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Published in: Leggendo, Speciale libri

Lovecraft 101 – ovvero come iniziare a leggere il Ciclo dei Miti di Cthulhu

Data la mia nota (?) passione per l’autore, mi viene spesso chiesto da dove iniziare a leggere Lovecraft. Quindi ho pensato di scrivere una piccola guida che potesse aiutare i lettori a districarsi nella moltitudine di racconti e ad iniziare col piede giusto a scoprire il Solitario di Providence.

Lovecraft, considerato da molti uno dei precursori della fantascienza angloamericana è stato un autore piuttosto prolifico. Ha scritto 6 romanzi, circa 100 racconti firmati di suo pugno, 20 poesie, più di 100 tra revisioni e collaborazioni e, soprattutto, un numero di lettere stimato in circa 118mila.

Gli elementi della produzione Lovecraftiana sono molteplici, ma quelli più conosciuti e che hanno fatto la sua fortuna rientrano per la maggior parte nel Ciclo dei Miti di Cthulhu. Questo termine, coniato dopo la morte di Lovecraft dallo scrittore August Derleth, racchiude tutte quelle opere che fanno riferimento alle divinità blasfeme e alle creature cosmiche presenti nella letteratura Lovecraftiana. Si tratta di antichi Dei, noti anche come Grandi Antichi, dei quali il più conosciuto, anche se non il più importante, è Cthulhu (il cui nome, secondo Lovecraft stesso, si pronuncia Khlûl′-hloo).

Cthulhu è un essere semi-divino di proporzioni e forza prodigiose, adorato da popolazioni degenerate, selvaggi e folli, connesso all’insorgere di incubi e il cui culto prevede atroci sacrifici umani. Egli risiede nella perduta città sommersa di R’lyeh, nei pressi di Ponape (l’odierna Pohnpei, in Micronesia), in un sonno simile alla morte, nell’attesa che una congiunzione astrale favorevole ne consenta il risveglio. 

Ph’nglui mglw’nafh Cthulhu R’lyeh wgah’nagl fhtagn.

(Nella sua dimora di R’lyeh, il morto Cthulhu attende sognando)

Oltre alla figura di Cthulhu e dei Grandi Antichi, il Ciclo dei Miti è attraversato da un altro leimotiv estremamente celebre: il Necronomicon (qui trovate un intero post al riguardo). Il Nercronomicon non é in realtà né un romanzo, né un vero libro, bensì un grimorio inventato da Lovecraft, uno pseudobiblion, (ma che alcuni ancora oggi ritengono o spacciano per realmente esistente) che sarebbe stato scritto dall’arabo pazzo Abdul Alhazred, e col quale sarebbe stato possibile evocare questi grandi e terrificanti dèi, traendoli dalla più remote regioni del cosmo e dell’essere.

Nella realtà odierna i vari libri intitolati Necronomicon sono, di solito, raccolte dei racconti che hanno come tema principale, appunto, il malefico libro. Non esistendo una raccolta ufficiale, i racconti contenuti nei vari volumi cambiano da casa editrice a casa editrice.

Come districarsi tra tutti questi racconti?

Innanzitutto come linea generale consiglierei di leggere prima i racconti riguardanti Cthulhu e poi quelli sul Necronomicon. Questo perché fare il contrario sarebbe come leggere i Vangeli senza sapere chi è Gesù (è un paragone azzardato, lo so, ma era calzante). Se però voleste sondare prima il terreno, ho messo insieme un elenco di sei racconti e un romanzo che dovrebbero fungere egregiamente come introduzione a Lovecraft.

  1. La maschera di Innsmouth o L’ombra su Innsmouth (The shadow over Innsmouth, 1936). Considerato dai critici come uno dei migliori lavori di Lovecraft, questo racconto introduce al meglio e al peggio dell’autore. La prima parte è un po’ un percorso ad ostacoli e piuttosto noioso di infodump, ma nella seconda parte lo scrittore di Providence dà il meglio di sé con le sue cupe atmosfere. Qui si notano anche piuttosto chiaramente le ossessioni di Lovecraft per la razza, cosa con cui, se volete leggere questo autore, avrete a che fare spesso (vedi paragrafo successivo sugli Avvertimenti vari ed eventuali).
  2. Il richiamo di Cthulhu (The Call of Cthulhu, 1928). È uno dei racconti più famosi di Lovecraft e narra, ovviamente, di Cthulhu, il sommo sacerdote dei Grandi Antichi, che aspetta e sogna sotto l’oceano. Questa storia ha tutti i tratti distintivi della narrativa Lovecraftiana: incubi, geometria non euclidea (perché c’è sempre qualcosa di sinistro quando i triangoli sono tutti sbagliati…) e la forte sensazione che il narratore stia impazzendo.
  3. Uno tra questi tre racconti: I gatti di Ulthar, La musica di Eric Zann o Il modello di Pickman. Qui si ha a che fare con le atmosfere tipiche dello scrittore, pregne di quell’orrore denso ma spesso incomprensibile alla mente umana.
  4. La città senza nome (The Nameless City, 1921). E’ il primo racconto in cui si menziona il Necronomicon. Narra di un esploratore che si avventura all’interno di una città antichissima, abbandonata, senza nome perché “nessuna leggenda è così antica da risalire fino ad essa per darle un nome, o per ricordare che fu mai viva un giorno“, dove trova ciò che rimane di una civiltà di rettili bipedi antidiluviani. Si inizia qui a fare i conti con altre civiltà pre-umane.
  5. L’orrore di Dunwich (The Dunwich Horror, 1928). Vi siete mai chiesti cosa nascondono in soffitta i vostri vicini? O perché quel ragazzino cresce troppo velocemente? Uno dei racconti horror più elaborati che Lovecraft abbia mai scritto, e che presenta una svolta memorabile.
  6. Colui che sussurava nelle tenebre (The Whisperer in Darkness, 1930). Non posso dirvi molto della tematica di questo racconto per non rovinare la suspance, ma qui si entra nel vivo dell’orrore cosmico. Akeley, uno studioso del Vermont, con cui il narratore intrattiene una fitta corrispondenza, sostiene di essere entrato in contatto con una misteriosa razza aliena, i Mi-go, che si nasconde nelle foreste locali. In lettere sempre più angoscianti e concitate, Akeley racconta al narratore il suo scontro con le creature, che di giorno lo sorvegliano tramite le loro spie umane e ogni notte lo cingono di assedio nella sua casa isolata.
  7. Le montagne della follia o Alle montagne della follia (At the Mountains of Madness, 1930). Questo non è un racconto, ma un romanzo vero e proprio (di cui trovate la recensione QUI). E’ un’opera molto Lovecraftiana, in alcune parti un po’ lenta e faticosa, ma è anche un’idea monumentale che lega i tutti i vari Universi e le tematiche emersi nei racconti sopracitati. Un gruppo di esploratori si reca in Antartide e scopre le prove di una civiltà precedente. Senza fare spoiler, posso dire che la grande scoperta che gli esploratori fanno è ci sono cose che anche i mostri temono.

Si ma quale libro comprare?

In commercio al momento esistono diverse opzioni, che variano sia per completezza che per prezzo.
Esiste innanzitutto un supertomo di 1600 e rotte pagine, edito Mondadori, (che vedete qui di fianco) che raccoglie tutti i racconti (ma forse non i romanzi). Non sono in possesso di questa edizione ma mi pare di capire che i racconti siano in ordine cronologico. Esiste anche un’edizione dei Mammut Newton Compton, decisamente più economica ma che personalmente non preferisco sia per la grandezza (o meglio la piccolezza) del carattere, sia perchè le traduzioni mi sembrano un po’ datate.

Se desiderate invece qualcosa di più particolare e di più mirato, non posso che suggerirvi le nuove e bellissime edizioni Oscar Draghi, che contengono anche alcune fantastiche illustrazioni. Al momento ce ne sono tre in commercio:

  • Cthulhu, I racconti del mito raccoglie, se volete seguire i suggerimenti che ho riportato sopra, tutti i racconti che ho elencato come base di partenza (dei tre a scelta c’è solo Il modello di Pickman, ma è più che sufficiente), compreso il romanzo Le montagne della follia. In pratica se volete una cosa completa e decisamente gradevole alla vista per iniziare, questo è quello che vi serve. (NDR Questo tomo racchiude anche La casa delle streghe, che sebbene non sia incluso nella lista, è uno dei miei racconti preferiti.)
  • Il Necronomicon è il passo successivo. Raccoglie la maggior parte dei racconti che hanno come protagonista l’infausto e malefico tomo.
  • Dall’orrore di H.P. Lovecraft, I miti di Chtuhu è il compendio finale. Raccoglie trentacinque racconti di ispiratori, contemporanei e successori di Lovecraft, tra cui Edgar Allan Poe, Robert Chambers, Brian Lumley e altri maestri dell’horror e del weird.
Chtulhu – I racconti del mito

Il Necronomicon
Dall’orrore di H.P. Lovecraft

Ci tengo a precisare che, un po’ come tutti i blog, sono affiliata ad Amazon, e se decideste di comprare uno qualsiasi di questi volumi potete usare uno dei link che aggiunto per ogni libro. Senza nessun ricarico per voi, riceverò una piccola commissione che, senza troppi giri di parole, è una cosa che fa sempre piacere.

Avvertimenti vari ed eventuali

Ci sono tre cose da ricordare quando si legge Lovacraft. La prima è che il suo stile è molto descrizionista e la sua prosa risulta a volte un po’ antiquata. E’ una cosa che deve piacere (o a cui ci si deve abituare), per cui se non fa per voi non fatevene un cruccio e passate oltre.

La seconda è che i racconti di Lovecraft sono basati su un impianto mastodontico che lui ha costruito nel tempo, che comprende i temi dell’orrore cosmico, di Civiltà e Dèi antichissimi e provenienti da altri pianeti, capaci di manipolare i sogni e di indurre gli uomini alla follia, delle geometrie spaziali e di altre dimensioni incomprensibili all’uomo. Questo impianto è come un puzzle che si farà via via più completo con ogni racconto che leggerete. Se all’inizio vi trovate un po’ persi quindi, non preoccupatevi, è del tutto normale.

La terza e ultima sono i temi controversi affrontati da Lovecraft: non è raro, nei suoi scritti, incontrare riferimenti alla razza e situazioni misogene.
Nonostante sia noto che Lovecraft abbia risposto con orrore alle notizie delle violenze antisemite perpetrate durante il nazismo, è altresì vero che alcune sue posizioni riguardo a razze ed etnie sono molto più pronunciate che in molti suoi contemporanei.
Le donne nell’opera di Lovecraft sono piuttosto rare e non ricoprono quasi mai ruoli positivi. I pochi personaggi femminili importanti nei suoi racconti sono, senza eccezione, servitrici di forze sinistre. 
Ci sono delle scusanti più o meno valide a tutto questo, e dato che il discorso è lungo e ampio, vi rimando volentieri all’articolo di Altri Animali che spiega in maniera semplice e chiara chi fosse Lovecraft.

Conclusioni

Se siete arrivati fin qui, significa che avete pazienza da vendere, il che, se volete leggere Lovecraft, è un gran bel punto a vostro favore. Lovecraft, come tutti gli scrittori, ha i suoi punti di forza e i sui punti deboli, può piacere o non piacere, ma è indubbio che la sua mente abbia creato uno dei più grandi e complessi universi letterari esistenti, contribuendo in modo più che significativo allo sviluppo del genere fantascientifico.

I sonosologadet

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4 comments on “Lovecraft 101 – ovvero come iniziare a leggere il Ciclo dei Miti di Cthulhu”

  1. Non è di solito il mio genere di lettura, ma mi hai fatto venire voglia di approcciarmi almeno ai racconti da te consigliati! La mia libreria ringrazia!

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