Uomini che odiano le donne – Stieg Larsson

★★★★★
forse un filo meno ma va bene così!

  • Titolo originale: Män som hatar kvinnor
  • Anno: 2005
  • Genere: Giallo / Thriller
  • Casa editrice: Marsilio, collana Farfalle
  • Isbn: 9788831793322
  • Pagine: 676
  • Serie: Millennium Trilogy, I

[amazon-element asin=”8831710478″ locale=”it” listprice=”0″ fields=”button”]

Sono passati molti anni da quando Harriet, nipote prediletta del potente industriale Henrik Vanger, è scomparsa senza lasciare traccia. Da allora, ogni anno l’invio di un dono anonimo riapre la vicenda, un rito che si ripete puntuale e risveglia l’inquietudine di un enigma mai risolto. Ormai molto vecchio, Henrik Vanger decide di tentare per l’ultima volta di fare luce sul mistero che ha segnato tutta la sua vita. L’incarico di cercare la verità è affidato a Mikael Blomkvist: quarantenne di gran fascino, Blomkvist è il giornalista di successo che guida la rivista “Millennium”, specializzata in reportage di denuncia sulla corruzione e gli affari loschi del mondo imprenditoriale. Sulle coste del Mar Baltico, con l’aiuto di Lisbeth Salander, giovane e abilissima hacker, indimenticabile protagonista femminile al suo fianco ribelle e inquieta, Blomkvist indaga a fondo la storia della famiglia Vanger. E più scava, più le scoperte sono spaventose. Accolto al suo esordio come una rivelazione, Stieg Larsson ha scritto un thriller che emoziona e insieme un romanzo che, al di là dell’indagine serrata e dei colpi di scena, contiene un messaggio sul nostro tempo. Un giallo che all’azione e al dramma combina una storia molto umana e tragicamente moderna.

Questo è un libro in cui bisogna tuffarsi senza salvagente. Appartiene a quel genere di libri che s’intrufolano subdolamente nella routine quotidiana, finché non li finisci. Quando ho iniziato ho iniziato a leggerlo ero un pò disorientata: mi aspettavo, soprattutto considerando che avevo già visto il film, un giallo / thriller e invece mi sono ritrovata ad avere a che fare quasi con un manuale di psicologia, con una storia che parte lentamente e anche abbastanza da lontano. L’unica pecca che ha infatti questo libro (che poi pecca non è, ma questo lo si capisce solo tenendo duro e andando avanti nella lettura) è che pur essendo grossomodo autoconclusivo è pur sempre il primo capito di una trilogia, e in quanto tale impiega circa la metà delle sue pagine a descriverci i protagonisti. Grazie a queste pagine Larsson riesce però a tracciare un profilo estremanete nitido dei personaggi coinvolti nella storia, alcuni anche piuttosto complessi. Ha la capacità di farli diventare, a poco a poco, non solo delle persone vive, ma i nostri compagni di viaggio. E una volta conosciuti Mikeal e soprattutto Lisbeth non ci si stacca più da loro.

Ambientato nella Svezia contemporanea, Uomini che odiano le donne racconta tre storie: la prima è quella di Mikael Blomkvist, un giornalista esperto nello svergognare il corrottissimo mondo della finanza. Dopo essere stato condannato a tre mesi di prigione per uno scoop sul finanziere Hans-Erik Wennerstrom che si è rivelato un buco nell’acqua, Blomkvist viene contattato dal magnate Henrik Vanger, ormai più che ottantenne, e ingaggiato per scrivere la storia della famiglia Vanger. E questa è la seconda storia: Enrik infatti desidera in realtà che il giornalista indaghi sulla sparizione, avvenuta quarantanni prima, della nipote Harriet, compito che sembra impossibile, e che Blomkvist accetta perchè sul piatto della bilancia non c’è solamente un compenso da capogiro ma anche una serie di informazioni importanti per sbattere per terra Wennerstrom.
La terza storia si intreccia a queste due perchè nell’indagine viene coinvolta quasi per caso Lisbeth Salander, una giovanissima hacker impiegata presso una ditta di sicurezza.

Lisbeth è un personaggio assolutamente affascinante, una venticinquenne che dimostra quindici anni, una “cornacchia anoressica” con svariati piercing sul viso e il corpo coperto da tatuaggi che indossa magliette con scritte improponibili, con un passato che la perseguita e che ha costretto le autorità a metterla sotto tutela e un presente che ci dice molto su che cosa abbia imparato Lisbeth Salander dalla vita: difendersi prima di tutto. Introversa, nervosa,  fragile ma invincibile allo stesso tempo, è  secondo me uno dei cardini che rende questo libro incredibilmente affascinante.

E’ spesso buio in questo romanzo, c’è tanta, tante neve, i nomi dei luoghi sembrano una lista di nozze fatta all’Ikea e si beve un sacco di caffè. Si tratta di letteratura leggera, puro intrattenimento, ma fosse sempre così l’intrattenimento… La storia è ben congegnata e studiata sin nei minimi dettagli, che parte come il classico giallo del delitto nella stanza chiusa (ma qua siamo su un’isola) per poi virare in un bel thriller dalle tinte torbide e morbose, che tira in ballo l’allegra famiglia Vanger, che nonostante le apparenze è tutt’altro che unita. La storia decolla all’improvviso e da allora diviene un susseguirsi martellante di fatti e scoperte fino a giungere all’inaspettato epilogo.

Tenete duro per le prime duecento pagine, perchè poi ne vale la pena.

Frasi dal libro

Sembrava sempre che si fosse appena svegliata dopo un’orgia durata una settimana in compagnia di un gruppo hard rock.

Lisbeth si presentò vestita di una maglietta nera con su stampata un’immagine di E.T. con i canini affilati e la scritta I am also an alien. aveva una gonna nera con l’orlo stracciato, un consunto giacchino di pelle nera, cintura borchiata, robusti anfibi Doc Marten’s e calzettoni al ginocchio a righe rosse e verdi. Si era fatta un makeup in una scala cromatica che faceva sospettare che fosse daltonica. In altre parole, era un’eleganza davvero insolita. (pag. 62)

Con riferimento ai suoi precedenti, il giudizio constatava che sussisteva alto rischio di abuso di alcol e droghe, e che la ragazza palesemente mancava di autocoscienza. La sua cartella clinica era piena zeppa di formulazioni aggravanti come introversa, socialmente inibita, mancanza di empatia, egocentrica, comportamento psicopatico e asociale, difficoltà di collaborazione e incapacità ad assimilare gli insegnamenti. Chi avesse letto la sua cartella, avrebbe potuto facilmente essere indotto a trarre la conclusione che fosse gravemente ritardata. (pag. 197-198, parlando di Lisbeth)

La storia familiare che andava delineandosi nelle conversazioni con Henrik Vanger era una versione drammaticamente diversa da quella che risultava dall’immagine ufficiale della famiglia. Mikael era consapevole che ogni famiglia ha qualche scheletro nell’armadio. La famiglia Vanger aveva un intero cimitero. (pag. 205)

La sera andò al cinema a vedere Il signore degli anelli, che si era perso nonostante fosse uscito già da un anno. Gli sembrò che gli orchi a differenza degli esseri umani fossero creature poco complicate. (pag. 256, di Mikael)

A differenza di Mimmi, Lisbeth Salander non si era mai considerata lesbca sul serio. Non aveva mai nemmeno perso tempo a chiedersi se fosse etero- o omo- o bisessuale. In generale se ne infischiava delle etichette ed era del parere che non riguardava nessun altro con chi passava la notte. (pag. 389)

Quando ebbe terminato scivolò in camera da letto e si infilò slip, jeans e un T-shirt con scritto Armageddon was yesterday Today we have a serious problem. (pag. 392)

“Io non litigo. Trovo solo che sia patetico che i farabutti abbiano sempre qualcun altro da incolpare” (Lisbeth, pag. 552)

Il segnalibro

Trilogia Millennium

Millennium è una trilogia di romanzi polizieschi dello scrittore e giornalista svedese Stieg Larsson. I tre romanzi che la compongono sono tutti stati pubblicati postumi, dopo la prematura scomparsa dell’autore e sono apparsi per la prima volta in Svezia tra il 2005 e il 2007 presso l’editore Norstedts Förlag. In Italia i romanzi sono stati pubblicati per la prima volta a partire dal 2007 presso l’editore Marsilio.

Stieg Larsson

Stieg Larsson

Stieg Larsson, all’anagrafe Karl Stig-Erland Larsson, , è stato uno scrittore e giornalista svedese.
Esperto conoscitore di organizzazioni di estrema destra e neonaziste, è stato fondatore della rivista antirazzista Expo, che sarà schierata in prima linea contro il rigurgito neofascista in Svezia. Consulente di Scotland Yard e corrispondente dal Regno Unito, consulente del Ministero della Giustizia svedese, inviato per l’OSCE, è morto improvvisamente per un attacco cardiaco nel 2004. Dopo la sua morte sono stati pubblicati i suoi romanzi polizieschi, facenti parte della trilogia Millennium.
È stato il secondo autore più venduto nel mondo nel 2008, dietro l’afghano Khaled Hosseini. A marzo 2010 la sua trilogia Millennium ha venduto 27 milioni di copie in oltre 40 paesi.

Comments

  1. Rispondi

  2. By Fragola

    Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *