Skip to content

Luna Nera · Le Città Perdute – Tiziana Triana

luna nera recensione
4

Non chiederti se sei una strega, chiediti solo chi sei.

Il XVII secolo è un periodo storico estremamente affascinate. Se da una parte ci troviamo al culmine del Rinascimento tra il fervente ribollire di nuove invenzioni e scoperte scientifiche che cambieranno il mondo, sull’altro piatto della bilancia pesa il lato oscuro di un’epoca fondata sul pregiudizio, sull’ignoranza e sulla paura, che daranno luogo a una delle più terribili persecuzioni di cui si sia macchiata la chiesa: la caccia alle streghe.

Proprio prendendo spunto da questo tumultuoso e terribile momento storico, Tiziana Triana imbastisce Luna Nera · Le Città Perdute, una storia ambientata in Italia in cui il folkore e la maldicenza si mischiano con storie di donne che hanno deciso di non piegarsi al ruolo che la storia aveva imposto loro.

Di pregiudizi e ignoranza ne sa qualcosa la protagonista del libro, Ade, giovane levatrice che vive con il fratello nel piccolo borgo di Terra Rossa, sulla quale grava un’accusa pesante: quella di aver fatto morire, probabilmente tramite un maleficio, la figlia del capovillaggio.

Ade troverà conforto tra le Città Perdute, un gruppo di donne rifiutate dalla società che verranno accusate, a causa della loro indipendenza e del loro sapere, di essere streghe.

Le Città Perdute secondo Luna Nera, la serie tv ispirata al libro che andrà in onda su Netflix

Il libro d’esordio di Tiziana Triana, primo volume di una trilogia da cui é stata tratta una serie Netflix che inizierà il 31 gennaio, parte con le migliori premesse: un misto di realismo storico e magia ambientato in Italia, una storia di forza e unione femminile.

Solo che qualcosa, da qualche parte, non ha funzionato. Gli argomenti tirati in ballo sono tanti e tutti di una certa rilevanza: la condizione della donna in primis, ma anche l’omosessualità, l’oppressione della chiesa cattolica e l’emarginazione.

Luna nera le città perdute

E ciò che non fa scattare la scintilla é proprio la mancanza di un focus. Troppe tematiche, troppi personaggi, troppa necessità di tirare in gioco tutti gli hot topic del mondo fantasy senza farsi mancare una storia d’amore poco utile e ancor meno convincente.

Il risultato è un quadro sfocato da cui né i personaggi, né la trama, né il contesto storico riescono ad emergere con decisione, restituendo una pozione dal colore incerto che lascia con l’amaro in bocca.

Insomma forse le aspettative erano troppo alte, forse se avessi avuto 25 anni di meno mi sarebbe piaciuto, ma, per quanto possa dispiacermi dirlo, Luna Nera sa tristemente di occasione mancata.

Potrebbe interessarti anche

Italia, campagna laziale, Diciassettesimo secolo. La giovane Adelaide (Ade), sedici anni, corre e tiene per mano suo fratello Valente, che è ancora un bambino. Deve fuggire da Torre Rossa e dalla casa in cui è cresciuta, perché l’accusa che le pende sulla testa porta dritta al rogo: stregoneria. Nel folto del bosco si nasconde un gruppo di donne che si sussurra pratichino la magia nera. Nessuno sa chi siano né da dove vengano; reclutano e proteggono ragazze come Ade, che la comunità ha messo al bando. È qui – in un mondo di sole donne, ciascuna delle quali ha una misteriosa avventura alle spalle e porta il nome di un’antica città scomparsa – che Ade e il suo fratellino trovano rifugio: saranno iniziati alle arti del gruppo e ai loro segreti rituali, nell’attesa, trepida e inquieta, che si compia la grande Profezia. A questa comunità femminile in odore di stregoneria danno una caccia spietata i Benandanti, una congrega di uomini forti con un solo nemico, le streghe, e un potente sostenitore, la Chiesa cattolica; credono che quelle donne nei boschi siano una terribile minaccia, e sono decisi a sterminarle. Tutti, meno uno: Pietro, il figlio del capo dei Benandanti, che non crede alle superstizioni e, soprattutto, si è innamorato di Ade dal primo momento in cui l’ha vista. Quando scoppierà la battaglia finale tra questi nemici giurati, si scoprirà quanto labile sia il confine tra realtà e magia, tra falsità e conoscenza, e perfino tra maschile e femminile. E quanto, nella vita, l’incantesimo più difficile di tutti resti ancora quello di crescere.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Gestisci gli utenti iscritti alla discussione.