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Slasher – Marco Greganti

slasher marco greganti recensione

Il genere, gli archetipi e le strutture

Lo Slasher scardina la porta dietro la quale pensiamo di sentirci al sicuro svelando e facendo affiorare le nostre paure, costringendoci a guardare noi stessi fino in fondo.

Prendi un gruppo di giovani ragazzi -diciamo universitari- che partono per un viaggio, prendi una casa nel bosco, un campeggio o un villaggio sperduto, e prendi un assassino psicopatico -possibilmente mascherato- che uccide con armi bianche. Condisci tutto con urla, tanto sangue e un’unica sopravvissuta, la final girl, e avrai fatto uno Slasher. Figo eh?

Nightmare, Halloween, Venerdì13, Scream, Maniac, Jeepers Creepers, La casa, sono tutti film che hanno svariati elementi in comune, e sono quindi esempi di questo filone cinematografico -quello degli Slasher Movies– che ha visto il suo periodo d’oro negli anni ’80, dando alla luce personaggi rimasti nella storia. E’ impossibile dimenticare il coltellaccio Micheal Myers, la maschera da hockey di Jason Voorhees, il guanto con le lame e la faccia deturpata di Freddy Krueger, o la sega circolare di Leatherface.

Freddy Krueger in Nightmare, 1984

Slasher di Marco Greganti è un brillante saggio che sonda le strutture portanti di questo genere, smontando ad uno ad uno i vari meccanismi che compongono un Horror Slasher per spiegare, con semplicità e ironia, perché ognuno di queste ingranaggi sia fondamentale affinché il film faccia il suo dovere. Ovvero terrorizzare lo spettatore.

“Cappuccetto rosso vuole andare dalla nonna, la mamma le dice che il bosco è pericoloso, ma lei ci passa lo stesso e incontra il lupo cattivo”. Vi dice niente? Cambiando la forma, ma restando uguali nella sostanza, gli slasher si rifanno infatti a modelli che affondano le proprie radici negli archetipi fondanti delle antiche fiabe, ovvero quello del percorso dell’eroe e, ovviamente, della paura.

Lo slasher è un genere che possiamo definire “puro”, cioè che non ha bisogno di sovrastrutture per poter essere fruito perché si rivolge direttamente alle nostre pulsioni più basse, nel senso di profonde. Due le principali: la violenza e il sesso.
[…] Vuole portarci dove la maggior parte delle persone (quasi tutte, per fortuna) non sono mai state e, alla fine, concederci il tempo per riflettere su quell’esperienza.

slasher marco greganti
Una pagina dal libro

Vi siete mai chiesti perché questi film iniziano sempre con un viaggio, o che cosa significhi la fermata dal benzinaio che avverte la sciagurata compagnia del pericolo in agguato, o perché chiunque faccia sesso muore? Tutti questi espedienti narrativi, che vengono analizzati uno per uno, hanno un proprio preciso significato che in questo saggio viene isolato e vivisezionato (e mai termine fu più azzeccato 🔪) : il viaggio iniziale, l’arena in cui si svolge l’azione, il guardiano di porta, i personaggi, il sesso e la violenza, la final girl e, ovviamente, l’antagonista.

Ricco di approfondimenti che si rifanno sia alla filmografia di genere, sia a testi psicologici e filosofici (partendo da Aristotle e arrivando a Freud e Jung), e corredato di immagini, Slasher è una vera e propria chicca per gli amanti del genere, un saggio inusuale e riuscitissimo.

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  • Genere:
  • Anno pubblicazione: 2017
  • Isbn: 9788894818116
  • Casa editrice: NPE Edizioni
  • Pagine: 168
Un gruppo di ragazzi raggiunge una determinata località, ma un maniaco dalla forza sovrumana li uccide uno ad uno. Alla fine sopravviverà un'unica ragazza, la più innocente. Questo è lo slasher. Le modalità e le variazioni sono tante, ma la storia è sempre la stessa. Vogliamo che sia la stessa, ogni volta. Perché? Dagli archetipi ai miti, dai sogni alle leggende popolari, questo saggio tenta di spiegare perché le storie di genere slasher, proprio come le fiabe, ripropongono sempre un identico schema di racconto. I codici, i modelli e le formule del genere non sono semplici pattern usati per riempire una storia. Fanno parte di una matrice più ampia e complessa, di un contenitore che non racconta solo "ammazzatine", ma un percorso emotivo, un viaggio presente fin dai tempi remoti.

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