Skip to content

Sirene – Laura Pugno

Sirene laura Pungo recensione

⭐⭐⭐

Pensavo fosse amore, invece era plancton.

L’idea che sta alla base di Sirene, diciamocelo, è una figata pazzesca. Una storia strana e feroce, dai chiari risvolti weird, che affonda le proprie radici in quella profezia -più che mai attuale e plausibile- di fine dell’umanità causata dall’umanità stessa e del risveglio di una natura oscura e selvaggia che riprende finalmente possesso del pianeta.

Siamo in un futuro imprecisato, lo strato d’ozono si è assottigliato costringendo l’uomo a rifugiarsi lontano dai raggi solari, che causano un’orribile e mortale malattia della pelle detta “cancro nero”. A causa della scarsità di cibo la Yakuza alleva clandestinamente Sirene –sirene di Omeriana memoria, più simili ad avvenenti mostri marini che a esseri senzienti- che vengono usate sia come carne da macello, sia come intrattenimento nei bordelli. In un impeto di frenesia Samuel, sorvegliante di una vasca di allevamento, si unisce a una di queste sirene e da quest’improbabile unione nascerà Mia, mezza sirena e mezza umana e con lei, forse, una nuova specie cosciente.

La sensazione che mi ha lasciato Sirene è stata quella di avere tra le mani un’idea brillante che poteva dispiegarsi in un prisma di sottili riflessioni, di un escamotage ben studiato -quello delle sirene- con il potenziale per trasformarsi in una preziosa e devastante metafora dell’antropocentrismo tossico. Mi aspettavo che un libro con delle premesse così crude mi facesse il cuore in pezzi.

sirene laura pugno

Eppure qualcosa è andato storto. E’ una lettura decisamente disturbante, questo è indubbio. Ci sono dei termini forti che vengono ripetuti ossessivamente creando un terrificante senso di estraniamento, ma la narrazione volutamente algida e asciutta crea un muro che è difficile oltrepassare. La percezione che ho avuto è che si proceda un po’ a tentoni, che sia tutto troppo meccanico, cosa che toglie fluidità e di conseguenza pathos alla storia.
Le infodump che si susseguono nel testo spezzano la magia della sospensione dell’incredulità, rendono difficile empatizzare coi personaggi e spesso rimangono fini a se stesse. Pistole di Cechov che sparano a salve.

Un libro che poteva essere una bomba potentissima, ma che di fatto sembra rimanere cristallizzato in uno stadio larvale senza esplodere mai. Peccato.

Potrebbe interessarti anche

  • Genere: , ,
  • Anno pubblicazione: 2007
  • Isbn: 978-8831728430
  • Casa editrice: Marsilio Editore
  • Pagine: 131
Samuel, sorvegliante di una vasca dove vengono allevate e nutrite le sirene destinate alla produzione della «carne di mare», si lascia tentare dal più pericoloso dei piaceri. Si unisce a una sirena femmina, sfuggendo a stento alla reazione istintiva di lei: divorare il maschio dopo il rapporto, come fanno le mantidi. Da quell'unione nasce Mia - mezzo sirena e mezzo umana - e da lei avrà, forse, origine una nuova specie cosciente. In Sirene Laura Pugno racconta la fine del mondo degli umani, costretti a vivere al buio e in città subacquee - perché la luce è diventata nemica, provoca il «cancro nero» -, dominati dalle mafie internazionali, sfiniti dal consumo di ogni risorsa planetaria. Se a essere importante non è la vita di un singolo e nemmeno la vita di una specie, ma la vita dell'intelligenza, «il passaggio di testimone a un'altra specie a cui affidare la gestione del mondo», come scrisse Tiziano Scarpa alla prima pubblicazione di questo romanzo, nel 2007, «è una via d'uscita dall'umano, dalle impasse della sua civiltà, ma anche una sua realizzazione superiore, un superamento, un autoannullamento e una paradossale salvezza».

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *