Gang Bang – Chuck Palahniuk

★★★½☆

  • Titolo originale: Snuff
  • Anno: 2008
  • Isbn: 9788804591122
  • Pagine: 208
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Cassie Wright, regina leggendaria del porno, decide di chiudere in “bellezza” la sua carriera battendo il record mondiale di Gang Bang (quella particolare performance porno nella quale una gentile signora fa sesso con un numero spropositato di gentili signori) e di farne un film. Il suo obiettivo è quanto mai ambizioso: 600 uomini. Il libro si basa su quanto dicono, pensano e fanno Mr. 72, Mr. 137, e Mr. 600 che attendono il loro turno in una stanza assai affollata e rumorosa. Ma non vanno dimenticati alcuni elementi che rendono la storia ancora più forte. La pornoattrice ha in mente di morire durante le riprese del suo tentativo di record mondiale di modo che le successive polemiche portino a proibire ulteriori futuri tentativi di record, cosa che le garantirebbe di essere in eterno la detentrice del primato. L’immortalità è a portata di mano insomma. Inoltre la pornoattrice intende devolvere i proventi del film al figlio che aveva concepito sul set del suo primo film porno e che poi aveva abbandonato perché venisse adottato. E in effetti uno dei tre uomini su cui si basa la storia dice di essere il figlio di Cassie che cerca disperatamente di mettersi in contatto con la madre dopo che lei lo ha abbandonato da piccolo. Ma le cose stanno davvero così? (Il romanzo è adatto alla lettura da parte di un pubblico adulto)

Gang Bang è, per l’appunto, la storia di una gang bang, organizzata per riportare alla ribalta Cassie Wright, una pornostar ormai un po’ attempata che spera di battere il record del mondo per rimanere per sempre nella storia. La storia è racconta da tre uomini che si trovano nello stanzone dietro le quinte in attesa del proprio turno e dalla coordinatrice dell’evento: il numero 137, un attore fallito che viaggia con un cagnolino di pezza sotto braccio e ingoia Viagra come fossero mentine, il numero 600, anch’esso attore porno sull’orlo del declino e storico compagno di scena della signorina Wright, il numero 72 (non leggete il risvolto di copertina, ve ne prego), e Sheila, la coordinatrice. Idea carina, se non fosse che Palanhiuk e Palanhiuk, e il connubio piscio-sperma-popcorn-oliiperlapelle di cui sono “rivestite” tutte le narrazioni, unito a un linguaggio non proprio da educanda ogni tanto dà un pò allo stomaco.

Ottima la caratterizzazione dei personaggi, notevoli l’ampia gamma di titoli di film porno, per lo più storpiature di titoli di libri o di film reali che strappano sempre qualche risata (in primis L’importanza di chiavarsi Ernesto), e di aneddoti più o meno veri sulla vita e la morte di molte star.

Non adatto per stomaci deboli e per “signorine bene”.

Il segnalibro

Chuck Palahniuk

chuck palahniuk

Chuck Palahniuk nasce a Pasco, nello Stato di Washington, il 21 febbraio del 1962 da padre statunitense figlio di immigrati ucraini. Si laurea presso la scuola di giornalismo dell’Università dell’Oregon nel 1986. In questo periodo entrano nella sua vita i primi importanti input che caratterizzano le peculiarità dei suoi romanzi: dal 1988 inizia a operare come volontario presso i ripari per i senzatetto e nelle case di riposo, provvedendo al trasporto dei malati terminali e portandoli ai gruppi di appoggio. Dopo la morte di un paziente a cui si era affezionato cessa le varie attività come volontario. Diventa membro del gruppo Cacophony Society di Portland, una congrega da cui trarrà l’idea per il “Progetto Mayhem” nel suo romanzo Fight Club.

Comincia a scrivere romanzi passati i trent’anni; a quanto afferma lui stesso, iniziò frequentando un laboratorio di scrittura (Dangerous Writing) tenuto da Tom Spanbauer che ha successivamente influenzato in maniera importante il suo stile minimalistico.
Il primo romanzo If You Lived Here, You’d Be Home Already prevedeva circa 700 pagine ed era più un tentativo di emulare Stephen King; l’ambizioso progetto non vide comunque la luce, mentre una parte del materiale fu successivamente utilizzato per Fight Club. Il secondo manoscritto, Manifesto (successivamente ripubblicato come Invisible Monsters) venne poi rifiutato dai vari editori a causa della scarsa digeribilità di tematiche trattate e dei contenuti; la successiva fatica, Fight Club, vide la luce e la fiducia di Gerry Howard che permise a Palahniuk di ottenere un contratto con un’importante casa editrice. Fight Club fu concepito inizialmente come un breve racconto (il futuro capitolo 6 del romanzo) da inserire nella raccolta Pursuit of Happiness (“La ricerca della felicità”) del 1995, diventato poi un best seller dopo l’uscita del film omonimo del 1999, diretto da David Fincher.
La ristampa di Invisible Monsters e l’inedito Survivor, pubblicati entrambi nel 1999, procurano a Palahniuk una certa notorietà, ma è con l’uscita del best seller Soffocare (Choke) che l’autore viene annoverato tra i grandi scrittori statunitensi; da questo punto della carriera i successivi romanzi raggiungono tutti immediato successo. Nello stesso anno il padre Fred viene ucciso insieme alla sua nuova compagna, Donna Fontaine, dall’ex fidanzato di questa, Dale Shackleford.

Il suo stile è scientifico e crudo (molto simile a quello dei Cannibali: gruppo di scrittori della scena pulp italiana sviluppatasi proprio nella metà degli anni novanta). Rasenta il grottesco enfatizzando le parole per far esplodere le frasi. La sua scrittura è priva di avverbi e altre particelle che rallentino il ritmo del periodo. Sono presenti inoltre improvvise interruzioni, ripetizioni a effetto e battute drastiche, fredde. La libertà dalle oppressioni della società, dalla competizione, dai mass media che «ci fanno comprare cazzate che non ci servono», diventa il punto cruciale della scrittura di Palahniuk. Nello scrivere, dice di trarre ispirazione da quello che detesta, che non sopporta.

Libri recensiti dello stesso autore:

  1. Invisible Monsters – Chuck Palahniuk
  2. Gang Bang – Chuck Palahniuk

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