Nostra signora delle tenebre – Fritz Leiber

nostra signora delle tenebre

★★★½☆

  • Titolo originale: Our Lady of Darkness
  • Anno: 1977
  • Isbn: 9788842904755 (Nota: il codice ISBN, non presente sul volume del 1980, è stato assegnato a posteriori dalla casa editrice)
  • Genere: Urban fantasy, Horror
  • Casa editrice: Nord, fantacollana Nord 33
  • Pagine: 210
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Nostra Signora delle tenebre è una agghiacciante fantasy urbana, ambientata nella metropoli di San Francisco. Ma anche la modernissima San Francisco, con le sue colline, la sua baia assolata e i suoi grattacieli altissimi e rilucenti, può diventare il regno del terrore quando strane ombre cominciano ad aggirarsi furtive tra i caseggiati. Per Franz Westen, vedovo, scrittore di racconti del soprannaturale per la televisione, l’incubo comincia all’improvviso, quando, una notte, si affaccia alla finestra del suo appartamento per scrutare con il binocolo le luci della città ed è testimone di una scena inquietante: là, sulla cima di Corona Heights, la solitaria ed erta collinetta che si leva proprio nel cuore di San Francisco, c’è una strana figura dal colorito brunastro che si agita e si muove in maniera sinistra, come se fosse impegnata in qualche misterioso rituale o danza magica. Ha così inizio una terribile persecuzione, cui Franz tenterà invano di sottrarsi e che forse è collegata in qualche modo con un vecchio volume affascinante e sibillino, pieno di misteriose citazioni e di strani discorsi sulle moderne megalopoli e sulle arcane entità che le infestano, i “paramentali”, esseri d’origine azoica “più infidi dei ragni e delle donnole”.

Vincitore di un World Fantasy Award come miglior romanzo nel 1978.

“Quanti di noi, in una grande città, sanno cosa sta aldilà delle pareti del loro appartamento, spesso aldilà della parete contro la quale dormono?”

Nostra Signora delle Tenebre è considerato uno dei migliori romanzi horror di Fritz Leiber, nonché definito uno dei primi Urban Fantasy della storia. Apparso per la prima volta nel 1971 come un’opera più breve intitolata “The Pale Brown Thing”, pubblicata a puntate nella rivista “The Magazine of Fantasy & Science Fiction”, nel 1976 viene ampliato e pubblicato come romanzo. In questa storia, come in molte altre a partire da quelle scritte nei lontani anni ’40, Leiber rinnova i canoni del romanzo dell’orrore introducendo una sua visione personale della follia dei nostri tempi: le sue storie orrorifiche portano avanti un discorso lucido e coerente sulle angosce dell’uomo moderno, sul malessere collettivo e sui mali della civiltà odierna e delle metropoli innalzate e nutrite dalla tecnologia industriale.

Franz Westen, il protagonista, scrive racconti horror per una serie televisiva. Non ancora del tutto uscito da una crisi profonda, dovuta alla morte della giovane moglie, una sera, affacciandosi dalla finestra del suo appartamento, vede sulla collina prospiciente una sinistra figura scura che danza nella notte.
Siamo in una San Francisco misteriosa, abitate da strane forze, nella quale ci muoviamo attraverso la mappa tracciata da un libro segreto e maledetto: “Megalopolisomanzia: una nuova scienza urbanistica” del fantomatico Thibaut De Castries, che postula l’esistenza dei “paramentali”, esseri mostruosi e infidi, il cui habitat naturale sono proprio le moderne megalopoli.

Cose che fanno parte della quotidianità diventano in questo libro pesanti chiavi angosciose: stretti corridoi, finestre dipinte di nero che nascondono lo sporco accumulato nelle colonne di areazione, vecchie porte di sgabuzzini ormai senza le inutili maniglie, case e palazzi che occludono la visuale, immense antenne televisive, vicoli stretti colmi di tenebra. Un libro che parte lento, che ha una spinta incredibile fino a tre quarti per poi, purtroppo, ricadere in una certa lentezza e terminare con un finale un po’ scontato. Quello che manca probabilmente è una storia un po’ più avvincente, una trama che induca ad appassionarsi alle vicende del protagonista, che invece rimane sempre un po’ distante dalla narrazione. Questo però non toglie che Leiber, di horror ed esoterismo, ne sapesse a pacchi. La narrazione è infatti piuttosto tesa, la scrittura è solida, i personaggi pochi ma ben disposti, l’atmosfera resa meravigliosamente. Ci sono alcuni climax niente male e non ci vengono risparmiate le citazioni: a partire dall’autore del misterioso libro coprotagonista del racconto, Thibaut De Castries, che fin dal nome echeggia il Thomas De Quincey dei Suspiria de Profundis, con una cui epigrafe il libro si apre, ma anche Adolphe De Castro, sinistra figura che compare nei racconti di H.P. Lovecraft, il quale a sua volta, con Clark Ashton Smith, aleggia sulle pagine del libro come un nume tutelare, fino a Bierce, Clark Ashton Smith, Jack London e Crowley…

Mi permetto di dire che forse non è un romanzo perfetto, ma è sicuramente una pietra miliare per gli amanti del genere horror e urban fantasy.
Una nota: il libro purtroppo è fuori stampa, ma se siete fortunati potreste recuperane una copia in qualche mercatino dell’usato (è qui che io l’ho trovato, tra la meraviglia delle persone che mi hanno vista arrampicarmi su uno scaffale e poi andarmene saltellando) prenderlo in prestito in biblioteca, o cercarlo nelle ripubblicazioni Urania (Urania classici N° 308).

Pseudobiblia

pseudobibliaQuesto libro partecipa al Progetto Pseudobiblia con il libro immaginario “Megalopolisomanzia: una nuova scienza urbanistica” di Thibaut De Castries.
“In ogni periodo storico ci sono sempre state una o due città appartenenti al genere mostruoso, come Babele ovvero Babilonia, Ur-Lhassa, Ninive, Siracusa, Roma, Samarcanda, Tenochtitlan, Pechino; ma noi viviamo nell’epoca delle metropoli (o delle necropoli), in cui queste maledizioni gravide di disastri sono numerose e minacciano di congiungersi e di avviluppare il mondo nella sostanza funebre ma multi potente delle città. Abbiamo bisogno di un Pitagora Nero perché spii la maligna disposizione delle nostre mostruose città e i loro immondi canti urlati, così come il Pitagora Bianco spiava la disposizione delle sfere celesti e le loro sinfonie cristalline, venticinque secoli fa.”

Il segnalibro

nostra signora delle tenebre - segnalibro

Fritz Leiber

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Nato a Chicago nel 1910, da una coppia di attori il giovane Fritz Reuter Leiber legge e studia volentieri, ma non ha una vita avventurosa né precoci esperienze amorose. Questo giovanotto alto, magro e affascinante come il padre attore, è alquanto solitario; scrive lunghe lettere a H.P. Lovecraft, dal quale riceve incoraggiamento per la sua vocazione letteraria, e gradualmente si sforza di trovare una sua voce.
Nel 1938, rielaborando una trama ideata con l’amico Harry Otto Fischer, Fritz scrive il racconto “Il gioiello nella foresta”, noto anche come “Due in cerca di avventure”: la prima avventura ambientata nell’immaginario mondo di Nehwon che diventerà la sua creazione fantastica più duratura. Nonostante il tenace attaccamento al mondo di Nehwon, il primo romanzo scritto e pubblicato da Leiber non appartiene a quell’affascinante universo (i tempi non erano ancora maturi), bensì a un filone più in voga come il thriller soprannaturale. Il titolo del romanzo, pubblicato nel 1939, è Conjure Wife e significa più o meno “La moglie strega”, ma in Italia è uscito come Ombre del male.
Fra le opere più famose di Leiber ci sono le storie di Fafhrd e il Gray Mouser, scritte in un arco di cinquant’anni. La prima di queste, Two Sought Adventure, apparve sulla rivista Unknown nel 1939. I protagonisti di queste storie sono un’improbabile coppia di eroi, Fafhrd e il Gray Mouser, le cui avventure si svolgono principalmente dentro nella suggestiva città di Lankhmar e dintorni. Queste storie furono le progenitrici di molti degli elementi tipici del genere sword and sorcery, espressione coniata dallo stesso Leiber.
La morte della moglie Jonquil nel 1969 spinse lo scrittore all’alcolismo per tre anni, ma poi ritornò alla sua vecchia forma con un romanzo fantasy ambientato nella San Francisco dei giorni nostri, Nostra signora delle tenebre.
Leiber è stato pesantemente ispirato da Howard Phillips Lovecraft e Robert Graves nelle prime due decadi della sua carriera. A partire dalla fine degli anni cinquanta fu sempre più influenzato dai lavori di Carl Gustav Jung, in particolare dai concetti di anima e ombra e spesso questi concetti sono menzionati apertamente nelle sue opere.

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  1. Nostra signora delle tenebre – Fritz Leiber

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