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Tag: letteratura americana

Published in: Libri, Autori stranieri

Suck! – Christopher Moore

I vampiri come non li avete mai conosciuti

Ecco il libro di cui tutti i vampiri con un minimo di savoir-faire, da Dracula, a Lestat, a Jean-Claude, a Edward Cullen, si vergognerebbero da morire.
Scordatevi la sottile seduzione dell’oscurità, il sensuale risveglio dei sensi, o anche solo l’immortale romanticismo… preparatevi invece ad accogliere gatti di 16 kg tosati e vestiti, sesso selvaggio e scimmiesco, prostitute blu, tacchini surgelati, ragazzine emo e amori-manga, per sghignazzare, sguazzare e gozzovigliare durante tutto il libro! La storia non è straordinaria ma ho riso talmente tanto da farmi venire il mal di pancia!

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Manuale per sopravvivere agli Zombi – Max Brooks

Voto: 6 · Genere: Non narrativa, manuale

Incredibile la capacità di Borooks di convincerci che la possibilità di un attacco zombi è molto più vicina di quanto non possiamo immaginare, con la descrizione, al termine del libro, di attacchi documentati come la ciliegina sulla torta!

Sulle orme dei manuali di sopravvivenza molto di moda in America, in realtà questo libro si presenta molto più come un vero manuale di guerriglia urbana, nel quale la parola zombi può essere sostituita in molti casi con qualsiasi altra cosa possa mettere a repentaglio la nostra incolumità in caso di disastro o rivoluzione.

Ma pur sempre di un manuale si tratta, nel quale Brooks pesca a piene mani dall’immaginario collettivo sulla figura degli Zombi per propinarci una serie di spunti, o nozioni sulle varie armi, i metodi di fuga, l’asserragliamento in fortezze e, nel peggiore dei casi, la ricerca di un luogo dimenticato da dio dove condurre la nostra esistenza in un mondo completamente dominato da queste figure putride e barcollanti.

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Il gabbiano Jonathan Livingston – Richard Bach

Voto: 8 · Genere: Romanzo

Si, forse un argomento un pò trito e ritrito quello dello “staccati dal gruppo, non ti fermare alla prima difficoltà”, ma in questo libretto che si legge in un pomeriggio è espresso con un alone di magia. Ci troviamo a seguire le peripezie del gabbiano Jon, che viene espulso dallo Stormo perchè il suo sogno è di imparare a volare come nessun altro. Ricca di metafore questa piccola storia ci fa volare per un paio d’ore, e anche se il tema è un pò scontato, classico baluardo della New Age e della voglia di libertà, perchè in fondo non sognare per un pò?

Consigliato in una serata no, e se si ha bisogno di una piccola iniezione d’autostima.

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Trilogia di New York – Paul Auster

Voto: 6 · Genere: Detective storyes, racconti

Sarà che questo libro è un capolavoro, ma io l’ho trovato noiosetto. La scrittura è molto bella, questo è indubbio, elegante, forbita, ricca, ma la trama dei racconti è assolutamente inconcludente. Sicuramente il concetto dominante è la tematica del doppio, ben descritta e approfondita in ogni sua perversa sfaccettatura, ma secondo me assolutamente poco adatta al tipo di storie raccontate. Le “detective storyes”, come le chiama la quarta di copertina, sono in realtà un pretesto per una sorta di esercizio di stile con un continuo capovolgimento tra chi indaga e chi è indagato… Alienante forse fin troppo, non è riuscito a coinvolgermi affatto. Mi rimane la domanda se Paul Auster sia un genio che io non ho compreso o un venditore di fumo…

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Cuore Punk – John Shirley

Potente come un calcio dato da uno stomper

John Shirley è un musicista punk. Lui il punk lo respira e lo vive come pochi altri. Ha una sua band (gli Obsession) e ha scritto i testi di alcune canzoni dei Blue Oyster Cult. Ma è anche uno scrittore, di quelli borderline, che scrivono di fantascienza estrema e tentano “di portare il lettore a dubitare della propria sanità mentale”. Queste libro raccoglie alcune delle sue storie più allucinanti e oscure, 10 folli tracce, ognuna preceduta da un commento dell’autore, che funge più o meno da colonna sonora. Nei racconti la realtà fantascientifica si mischia con una caustica critica della società: la maggior parte dei racconti è intrisa di una “violenza punk” che fa quasi sorridere e che si scaglia contro l’orgoglio nazionale, la guerra, l'”ossessione nevrotica dell’immagine mediatica”. Non è un futuro reale quello che viene costruito, ma una sorta di surrealismo che confonde immagini cyberpunk con tutta una serie di personaggi, eroi sconfitti ma coraggiosi che trovano nei suoi racconti la via del riscatto.

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Gang Bang – Chuck Palahniuk

VOTO: 6 · GENERE: Narrativa

Gang Bang è, per l’appunto, la storia di una gang bang organizzata per riportare alla ribalta Cassie Wright, una pornostar ormai un po’ attempata che spera di battere il record del mondo per rimanere per sempre nella storia. La storia è racconta da tre uomini che si trovano nello stanzone dietro le quinte in attesa del proprio turno e dalla coordinatrice dell’evento: il numero 137, un attore fallito che viaggia con un cagnolino di pezza sotto braccio e ingoia Viagra come fossero mentine, il numero 600, anch’esso attore porno sull’orlo del declino e storico compagno di scena della signorina Wright, il numero 72, presunto figlio di Cassie (lo so, era il colpo di scena, ma purtroppo qualcuno ha pensato bene di scriverlo sul risvolto di copertina, e comunque già a metà del libro si intuisce quale sarà la rivelazione finale), e Sheila, la coordinatrice. Idea carina, se non fosse che Palanhiuk e Palanhiuk, e il connubio piscio-sperma-popcorn-oliiperlapelle di cui sono “rivestite” tutte le narrazioni, unito a un linguaggio non proprio da educanda ogni tanto dà un pò allo stomaco.

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Il delta di Venere – Anaïs Nin

Voto: 8 · Genere: Racconti erotici

Ci sono due modi di leggere “Il delta di Venere”, e – per l’amor del cielo – non condanniamo nessuno dei due.
Il primo è tutto fisico e risponde alle esigenze del corpo: non si può negare che alcuni dei racconti erotici che compongono questa antologia di Anais Nin facciano ribollire il sangue come un pentolino di acqua calda pronta per la tisanina di mezzanotte. Pur con lessico e sintassi ricercati e persino eleganti, narrazioni esplicite ed atmosfere calienti contribuiscono a suscitare sensazioni che – ahimè – la pellicola tristemente tratta da questo testo non si avvicina neppure a stimolare.
Il secondo è un piano decisamente più mentale, che finisce per dichiarare all’universo letterario intero una solida verità: è complicato immaginare come un uomo possa produrre letteratura erotica meglio di una donna, od anche solo avvicinarsi alla sincerità priva di pudicizia eppure mai volgare di una scrittrice che punta decisamente la sua attenzione sulle Emozioni. Si tromba, certo che si tromba, ma più precisamente ci si fonde nel corpo amato – per una vita o per una notte intensa – e non vi sono limiti alla passione. Persino disturbante, in alcuni tratti, in cui pare che la Nin veni di sarcasmo le richieste sempre più pressanti del “Collezionista” committente dei racconti di dedicarsi al solo sesso, tralasciando atmosfere e sensazioni.