (NDR: quindi adesso partirò con un pippone sulla mia personalissima visione ) da lettrice che ha un rapporto difficile con il padre forse mi aspettavo di ricevere una qualche sorta di risposta, o quantomeno di riuscire a empatizzare con la protagonista. Invece per me la narrazione di Allison risulta eccessivamente distaccata e troppo concentrata sulle colte citazioni letterarie, che peraltro talvolta rendono la lettura disagevole e farraginosa. Lei non ha un buon rapporto col padre ma non sembra neanche cercarlo, o almeno questo non emerge dal suo racconto, che non riesce a raggiungere quella tridimensionalità che si sarebbe meritato e che tende a rimanere piuttosto piatto e freddo.

Se, per giocare al suo stesso gioco, dovessi fare un paragone letterario, direi che questo romanzo grafico ha, a livello narrativo, molti elementi in comune con Atti osceni in luogo privato di Marco Missiroli, altro libro che ho apprezzato ma che ho trovato eccessivamente citazionista e parzialmente inconcludente.

Vorrei sottolineare che non è tutto da buttare e che in fin dei conti è stata una lettura piacevole, ma rimango col dubbio di un messaggio che non è passato, non so dire se perchè io non l’ho colto, se perchè l’autrice non sia stato in grado di veicolarlo come voleva, o se perchè proprio non ci sia.

Alcune considerazioni sul come viene trattata l’omosessualità

Non so propriamente spoiler ma è necessario aver letto la GN per capire
Ho trovato strano e a tratti irritante il modo in cui la protagonista parla della sua omosessualità in relazione a quella del padre. A un certo punto emerge infatti, non so se voluta o meno, l’allusione a un pregiudizio che l’autrice, da omosessuale, dovrebbe conoscere bene, e cioè che genitori omosessuali portino i figli a diventare omosessuali.
In questo caso da alcune vignette si evince chiaramente che la presunta mancanza di mascolinità e di carattere del padre porta Alison, per compensazione, a voler essere più forte, più “maschia”, accentuando quella tendenza che poi, presumibilmente, concorrerà alla sua scoperta di essere omosessuale.
Alison mette poi in piazza altri episodi che sembrano in parte smentire questa sensazione, ma in quest’epoca i cui i pregiudizi la fanno da padrone penso che sia necessario un occhio di riguardo sul come determinati argomenti vengono trattati, questo non perchè le esperienze fuori dal coro (sempre che questa lo sia) non siano benaccette, ma perchè c’è il rischio concreto che alimentino un fuoco già sufficientemente imponente.

Mi farebbe piacere se altri che hanno letto la graphic novel abbiano avuto la mia stessa sensazione o se il mio giudizio sia completamente errato.

Trasposizioni

Nel 2015 ha debuttato a Broadway una versione musicale della graphic novel.
Così come l’opera della Bechdel, il musical racconta della scoperta della propria omosessualità da parte della protagonista, del suo rapporto difficile con il padre e dei misteri legati alla sua infanzia e adolescenza. Fun Home, il primo musical di Broadway con una protagonista lesbica, si sviluppa in una serie di vignette che, seguendo una trama non lineare, ripercorrono la vita di Alison a dieci anni, a venti e a quaranta.

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Alison Bechdel

Figlia di insegnanti, cattolici praticanti e rigorosi. Nel 1981 si diplomò all’Oberlin College dopo essersi trasferita dal Simon’s Rock College e si trasferì a New York. Tentò di entrare in diverse art schools senza successo. Nel frattempo si mantenne lavorando negli uffici di diverse case editrici. Diventò fumettista a tempo pieno nel 1990 e successivamente si trasferì nelle vicinanze di Burlington, Vermont dove nel 1992 conobbe la sua attuale compagna, la scrittrice Amy Rubin.

Libri recensiti dell’autrice

  1. Fun Home – Alison Bechdel

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