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L’affare Mayerling – Bernard Quiriny

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7.5/8

Una nuova creatura è nata: il Mayerling. 5.000 m³ di cemento. 300 tonnellate d’acciaio. 150 tra finestre e portefinestre. […] E una presenza oscura, intrappolata lì dentro, di cui s’ignorano estensione e peso.

Dopo aver letto questo libro non guarderete più il vostro appartamento con gli stessi occhi.
L’affare Mayerling è un libro piuttosto strano nonché un romanzo condominiale, come dichiara lo stesso autore in copertina. Protagonista della vicenda è infatti il condominio Mayerling, una nuova e lussuosa costruzione sorta in un quartiere bene della città immaginaria di Rouvières.

Con tono ironico e leggero Quiriny sviluppa un racconto paradossale, che va via via prendendo pieghe grottesche e tragicomiche. Il nocciolo della questione è che il nuovo condominio si rivela un inferno per i condomini, e non solo perché i rapporti tra vicini, come spesso accade, non sono rosei, ma proprio perché lo stesso fabbricato sembra possedere un’anima diabolica e persecutrice, che mira a rendere impossibile la vita dei suoi abitanti.

Il condominio raffigurato in copertina

Garage che si restringono, acqua che sgorga dai posti più impensabili, signore attempate che diventano ninfomani, piante e cibi che deperiscono nel giro di poche ore e coppie perfette che d’improvviso iniziano ad odiarsi. Insomma il Condominio Mayerling diviene ben presto il set perfetto per un’intera stagione di un ipotetico Condomìni da incubo.

Questo romanzo si piazza più o meno in mezzo tra Il condominio di Ballard e Casa di Foglie di Danielewski, differendo da entrambi però per la sua spensierata leggerezza.
Premesso che una volta letto Casa di Foglie, a livello di case infestate non ce n’è più per nessuno, non ci sono velleità horror in questo racconto, quanto un’esilarante susseguirsi di eventi -che forse poteva dare di più-, ma che si beve tutto d’un fiato e scatena risate e interessanti riflessioni sulla lotta tra l’uomo e le prigioni di cemento che si è costruito con le sue mani.

Sebbene forse mi aspettassi qualcosa di più a livello di soprannaturale, ho apprezzato moltissimo la vena surreale a grottesca di Quiriny, che mi ha procurato delle buone risate, e voglio recuperare in futuro gli altri suoi romanzi!

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Bernard Quiriny

Bernard Quiriny è uno scrittore e critico musicale e letterario belga. Docente di filosofia e diritto all’Université de Bourgogne, collabora come critico con alcune delle più importanti riviste francesi tra cui «Le Magazine Littéraire» e la rivista «Chronic’art», di cui dirige la sezione libri.

La sua attività letteraria si apre con la raccolta L’angoisse de la première phrase (2005), vincitore del Prix de la Vocation come migliore opera prima. Nel 2008 Racconti carnivori vince il premio Marcel Thiry e ottiene il Prix Rossel, il più importante premio per la letteratura belga. La biblioteca di Gould (2013), terzo libro pubblicato in Italia, è stato tra i vincitori del Premio Salerno Libro d’Europa 2014 e il Gran Prix de l’Imaginaire 2013.

Libri recensiti dell’autore

  1. L’affare Mayerling – Bernard Quiriny

  • Genere: , ,
  • Titolo originale: L'affaire Mayerling
  • Lingua originale: Francese
  • Anno pubblicazione: 2017
  • Isbn: 9788899793548
  • Casa editrice: L'orma Editore
  • Pagine: 280
Quale imperscrutabile mistero si cela dietro i cancelli del condominio Mayerling? Tra le mura di questa «dimora di pregio» sorta nel centro di Rouvières con una promessa di pace e benessere per i suoi inquilini, i contorni del possibile si slabbrano e la realtà prende una piega inattesa: la famiglia Lequennec è attanagliata dai mefitici attacchi di un impianto idraulico in rivolta; l’attempata signora Camy si ritrova a insidiare la virtù di giovani e nerboruti traslocatori; il placido signor Paul pianifica lo sterminio dei suoi chiassosi vicini di casa; mentre nei meandri del seminterrato una macchina infernale sembra risvegliarsi... Con un tono divertito cui fa da contraltare un’implacabile critica dell’ipocrisia e della pusillanimità borghese, Quiriny stila l’esilarante cronaca di un palazzo che prende vita e tenta in tutti i modi di fagocitare i propri ospiti. In un crescendo di situazioni grottesche e perturbanti – nelle quali risuona la voce di Perec e Ballard, e si assapora il piglio comico di Wodehouse e Daninos – L’affare Mayerling compone tessera dopo tessera il variopinto mosaico di un’umanità prigioniera dell’assurdo, messa in scacco dai suoi stessi sogni.

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