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Il giorno dei trifidi – John Wyndham

Quando un giorno che sapete essere mercoledì comincia subito a sembrarvi domenica, vuol dire che da qualche parte c’è qualcosa che proprio non funziona.

— incipit

Il giorno dei Trifidi è il libro di fantascienza esattamente come non te lo aspetti. Non ci sono navicelle spaziali, alieni o tecnologie futuristiche, non ci sono fughe al cardiopalma, grandi eroi o scienziati superdotati che cercheranno di salvare il mondo.

L’incipit del romanzo, omaggiato poi nel film “28 giorni dopo”, è folgorante: William Masen, biologo, si sveglia nel letto d’ospedale nel quale è ricoverato dopo un’operazione agli occhi, e subito si rende conto che qualcosa non va: nonostante l’ospedale si trovi nel centro della caotica Londra, nessun rumore giunge dalla strada sottostante. Il silenzio sovrasta ogni cosa, ed è così inquietante da metterlo subito in allarme.
Poco dopo scoprirà che quasi tutta la popolazione, a parte pochissimi fortunati, è stata resa cieca dall’incredibile pioggia di meteoriti avvenuta la notte precedente che ha attirato alla finestra l’intera popolazione mondiale.

Parallelamente all’improvvisa cecità della popolazione inizia, lenta ma inesorabile, la conquista del mondo da parte dei Trifidi.
Possibile frutto di una manipolazione scientifica, i Trifidi appaiono pochi anni prima dello svolgimento della storia. Soltanto dopo la loro diffusione massiva e globale, la razza umana si accorge che non solo sono in grado di deambulare e, probabilmente, di comunicare, ma che possiedono un aculeo intriso di un veleno mortale con il quale trafiggono le vittime di cui si nutrono. Si, i trifidi sono carnivori.

Un frame tratto dall’adattamento Canadese del 2009

Questi due elementi sono la chiave che l’autore usa per portare alla luce rilevanti quesiti morali, la cui origine è facilmente intuibile se si butta un occhio all’anno di pubblicazione del libro. Siamo nel 1951, la Seconda Guerra Mondiale è finita da poco, lasciando dietro di sè una scia interminabile di morti e macerie e lo spauracchio dell’olocausto atomico e si sono appena innescati i meccanismi della Guerra Fredda, con la corsa al riarmo e alle nuove tecnologie di distruzione di massa.

Era quella facilità che in qualche modo appariva come il fulcro del trauma. Proprio perchè sono così familiari, si tende a dimenticare le forze che mantengono l’equilibrio e si pensa alla sicurezza come a una condizione normale. Non è così.

Wyndham, al contrario di molti suoi contemporanei che si focalizzano sul disastro nucleare, ne Il giorno dei Trifidi affronta il concetto della “fine della civiltà” in modo più delicato ma forse più potente. L’autore pone degli interrogativi importanti che riguardano l’umanità, il modo in cui essa si pone di fronte al pericolo e l’inesorabile perdita del codice morale di fronte a situazioni avverse. Pone l’accento sulla rapidità con cui il mondo saldo e sicuro che conosciamo possa finire e sul come le certezze e le priorità degli individui possano rapidamente cambiare.

Più di ogni altra cosa però un aspetto emerge da questo libro in cui l’umanità ha a che fare con un disastro e una razza “aliena”: nel caos che segue la pioggia dei meteoriti, i Trifidi c’entrano ben poco, e sono gli esseri umani stessi la causa del proprio male.

Inaspettatamente però Whindham ci lascia con una luce in fondo al tunnel, un barlume di speranza che è anche un monito, per non dimenticare il passato ma soprattutto per ricordare qual è la via da seguire per ricostruire il futuro.

Non dobbiamo semplicemente metterci a ricostruire: dobbiamo ricominciare a pensare… cosa che è molto più difficile e assai più sgradevole.

I sonosologadget

Il segnalibro

Trasposizioni cinematografiche

Del libro esiste una trasposizione cinematografica del 1963 intitolato “L’invasione dei mostri verdi“. E’ un film horror fantascientifico per la regia di Steve Sekely e, non accreditato, Freddie Francis. In Italia è stato distribuito nell’home video anche con il titolo Il giorno dei trifidi.

Il medesimo soggetto del film ha fornito spunto per una miniserie televisiva britannica del 1981, dal titolo The Day of the Triffids e per un remake televisivo anglo-canadese del 2009.

Frasi dal libro

Per quanto assurdo fosse, in quel momento ero assolutamente convinto che se avessi infranto una di quelle vetrine [per rubare del cibo], mi sarei lasciato alle spalle il vecchio ordine: sarei diventato un razziatore, un malvivente, una specie di carogna che si nutriva del cadavere della società che l’aveva nutrito. (pag. 51)

“Nel paese dei ciechi l’uomo con un occhio solo è re”.
“Oh si… lo disse Wells, non è vero? Solo che nel suo racconto l’affermazione fu smentita dai fatti”. (pag. 82)

Solo coloro che sono capaci di indurirsi al punto di mandar giù quello che sta succedendo riusciranno a farcela. (pag. 86)

Venne verso di me, con gli occhi che scintillavano e le braccia che mi chiamavano. E ballammo insieme, sull’orlo di un futuro ignoto, all’eco di un passato scomparso. (pag. 130)

La morte è soltanto la vistosa cessazione del movimento: è la dissoluzione del corpo che è definitiva. (pag. 154)

Privare una creatura gregaria di compagnia significa mutilarla, fare oltraggio alla sua natura. Il prigioniero e il cenobita sono consapevoli che al di là del loro esilio c’è il vasto mondo degli uomini; essi ne costituiscono un aspetto. Ma quando non c’è più nessuno, per la creatura che fa parte di quel mondo non c’è più entità alcuna. Diviene parte del nulla, un’anomalia senza un luogo in cui stare. Se non riesce a tenersi aggrappato alla ragione, allora è perduto; è totalmente, spaventosamente perduto, e finisce col diventare null’altro che lo spasmo involontario nelle membra di un cadavere.

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Top-qualcosa 2020

In questo anno complicato posso dire, e per una volta davvero a ragione, che la lettura mi abbia salvata. Non amo molto fare le classifiche ma credo che i libri che si sono ritagliati un posticino nel mio cuore meritino un post speciale. Quindi ecco, in ordine quasi del tutto ma non completamente casuale, la top-qualcosa dei libri che ho amato di più nel 2020!

Mercedes – Daniel Cuello

mercedes daniel cuello cover

Mercedes di Daniel Cuello, perché Cuello è una personcina adorabile e anche i suoi personaggi più malvagi, alla fin fine, sono adorabili anche loro.

Mercedes è un idolo indiscusso, una memorabile antieroina cinica, arrogante, inarrestabile, sboccata e massiccia quanto la sua improbabile cofana di capelli rossi. Cuello lavora di cesello, dà forma a personaggi spigolosi ma tridimensionali nella loro deplorevole umanità, gioca sul non detto e su livelli di lettura diversi, crea piani sequenza che sembrano film.⠀

Ne ho parlato su Instagram QUI

Il ragazzo in soffitta – Pupi Avati

il ragazzo in soffitta

Il ragazzo in soffitta di Pupi Avati, perché mi ha insegnato che i mostri non sono sempre quelli con la faccia da mostro e, a volte, abbiamo paura delle cose sbagliate.

Il ragazzo in soffitta è un noir che parla di amicizia, di vendetta e delle umane debolezze. L’alternanza delle due storie crea una montagna russa di emozioni, un ritmo incalzante che non permette di scollarsi dalle pagine.

Ne avevo parlato su Instagram QUI

Women of Weird – AA. VV.

Women of weird perché è un progetto dannatamente bello e non c’è un solo racconto che non meriti di essere letto.

In questa raccolta di racconti weird potrete trovare sinistre entità che perseguitano il genere umano, pianeti abitati da esseri misteriosi, giochi che sconvolgono la vita di chi li porta a casa, antichi culti, paesi in cui si attuano punizioni esemplari e perfino unicorni. La grande forza di questa antologia è proprio la varietà. Ogni racconto è una sorpresa, un adrenalinico salto nel vuoto, un piccolo scrigno che potrebbe contenere meraviglie o orrori.

Ne ho parlato QUI.

Il complotto contro l’America – Philip Roth

il complotto contro l'america cover

Il complotto contro l’America di Philip Roth, perché è stato il mio primo Roth, ne avevo dannatamente paura e invece si è rivelata una bellissima e agghiacciante ucronia.

Quella di Roth è una scrittura densa, che va masticata e assaporata lentamente. E’ una narrazione lenta e fatta di continue digressioni, che come in un puzzle vanno a formare, mano a mano, un quadro ampio e splendidamente strutturato. E’ una storia che parla di quanto possa essere labile la democrazia anche nello stato più democratico del mondo, ma è anche il percorso di crescita e di formazione di un bambino che si ritrova ad avere a che fare con le paure di un mondo che non comprende e di una situazione molto più grande di lui.

Ne ho parlato QUI.

Come eliminare la polvere e altri brutti pensieri – Daniele Germani

come eliminare la polvere e altri brutti pensieri

Come eliminare la polvere e altri brutti pensieri di Daniele Germani, perché ci sono inciampata dentro e le storie di triste follia meritano sempre di essere raccontate.

Con una scrittura poetica ed evocativa, Daniele Germani ci regala questo libro tanto breve quanto intenso. Un percorso doloroso attraverso i cunicoli della mente umana, un racconto che apre moltissime domande che, in questo caso, contano molto più delle risposte.

Ne ho parlato QUI.

Anni Luce – Andrea Pomella

anni luce pomella cover

Anni Luce di Andrea Pomella, perché quell’urgenza di capire chi siamo, di mordere il mondo, di precipitare nel baratro e pensare di salvarsi attraverso la musica ce l’abbiamo avuta tutti.

Questo è un libro nato da un figlio della generazione X, il disilluso racconto di un uomo ormai adulto che guarda, col senno di poi ma anche con non celata nostalgia, a quegli anni quasi liquidi fatti di alcool, droga, amicizie sbandate e musica.
E’ un romanzo che probabilmente trova nel suo più grosso pregio anche il suo più grande difetto: è un romanzo generazionale, figlio di un’epoca che se non la si è vissuta, almeno in parte, forse non si può comprendere del tutto.

Ne ho parlato QUI.

Battle Royale – Koushun Takami

battle royale copertina

Battle Royale di Koushun Takami, perché è cattivo fino all’osso. Non ha nessun insegnamento da dare, ci sono solo sangue e terrore come solo i migliori giapponesi sanno regalare.

Prendi Il signore delle mosche, Hunger Games, Fortnite e butta via tutto (no vabhè, il Signore delle mosche magari tienilo). Battle Royale è una bomba che ti esplode in piena faccia, un capolavoro del pulp che, dopo essere stato rifiutato da svariati editori e premi letterari, è divenuto in Giappone il libro più venduto di tutti i tempi, ispirando manga, film e videogiochi.

Ne avevo parlato QUI.

King Kong Theory – Virginie Despentes

king kong theory

King Kong theory di Virginie Despentes, perché Despentes affronta argomenti delicatissimi, come il patriarcato, lo stupro e la prostituzione con una lingua ruvida come quella di un gatto.

Un testo cruciale per molti aspetti, il primo saggio pubblicato dall’autrice, è un moderno manifesto femminista che devasta l’ordine sociale contemporaneo nel quale i corpi delle donne sono a disposizione degli uomini.

Il giovane Holden – J. D. Salinger

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Il giovane Holden di J. D. Salinger, perché è irritante e indisponente e confuso e dannatamente fragile. E io me lo ricordo come ci si sente.

Eccolo qui il giovane Holden, in piedi sul confine tra l’adolescenza e l’età adulta. Un ragazzino irritante, presuntuoso, indisponente, spocchioso. Ma anche, e soprattutto, confuso, fragile, spaventato, a volte depresso “e via dicendo”.
Cacciato dall’ennesima scuola e in attesa di tornare a casa, dove lo aspetta la ramanzina del padre, ma forse anche dei dolorosi ricordi, si aggira in una New York fumosa e affollata nella quale, però, sembra così dannatamente solo.

Ne ho parlato QUI.

Karoo – Steve Tesich

karoo steve tesich

Karoo di Steve Tesich, perché è l’amaro specchio di una realtà che si sgretola per far posto alla finzione.

Saul Karoo è una persona detestabile. Ricco, sovrappeso, intelligente, si finge il fantastico padre di un figlio che però continua ad evitare.
Saul Karoo recita, recita la parte di se stesso per come lo vedono gli altri. Recita e per recitare è necessario un pubblico, quindi è incapace di una vita privata. Recita anche adesso che, per colpa di una strana sindrome, nonostante ingurgiti quantità ciclopiche di alcool non riesce più ad ubriacarsi. Ma il suo personaggio è quello del cinico ubriacone, e quindi si finge tale per non deludere il suo pubblico.

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L’orda del vento – Alain Damasio

l'orda del vento copertina

L’orda del vento di Alain Damasio, perché l’autore è un asceta folle e perché è la cosa più bella che ho letto quest’anno e, probabilmente, tra quelle più belle della mia vita. Non è un libro, è un’esperienza fisica che mi ha strappato il cuore e mi ha fatta arrancare controvento trepidando e gioendo e piangendo ed è esattamente quello che un libro dovrebbe fare.

L’orda del vento è un romanzo corale che parte con “arroganza”, a cominciare dalla numerazione delle pagine, che va alla rovescia (da 624 a 0), alla sua prima pagina, in cui le parole sono spezzate come se fossero spazzate via dal vento, fino alle voci dei 23 personaggi, che si alternano identificate ciascuna solo da un simbolo. Si viene catapultati nel mezzo dell’azione e in un mondo altro, dominato dalle sue regole e da un linguaggio che all’inizio risulta ostico e in parte apparentemente privo di significato, ma che man mano che si va avanti nella lettura diviene familiare, come se il lettore stesso si tramutasse, piano piano, nel ventiquattresimo membro dell’orda.

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Sono curiosa di sapere qual è stata la vostra miglior lettura del 2020! Fatemelo sapere nei commenti!

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John Wyndham

John Wyndham, pseudonimo di John Wyndham Parkes Lucas Beynon Harris, nasce in Inghilterra il 9 Luglio del 1903.
Fra gli autori più noti della seconda metà del Novecento, Wyndham ha ispirato con la sua opera molti celebri film di genere, fra l’horror e la fantascienza. 
Mancato avvocato, dopo avere intrapreso in gioventù diverse strade (con scarso successo) avviò una carriera di scrittore nel 1931, pubblicando su una rivista statunitense il primo racconto, Worlds to Barter.
Presto si specializzò nel genere fantascientifico, del quale sarebbe diventato uno degli esponenti più celebri.
Fra i suoi romanzi più noti, ricordiamo I figli dell’invasione e I trasfigurati.

Libri recensiti dell’autore

  1. I trasfigurati – John Wyndham
  2. Il giorno dei trifidi – John Wyndham
  • Genere:
  • Titolo originale: The Day of the Triffids
  • Lingua originale: Inglese
  • Anno pubblicazione: 1951
  • Casa editrice: Mondadori, collana I grandi della Fantascienza
  • Pagine: 252
Il primo segnale è una straordinaria pioggia di meteoriti verdi che scende su Londra illuminandone il cielo notturno e toglie la vista a chiunque vi assista. Poi, l'invasione: quei corpi celesti contenevano infatti i semi di piante mostruose che crescono a una velocità mai vista, si spostano e inghiottono qualunque essere vivente, umani compresi. Solo una piccola colonia sull'isola di Wight è ancora immune, ma la civiltà, impazzita di terrore, per sopravvivere si è riassestata su spietate basì feudali... Ospitato a puntate sulla rivista americana "Colier's" nel 1951, "Il giorno dei Trifidi" è stato un immediato successo, la prima affermazione di massa della fantascienza al di fuori del ristretto ambiente degli appassionati, dopo gli ormai lontani trionfi di H. G. Wells. Da un giorno all'altro, i silenziosi e letali trifidi si sono conquistati un posto nell'ampia galleria di creature mostruose che l'uomo è andato nei secoli evocando per dare corpo ai più nascosti fantasmi della propria immaginazione.

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