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I racconti del Necronomicon – Howard P. Lovecraft

Non è morto ciò che può vivere in eterno,
E in strani eoni anche la morte può morire.
— pag. 15

I racconti del Necronomicon raccoglie una serie di racconti, scritti da Lovecraft tra il 1921 e il 1933, che hanno come comune denominatore il libro maledetto dell’arabo pazzo Abdul Alhazred: il Necronomicon.

Il “Necronomicon” è forse il caso più famoso di “pseudobiblium”, cioè un libro che per stessa ammissione dell’autore non è mai esistito ma che viene citato in altre opere come se la storia che ha portato alla sua redazione fosse vera. Narra infatti Lovecraft che “l’arabo pazzo” Abdul Alhazred l’abbia vergato con il proprio sangue prima di morire in circostanze misteriose intorno al 738 D.C. e che poi sia stato tradotto in numerose lingue da personaggi mefistofelici.

Per molti anni la gente ha creduto nell’esistenza del “Necronomicon” tanto da creare un vero e proprio mito e migliaia di appassionati nel mondo ne hanno fatto richiesta alle biblioteche che si dicesse fossero fornite di una copia. Nel corso degli anni Lovecraft si sbizzarrì nell’alimentare il caso da una parte, mentre dall’altra continuò a ripetere che era tutto frutto della sua incredibile fantasia.

In questi racconti si prefigurano scenari di orrore, che prendono vita sulla Terra per poi allargarsi in universi a più dimensioni, in cui lo spazio e il tempo perdono di significato. Se negli scritti di molti contemporanei di Lovecraft il male attenta alla salvezza eterna dell’uomo, qui diviene invece la consapevolezza della mancanza di senso della vita dell’uomo stesso e del suo piccolo mondo sperduto e annichilito, in cui strane, orrorifiche, antichissime creature si muovono nelle profondità e nell’immensità di infiniti universi multidimensionali.

Il fulcro del pathos è proprio l’incapacità dell’uomo di comprendere tale immensità, di relazionarsi con cose che travalicano la comprensione, trascinando nella follia chi cerca di comprenderle.
I protagonisti di questi racconti sono tutti degli intellettuali, dei ricercatori, persone spinte dalla curiosità e della necessità di indagare l’inesplicabile; spesso sono essi stessi a richiamare il male della sue profondità, restando annichiliti o terrorizzati davanti alle visioni che la loro brama di sapere evoca.

H. P. Lovecraft  viene spesso affiancato ai grandi autori del terrore – Edgar Allan Poe tra tutti – che hanno saputo scovare l’orrore e lo sgomento nell’animo umano e nella psiche. Ma nei racconti del suo Necronomicon, Lovecraft non narra semplici storie horror: la sua fantasia visionaria lo porta a creare un mondo mitico e atavico, una leggendaria civiltà primordiale, aliena, che ha abitato il nostro pianeta e ogni dimensione prima della comparsa dell’umanità conosciuta.

Tra i temi centrali di questi racconti, oltre a quello della follia e della piccolezza umana, emergono quelli della solitudine e dell’alienazione, in parte autobiografici, che mettono in crisi la visione dell’uomo e del suo posto nell’ordine cosmico. Essi vengono rappresentati dalle minacce alla vita umana che provengono da dimensioni ed entità sconosciute, al di là della portata di ogni comprensione scientifica e razionale.

i racconti del necronomicon amazon

I Racconti del Necronomicon sono un ottimo modo per iniziare a conoscere l’universo generato dalla fantasia di Lovecraft, autore che ha anticipato i tempi guardando si al passato, ma immaginando anche i possibili risvolti del presente e del futuro. La sua prosa un po’ ampollosa, che potrebbe forse scoraggiare all’inizio, ad un certo punto cattura e rende ancora più vividi e spettrali gli scenari che ci si prefigurano, e se cercherete di andare fino in fondo, scoprirete di non poter più fare a meno del suo orrore cosmico.

Nota all’editore: Premetto che ho comprato questo libro non perché costava poco, ma perché era l’unica raccolta dei racconti del Necronomicon al momento disponibile (adesso ce n’è una molto bella e completa edita Oscar Vault NDR). 3,90 € è un prezzo davvero allettante per un libro, ma il font è così piccolo (e ancora più piccolo negli estratti delle lettere) da rendere tremendamente difficoltosa la lettura.

Racconti contenuti nel libro

  • La città senza nome
  • Il cane
  • La cerimonia
  • Il successore
  • Il richiamo di Cthulhu
  • Colui che sussurrava nelle tenebre
  • I sogni della casa stregata
  • Attraverso i cancelli della chiave d’argento
  • Il libro

Pseudobiblia

pseudobiblia

Questo libro partecipa al Progetto Pseudobiblia con il libro immaginario “Necronomicon” dell’arabo pazzo Abdul Alhazred.
Secondo Lovecraft il titolo originale dell’opera è Al Azif, un termine arabo che sarebbe usato per indicare i suoni notturni prodotti da certi insetti, ma che la tradizione popolare identifica con il linguaggio dei demoni.
“La notte s’apre sull’orlo dell’abisso. Le porte dell’inferno sono chiuse: a tuo rischio le tenti. Al tuo richiamo si desterà qualcosa per risponderti. Questo regalo lascio all’umanità: ecco le chiavi. Cerca le serrature; sii soddisfatto. Ma ascolta ciò che dice Abdul Alhazred: per primo io le ho trovate: e sono pazzo.” (dall’incipit del Necronomicon).

Il segnalibro

nerconomicon segna
Image by Glooh

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Top-qualcosa 2020

In questo anno complicato posso dire, e per una volta davvero a ragione, che la lettura mi abbia salvata. Non amo molto fare le classifiche ma credo che i libri che si sono ritagliati un posticino nel mio cuore meritino un post speciale. Quindi ecco, in ordine quasi del tutto ma non completamente casuale, la top-qualcosa dei libri che ho amato di più nel 2020!

Mercedes – Daniel Cuello

mercedes daniel cuello cover

Mercedes di Daniel Cuello, perché Cuello è una personcina adorabile e anche i suoi personaggi più malvagi, alla fin fine, sono adorabili anche loro.

Mercedes è un idolo indiscusso, una memorabile antieroina cinica, arrogante, inarrestabile, sboccata e massiccia quanto la sua improbabile cofana di capelli rossi. Cuello lavora di cesello, dà forma a personaggi spigolosi ma tridimensionali nella loro deplorevole umanità, gioca sul non detto e su livelli di lettura diversi, crea piani sequenza che sembrano film.⠀

Ne ho parlato su Instagram QUI

Il ragazzo in soffitta – Pupi Avati

il ragazzo in soffitta

Il ragazzo in soffitta di Pupi Avati, perché mi ha insegnato che i mostri non sono sempre quelli con la faccia da mostro e, a volte, abbiamo paura delle cose sbagliate.

Il ragazzo in soffitta è un noir che parla di amicizia, di vendetta e delle umane debolezze. L’alternanza delle due storie crea una montagna russa di emozioni, un ritmo incalzante che non permette di scollarsi dalle pagine.

Ne avevo parlato su Instagram QUI

Women of Weird – AA. VV.

Women of weird perché è un progetto dannatamente bello e non c’è un solo racconto che non meriti di essere letto.

In questa raccolta di racconti weird potrete trovare sinistre entità che perseguitano il genere umano, pianeti abitati da esseri misteriosi, giochi che sconvolgono la vita di chi li porta a casa, antichi culti, paesi in cui si attuano punizioni esemplari e perfino unicorni. La grande forza di questa antologia è proprio la varietà. Ogni racconto è una sorpresa, un adrenalinico salto nel vuoto, un piccolo scrigno che potrebbe contenere meraviglie o orrori.

Ne ho parlato QUI.

Il complotto contro l’America – Philip Roth

il complotto contro l'america cover

Il complotto contro l’America di Philip Roth, perché è stato il mio primo Roth, ne avevo dannatamente paura e invece si è rivelata una bellissima e agghiacciante ucronia.

Quella di Roth è una scrittura densa, che va masticata e assaporata lentamente. E’ una narrazione lenta e fatta di continue digressioni, che come in un puzzle vanno a formare, mano a mano, un quadro ampio e splendidamente strutturato. E’ una storia che parla di quanto possa essere labile la democrazia anche nello stato più democratico del mondo, ma è anche il percorso di crescita e di formazione di un bambino che si ritrova ad avere a che fare con le paure di un mondo che non comprende e di una situazione molto più grande di lui.

Ne ho parlato QUI.

Come eliminare la polvere e altri brutti pensieri – Daniele Germani

come eliminare la polvere e altri brutti pensieri

Come eliminare la polvere e altri brutti pensieri di Daniele Germani, perché ci sono inciampata dentro e le storie di triste follia meritano sempre di essere raccontate.

Con una scrittura poetica ed evocativa, Daniele Germani ci regala questo libro tanto breve quanto intenso. Un percorso doloroso attraverso i cunicoli della mente umana, un racconto che apre moltissime domande che, in questo caso, contano molto più delle risposte.

Ne ho parlato QUI.

Anni Luce – Andrea Pomella

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Anni Luce di Andrea Pomella, perché quell’urgenza di capire chi siamo, di mordere il mondo, di precipitare nel baratro e pensare di salvarsi attraverso la musica ce l’abbiamo avuta tutti.

Questo è un libro nato da un figlio della generazione X, il disilluso racconto di un uomo ormai adulto che guarda, col senno di poi ma anche con non celata nostalgia, a quegli anni quasi liquidi fatti di alcool, droga, amicizie sbandate e musica.
E’ un romanzo che probabilmente trova nel suo più grosso pregio anche il suo più grande difetto: è un romanzo generazionale, figlio di un’epoca che se non la si è vissuta, almeno in parte, forse non si può comprendere del tutto.

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Battle Royale – Koushun Takami

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Battle Royale di Koushun Takami, perché è cattivo fino all’osso. Non ha nessun insegnamento da dare, ci sono solo sangue e terrore come solo i migliori giapponesi sanno regalare.

Prendi Il signore delle mosche, Hunger Games, Fortnite e butta via tutto (no vabhè, il Signore delle mosche magari tienilo). Battle Royale è una bomba che ti esplode in piena faccia, un capolavoro del pulp che, dopo essere stato rifiutato da svariati editori e premi letterari, è divenuto in Giappone il libro più venduto di tutti i tempi, ispirando manga, film e videogiochi.

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King Kong Theory – Virginie Despentes

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King Kong theory di Virginie Despentes, perché Despentes affronta argomenti delicatissimi, come il patriarcato, lo stupro e la prostituzione con una lingua ruvida come quella di un gatto.

Un testo cruciale per molti aspetti, il primo saggio pubblicato dall’autrice, è un moderno manifesto femminista che devasta l’ordine sociale contemporaneo nel quale i corpi delle donne sono a disposizione degli uomini.

Il giovane Holden – J. D. Salinger

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Il giovane Holden di J. D. Salinger, perché è irritante e indisponente e confuso e dannatamente fragile. E io me lo ricordo come ci si sente.

Eccolo qui il giovane Holden, in piedi sul confine tra l’adolescenza e l’età adulta. Un ragazzino irritante, presuntuoso, indisponente, spocchioso. Ma anche, e soprattutto, confuso, fragile, spaventato, a volte depresso “e via dicendo”.
Cacciato dall’ennesima scuola e in attesa di tornare a casa, dove lo aspetta la ramanzina del padre, ma forse anche dei dolorosi ricordi, si aggira in una New York fumosa e affollata nella quale, però, sembra così dannatamente solo.

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Karoo – Steve Tesich

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Karoo di Steve Tesich, perché è l’amaro specchio di una realtà che si sgretola per far posto alla finzione.

Saul Karoo è una persona detestabile. Ricco, sovrappeso, intelligente, si finge il fantastico padre di un figlio che però continua ad evitare.
Saul Karoo recita, recita la parte di se stesso per come lo vedono gli altri. Recita e per recitare è necessario un pubblico, quindi è incapace di una vita privata. Recita anche adesso che, per colpa di una strana sindrome, nonostante ingurgiti quantità ciclopiche di alcool non riesce più ad ubriacarsi. Ma il suo personaggio è quello del cinico ubriacone, e quindi si finge tale per non deludere il suo pubblico.

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L’orda del vento – Alain Damasio

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L’orda del vento di Alain Damasio, perché l’autore è un asceta folle e perché è la cosa più bella che ho letto quest’anno e, probabilmente, tra quelle più belle della mia vita. Non è un libro, è un’esperienza fisica che mi ha strappato il cuore e mi ha fatta arrancare controvento trepidando e gioendo e piangendo ed è esattamente quello che un libro dovrebbe fare.

L’orda del vento è un romanzo corale che parte con “arroganza”, a cominciare dalla numerazione delle pagine, che va alla rovescia (da 624 a 0), alla sua prima pagina, in cui le parole sono spezzate come se fossero spazzate via dal vento, fino alle voci dei 23 personaggi, che si alternano identificate ciascuna solo da un simbolo. Si viene catapultati nel mezzo dell’azione e in un mondo altro, dominato dalle sue regole e da un linguaggio che all’inizio risulta ostico e in parte apparentemente privo di significato, ma che man mano che si va avanti nella lettura diviene familiare, come se il lettore stesso si tramutasse, piano piano, nel ventiquattresimo membro dell’orda.

Ne ho parlato QUI


Sono curiosa di sapere qual è stata la vostra miglior lettura del 2020! Fatemelo sapere nei commenti!

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Howard P. Lovecraft

H._P._Lovecraft

Howard Phillips Lovecraft nasce a Providence (Rhode Island – USA) in un caldo 20 agosto del 1890 ed è ancora oggi considerato il maggior personaggio di spicco che abbia avuto i natali di questa città di 170 mila abitanti. Nella sua vita è stato uno scrittore, poeta, critico letterario e saggista, sebbene sia diventato famoso come padre del genere letterario horror.
Autore di numerosi racconti, come Dagon, Il colore venuto dallo spazio, Il richiamo di Cthulhu e L’orrore di Dunwich, e di romanzi, tra cui Il caso di Charles Dexter Ward, Le montagne della follia e La maschera di Innsmouth, oltre ad alcuni racconti in versi, Lovecraft non venne apprezzato in particolar modo dai critici del suo tempo.
Quella di Lovecraft è stata sempre una figura controversa. Sofferente di frequenti attacchi di depressione, tacciato spesso di razzismo o delirio e odio nei confronti delle donne ha saputo, comunque, mettere al servizio della letteratura horror il suo genio visionario.
Morì ne 1937 per un tumore maligno nella propria casa di Providence.

Libri recensiti di questo autore:

  1. Le montagne della follia – Howard P. Lovecraft
  2. I racconti del Necronomicon – Howard P. Lovecraft

Altri articoli sull’autore

  1. Lovecraft 101 – ovvero come iniziare a leggere il Ciclo dei Miti di Cthulhu
  2. Speciale libri: il Necronomicon di Lovecraft, lo pseudobiblion più famoso della storia
  • Genere: , ,
  • Lingua originale: Inglese
  • Anno pubblicazione: 2015 (racconti scritti tra il 1921 e il 1933)
  • Isbn: 9788854175129
  • Casa editrice: Newton Compton, collana Mammut
  • Pagine: 228
In questo volume sono raccolti e presentati quei racconti che citano o parlano in qualche modo del "Libro Maledetto", quel Necronomicon che, sicuramente opera di fantasia di Lovecraft, come lui stesso ebbe ad affermare, a tutt'oggi conta una numerosa schiera di appassionati che sono convinti esista davvero. È in ogni caso fuor di dubbio che queste storie inquietanti costituiscono un momento fondamentale nell'insieme del corpus narrativo del Solitario di Providence, e in particolar modo per quanto attiene al suo famosissimo Ciclo dei Miti di Cthulhu, che viene unanimemente riconosciuto come la parte più pregnante e significativa della sua produzione.

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