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Tag: racconti

Published in: Recensioni, Autori Italiani, Libri

W.o.W. · Women of Weird – AA. VV.

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Racconti nascosti tra le pieghe del weird

Esattamente come per molti altri generi considerati “maschili”, vedi la fantascienza, l’horror o il fantasy, il weird è un genere in cui le autrici di sesso femminile sono state, ancor più che altrove, bistrattate. Snobbate, scartate dalle case editrici o costrette a pubblicare con uno pseudonimo maschile perché altrimenti non ritenute appetibili dal mercato, tra gli esempi più famosi potremmo ricordare Mary Shelley -che pubblicò molte sue opere con il nome del marito, Percey Shelley- , Ann Radcliffe -che ha pubblicato in anonimo-, Katharine Burdekin e perfino J.K. Rowling -che omise il suo nome intero per confondere gli editori-.

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I racconti della bestia – Aleister Crowley

I racconti dell’uomo più malvagio del mondo

Crowley era di natura uno spirito eclettico. Nato Edward Alexander Crowley, dopo il college cambiò il suo nome in Aleister perchè aveva letto da qualche parte che il nome più favorevole per diventare famoso era costituito da un dattilo seguito da un spondeo, come alla fine di un esametro.

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Viscere – Amelia Gray

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Servire rigorosamente lontano dai pasti

Amelia Gray, già sceneggiatrice di Maniac e Mr. Robot, arriva per la prima volta in Italia, tradotta da Pidgin, con un’antologia di racconti caustica e disturbante. Una delle dieci migliori raccolte di racconti del decennio secondo Literary Hub.

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Lovecraft 101 – ovvero come iniziare a leggere il Ciclo dei Miti di Cthulhu

Una guida per iniziare a leggere Lovecraft col piede giusto

Data la mia nota (?) passione per l’autore, mi viene spesso chiesto da dove iniziare a leggere Lovecraft. Quindi ho pensato di scrivere una piccola guida che potesse aiutare i lettori a districarsi nella moltitudine di racconti e ad iniziare col piede giusto a scoprire il Solitario di Providence.

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I racconti del Necronomicon – Howard P. Lovecraft

L’orrore cosmico dell’Arabo Pazzo

Questo libro raccoglie una serie di racconti, scritti da Lovecraft tra il 1921 e il 1933, che hanno come comune denominatore il libro maledetto dell’arabo pazzo Abdul Alhazred: il Necronomicon.
In questi racconti si prefigurano scenari di orrore, che prendono vita sulla Terra, ma si allargano in universi a più dimensioni, in cui lo spazio e il tempo perdono di significato. Se negli scritti di molti contemporanei di Lovecraft il male attenta alla salvezza eterna dell’uomo, qui diviene la consapevolezza della mancanza di senso dell’uomo stesso e del suo piccolo mondo sperduto e annichilito, in cui strane, orrorifiche, antichissime creature si muovono nelle profondità e nell grandezza di infiniti universi multidimensionali. Il fulcro del pathos è proprio l’incapacità dell’uomo di comprendere tale grandezza, di relazionarsi con cose che travalicano la comprensione, trascinando nella follia chi cerca di comprenderle.
I protagonisti di questi racconti sono tutti degli intellettuali, dei ricercatori, persone spinte dalla curiosità e della necessità di indagare l’inesplicabile, e spesso sono essi stessi a richiamare il male della sue profondità, restando annichiliti o terrorizzati davanti alle visioni che la loro brama di sapere evoca.

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Il cimitero senza lapidi e altre storie nere – Neil Gaiman

Immagini di un’altra storia non scritta

Questa raccolta è una sorta di scrigno pieno di tesori: la scrittura di Gaiman ti culla, nella sua semplicità ma allo stesso tempo nell’essere creata con un estro indiscutibile. Molti di questi racconti hanno una sorta di finale aperto, che però, al contrario del solito (io detesto i finali aperti) non lascia con l’amaro in bocca, anzi crea un seme che poi germoglia, immagini che ci portano verso un’altra storia non scritta. Questo non finale spesso inquieta, lascia con un leggero senso d’ansia, come succede in Non chiedetelo a Jack, una brevissima storia su una sorta di giocattolo rinchiuso dentro una scatola che finisce assolutamente senza finire, ma che, personalmente, mi ha lasciato con un notevole senso di inquietudine. Altre storie sono divertenti come Come vendere il Ponte di Ponti o Cavalleria. Altre ancora hanno varie chiavi di lettura, e lasciano al lettore un abbondante spazio per calarsi in mondi che Gaiman ha solo accennato, ma che divento reali se si usa solo un minimo d’immaginazione.

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Storie di ordinaria follia – Charles Bukowski

Voto: 9 · Genere: racconti

Bukowski prende come un calcio allo stomaco, ma alla fine non si può non provare tenerezza per quest’uomo e i suoi racconti, che si dibattono tra necessità di sopravvivere e voglia di lasciarsi morire. Bukowski vive nella merda e ci sguazza. La potenza della sua scrittura sta nel ripudio del mondo e della persona umana, in primis la sua, della società americana e dell’ambiente poetico-letterario, troppo altolocato e snob. La sua scrittura raggiunge apici poetici incredibili per poi rituffarsi nella melma, fa ridere da far male la pancia e fa piangere, e ci avvicina a questa figura assurda e particolare che scrive di sè stessa, di quello che è e non di quello che vorrebbe essere, un poeta ubriacone con le gambe grosse, perso per il gioco d’azzardo la birra e il sesso, e nient’altro.

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Lucertola – Banana Yoshimoto

Voto: 7 · Genere: Racconti

L’arte di parlar di niente, ma di parlarne bene. Sei storie sul passato e il presente, sul cambiamento, sulla solitudine, e sulla speranza.

E’ il primo libro che leggo della Yoshimoto, comprato al mercatino dell’usato per tre euro, e devo dire che il suo stile mi ha colpita anche se come dice lei stessa nel postscriptum, forse al tempo di questo libro era ancora un pò immaturo. Non è la trama delle storie che colpisce, anzi, essa è quasi inconsistente. Sono le descrizioni, gli stati d’animo, i luoghi, le sensazioni.. Meditazioni sul passato e sul presente, sulla speranza nel cambiamento di persone ferite che cercano un riscatto; malinconia e solitudine ma anche voglia di andare avanti. Forse un pò troppo malinconico per i miei gusti, ma le parole scorrono come seta sulla pelle.