Invisible Monsters – Chuck Palahniuk

★★★½☆

  • Anno: 2003
  • Isbn: 9788804521365
  • Casa editrice: Mondadori
  • Pagine: 238
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Shannon McFarland, si ritrova mutilata della mascella in seguito a una misteriosa fucilata. Il suo partner, il poliziotto Manus, la lascia per mettersi con la bambolona texana Evie. Allora Shannon, insieme alla Principessa Brandy Alexander, inizia un folle e picaresco viaggio, mossa dall’intento di vendicarsi…

Palahniuk espone, rovescia, vomita in modalità schizzoidi e alienate il malessere dell’uomo contemporaneo, generato dalla discrepanza tra l’individuo e ciò che la società chiede all’individuo di essere.
La storia di Shannon, modella resa mostro da una fucilata che le spappola la mascella, si costruisce a segmenti scomposti, senza linearità. E scatto dopo scatto, come i flash del fotografo che aveva fissato la sua bellezza al di là del tempo, si ricompone la verità. Sconvolgente, straziante.
L’apparenza è tutto, nella società dei consumi. E gli esseri umani nient’altro che prodotti, al pari di altri prodotti. I prodotti hanno un costo. Cercare continuamente la cresta dell’onda, mantenere la bellezza, la giovinezza, la salute costano fatica e sangue e dolore. “E’ tutto specchio, specchio delle mie brame, perché la bellezza è potere, proprio come il denaro è potere proprio come una pistola è potere.”
Ma è tutto fuori dal proprio controllo. Niente è come sembra, e la ricerca dell’autenticità non può che seguire il filo della negazione. Ancora una volta la risposta è espressa da rabbia e odio. Distruggi ciò che eri per riprendere il controllo della tua vita. “siamo stati educati a vivere la vita nel modo giusto. A non fare errori” “Mi dico che più grande sembra l’errore, e migliori possibilità avrò di essere libera e di vivere una vita vera”.
E l’insopprimibile bisogno di amore? Si concretizza nell’esatto contrario. Ti amo perciò devo distruggerti.

Tre stelle e mezzo, quasi quattro, ma come al solito leggere Palahniuk è come vedere uno che si apre la faccia a rasoiate: magari non distogli gli occhi, ma ringrazi di esserti tenuta leggera a pranzo…

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Il segnalibro


Chuck Palahniuk

chuck palahniuk

Chuck Palahniuk nasce a Pasco, nello Stato di Washington, il 21 febbraio del 1962 da padre statunitense figlio di immigrati ucraini. Si laurea presso la scuola di giornalismo dell’Università dell’Oregon nel 1986. In questo periodo entrano nella sua vita i primi importanti input che caratterizzano le peculiarità dei suoi romanzi: dal 1988 inizia a operare come volontario presso i ripari per i senzatetto e nelle case di riposo, provvedendo al trasporto dei malati terminali e portandoli ai gruppi di appoggio. Dopo la morte di un paziente a cui si era affezionato cessa le varie attività come volontario. Diventa membro del gruppo Cacophony Society di Portland, una congrega da cui trarrà l’idea per il “Progetto Mayhem” nel suo romanzo Fight Club.

Comincia a scrivere romanzi passati i trent’anni; a quanto afferma lui stesso, iniziò frequentando un laboratorio di scrittura (Dangerous Writing) tenuto da Tom Spanbauer che ha successivamente influenzato in maniera importante il suo stile minimalistico.
Il primo romanzo If You Lived Here, You’d Be Home Already prevedeva circa 700 pagine ed era più un tentativo di emulare Stephen King; l’ambizioso progetto non vide comunque la luce, mentre una parte del materiale fu successivamente utilizzato per Fight Club. Il secondo manoscritto, Manifesto (successivamente ripubblicato come Invisible Monsters) venne poi rifiutato dai vari editori a causa della scarsa digeribilità di tematiche trattate e dei contenuti; la successiva fatica, Fight Club, vide la luce e la fiducia di Gerry Howard che permise a Palahniuk di ottenere un contratto con un’importante casa editrice. Fight Club fu concepito inizialmente come un breve racconto (il futuro capitolo 6 del romanzo) da inserire nella raccolta Pursuit of Happiness (“La ricerca della felicità”) del 1995, diventato poi un best seller dopo l’uscita del film omonimo del 1999, diretto da David Fincher.
La ristampa di Invisible Monsters e l’inedito Survivor, pubblicati entrambi nel 1999, procurano a Palahniuk una certa notorietà, ma è con l’uscita del best seller Soffocare (Choke) che l’autore viene annoverato tra i grandi scrittori statunitensi; da questo punto della carriera i successivi romanzi raggiungono tutti immediato successo. Nello stesso anno il padre Fred viene ucciso insieme alla sua nuova compagna, Donna Fontaine, dall’ex fidanzato di questa, Dale Shackleford.

Il suo stile è scientifico e crudo (molto simile a quello dei Cannibali: gruppo di scrittori della scena pulp italiana sviluppatasi proprio nella metà degli anni novanta). Rasenta il grottesco enfatizzando le parole per far esplodere le frasi. La sua scrittura è priva di avverbi e altre particelle che rallentino il ritmo del periodo. Sono presenti inoltre improvvise interruzioni, ripetizioni a effetto e battute drastiche, fredde. La libertà dalle oppressioni della società, dalla competizione, dai mass media che «ci fanno comprare cazzate che non ci servono», diventa il punto cruciale della scrittura di Palahniuk. Nello scrivere, dice di trarre ispirazione da quello che detesta, che non sopporta.

Libri recensiti dello stesso autore:

  1. Invisible Monsters – Chuck Palahniuk
  2. Gang Bang – Chuck Palahniuk

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