ANTEPRIMA: L’ultima possibilità – Seita Parkkola

Grazie alla collaborazione con le Edizioni San Paolo posso presentarvi in anteprima questo libro che troverete da oggi nelle librerie.

★★★★☆

  • Genere: Narrativa per ragazzi
  • Isbn: 9788821571961
  • Casa editrice: San Paolo
  • Pagine: 368

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Borea, 12 anni, viene iscritto a una nuova scuola, la Casa delle possibilità, una scatola di vetro e acciaio che trasforma i ragazzi impossibili in allievi modello. Borea è un tipo impossibile ma la sua famiglia si aspetta che cambi. Non importa se il prezzo da pagare per avere un futuro è alto, e tutto nella scuola, persino l’amicizia, deve obbedire a delle regole ferree. Se Borea dovesse fallire, non avrà speranze. I genitori lo dimenticheranno, il suo nome non potrà essere nemmeno pronunciato. Sarà un Ragazzo Perduto. Ma Borea evade dalla scuola e scopre una fabbrica abbandonata. Cunicoli, graffiti, polvere, fruscii. E fantastiche piste su cui volare con lo skate. È poi c’è India, una strana ragazza che sa vedere al buio e tendere trappole. E pensa che i Ragazzi Perduti non abbiano fallito ma…

Gli hanno tolto lo skateboard, gli amici e la libertà, lo hanno rinchiuso in una scuola-prigione. Per Borea è venuto il momento di ribellarsi. Finalmente in Italia, la Stieg Larsson dei ragazzi

Mi chiamo Borea e ho dodici anni. Niente male come età. Anche se per un ragazzo può essere la cosa peggiore che gli possa capitare. Peggiore che farsi rapire da trafficanti d’organi o restare per sempre in castigo a scuola dopo le lezioni.
Avere dodici anni è un tamponamento a catena di otto automobili.
— incipit

Borea è uno di quelli che si definiscono “ragazzi difficili”. Ha dodici anni, un notevole istinto per la fuga, propensione al dolo, e una grande passione per lo skateboard. Viene spedito in una nuova scuola, la “Casa delle possibilità”. L’ultima per lui. Qui ad attenderlo ci sono metodi di insegnamento decisamente fuori dal comune. Borea è un anti eroe. E’ lui lo scapestrato, quello che nella vita vera forse ci starebbe antipatico e sarebbe marchiato come un ragazzino senza speranza, e invece ci si affeziona subito a lui, che vive in un mondo dove tutti sembrano più pazzi di lui. La scuola è un prigione dove gli viene affibbiato un controllore e addirittura un migliore amico e una fidanzatina. La sua famiglia è tutta sgangherata, i genitori sono divorziati e il padre vive con la despota Brina, una delle assistenti della scuola, e la figlia Mona, una darkettona alquanto antipatica. Borea ci prova, non vorrebbe deludere i suoi genitori, ma neanche rinunciare alla sua libertà; lui sogna una città a misura di skateboard, e si ribella alle regole assurde che gli vengono imposte. Più che si va avanti, e più la sua scuola assomiglia a un regime che annichilisce le menti degli studenti e dei genitori. La sua unica salvezza è India, una ragazza conosciuta alla “fabbrica”…

Un bel thriller per ragazzi (ma neanche troppo), coinvolgente, sulla falsa riga di altri romanzi di genere mi ha fatto a volte venire in mente 1984 di Orwell, il grande fratello, come la sorveglianza costante che non consente a Borea di sgarrare, e gli alunni come tante formichine, addomesticati, sull’attenti, e il lavaggio del cervello che gli viene imposto con la promessa diventare un bambino per bene, e avere la sua possibilità. Inquietante in alcune parti, sconcertante in altre, scritto con un linguaggio semplice ma non infantile, e con un ritmo incalzante che non manca di colpi di scena. Ci si appassiona alla storia di Borea e ai personaggi che gli ruotano intorno, la perfida Brina, la misteriosa India, gli altri “abitanti” della fabbrica, e al mistero che ruota attorno alla Scuola delle Possibilità.

Purtroppo secondo me cala leggermente nel finale, che è un po’ confuso e non ben delineato come il resto del libro. Rimane comunque una lettura che mi ha stupita e coinvolta! Alcune delle pagine inoltre sono arricchite da bellissime chine di Jani Ikonen. Viene definito un romanzo per ragazzi, ma io non lo consiglierei ai minori di 14 anni.

Frasi dal libro

“Se non lo hai notato, la verità da noi è al servizio dello spirito della scuola, ed è malleabile, quando necessario.” (Vezio)

“Non ce la farei a portarti là” disse India, come immaginando quel che mi passava per la testa. “Tu esisti troppo” mi fece poi.

Quand’ero piccolo non volevo  avere dietro di me tipi in tunica bianca, con ali sottili di carta di seta, e dita dei piedi che si ferivano non appena si passava per quei boschetti dove ero solito avventurarmi. E non ne voglio ancora oggi. Ho bisogno di un custode con le zampe robuste, una spessa pelle da rettile, diverse mani, e che si in grado di sopravvivere un’ora sott’acqua senza respirare. Il mio angelo custode è tutto arruffato e somiglia a un animale.

Il segnalibro

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Comments

  1. By Phoebes

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    • By Brina

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      • By Phoebes

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        • By Phoebes

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  2. By MaryG90

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