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Il mondo nuovo – Aldous Huxley

8.5

Un edificio grigio e pesante di soli trentaquattro piani. Sopra l’entrata principale le parole: “Centro di incubazione e di condizionamento di Londra Centrale” e in uno stemma il motto dello Stato Mondiale: “Comunità, Identità, Stabilità”.

— incipit

Il mondo nuovo è un romanzo distopico pubblicato nel lontano 1932 ma che conserva una modernità fuori dal comune.
Forse non emotivamente segnante come 1984, ma con un messaggio più sottile, ci racconta di una società dove gli ingranaggi girano alla perfezione, fondata su una produttività industriale fine a se stessa, volta a soddisfare bisogni creati ad hoc per garantire un’effimera felicità.

Siamo nell’anno di Ford 632 (corrispondente all’anno 2540 della nostra era) e i bambini nascono in provetta, già progettati, fisicamente e mentalmente, per essere suddivisi in caste: dagli Alfa Plus, destinati a diventare personaggi di rilievo, fino agli Epsilon, individui subumani destinati ai lavori più infimi, prodotti in serie fino a 96 gemelli identici.

Ognuno di loro subisce, sin dall’infanzia, un condizionamento inconscio: concetti semplici vengono accuratamente selezionati ed espressi in formule immediatamente assimilabili e ripetuti metodicamente ai fanciulli dormienti per un numero di volte ben preciso, migliaia di volte, quanto basta per sedimentarsi nei loro cervelli e calcificarsi perennemente.

Questi concetti costituiranno la coscienza di uomini e donne adulti, la loro mente, non individuale e autonoma, ma standardizzata, comune a quella di tutti gli appartenenti alla medesima estrazione sociale.

Non c’è civiltà senza stabilità sociale. Non c’è stabilità sociale senza stabilità individuale.

Tutto quello che nella nostra società, o almeno nella società del 1932 di Huxley era considerato un valore, nel Mondo Nuovo diventa un disvalore: le persone sono spinte alla promiscuità sessuale per scoraggiare sentimenti e legami forti come l’amore, la morte viene spogliata di ogni sua carica emozionale, l’arte e la memoria storica sono state cancellate in quanto capaci di turbare l’essere umano. Dove non arriva il condizionamento, a garantire il costante benessere emotivo della popolazione c’è il Soma, una droga sintetica priva di effetti collaterali che calma e annichilisce le menti dei suoi fruitori.

A rompere il perfetto equilibrio di questa “idilliaca” società perfetta arriva John, un selvaggio cresciuto nella riserva in cui gli umani vivono ancora “allo stato brado”. Egli, non condizonato e quindi ancora capace di tutte le umane paure, emozioni e pulsioni, si scontrerà con il marcio che si cela dietro a questa falsa utopia, in cui in nome della stabilità e della (artificiale) felicità si è rinunciato alla libertà.

Mentre in 1984 di Orwell, altro grande caposaldo della distopia classica, assistiamo a un regime basato sulla repressione, sulla violenza e la paura, nel Mondo Nuovo l’essere umano viene annichilito e annientato prima ancora di essere nato, standardizzato e posto ad oliare -felicemente- il centimetro quadro di ingranaggio a cui è stato predestinato.

Se il libro di Huxley sia profetico o meno, questo non saprei dirlo, certo è che lascia una terrificante sensazione di impotenza. Nel mondo immaginato dall’autore è la tecnologia a dominare la società e non viceversa, il passato è ormai dimenticato, tutte le sfere umane sono manipolate e i possibili eversivi sono troppo pochi per poter fare la differenza. In sintesi non sembra esserci alcuna possibilità di salvezza.

Ritorno al Mondo Nuovo

Vent’anni dopo l’uscita del romanzo, negli anni ‘50, Huxley presentò una serie di conferenze volte a rivisitare il suo elaborato, alla luce di una guerra appena passata, e di nuove scoperte scientifiche. Il pessimismo già espresso nel romanzo però non cambia, o, se vogliamo, peggiora.

Inserito al termine di questa nuova edizione Mondadori, il saggio tratta di temi estremamente attuali, come la sovrappopolazione, l’accentramento del potere economico nella grande industria, la propaganda e il marketing pubblicitario, l’abuso di droghe e l’utilizzo della tecnologia.

Velato di un senso di apprensione e urgenza, il saggio termina con un capitolo intitolato Che fare?, ove Huxley offre una serie di riflessioni e suggerimenti per una educazione alla libertà al fine di evitare una paventata deriva totalitaria anche nelle società democratiche.

Per adesso qualche libertà resta ancora nel mondo. Molti giovani, è vero, sembrano non darle valore. Ma alcuni di noi credono che senza libertà le creature umane non saranno mai pienamente umane e che pertanto la libertà è un valore supremo. Può darsi che le forze opposte alla libertà siano troppo possenti e che non si potrà resistere a lungo. Ma è pur sempre nostro dovere fare il possibile per resistere.

Curiosità

La nuova società immaginata da Huxley è basata sui principi della produzione in serie, applicati inizialmente nelle industrie automobilistiche di Henry Ford alla produzione del “Modello T”. Per questo Ford è il Dio di questa nuova società ed il segno della “T” ha rimpiazzato il segno della croce cristiana.

Dal disprezzo di Henry Ford per la storia discende anche il rifiuto di studiarla e comprenderla: tutto ciò che appartiene al passato è considerato “vecchio” dalla popolazione. Il 1908, primo anno di produzione del Modello T, diventa quindi l'”anno uno” di questa nuova era. 

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Aldous Huxley

Aldous Huxley nacque nel Surrey nel 1894, in una nota famiglia di scienziati e personaggi eminenti nella vita pubblica inglese del XIX secolo.
Certamente il background familiare di Aldous Huxley influì profondamente sul suo pensiero e sui suoi scritti soprattutto per quanto riguarda i problemi sociali e le conoscenze scientifiche che cercò di applicare alla vita quotidiana.

Dopo la laurea, Huxley si dedicò alla carriera letteraria e cominciò a frequentare una cerchia di intellettuali molto influenti che includeva anche il romanziere D.H. Lawrence, per cui lo scrittore provava grande ammirazione.

Il suo capolavoro è Brave New World (Il Mondo Nuovo, 1932), un romanzo distopico, ambientato in un mondo futuro in cui vige un regime totalitario.
Verso la fine degli anni ’30, lo scrittore cominciò a interessarsi alla religione e al trascendentalismo; questi suoi nuovi interessi sono evidenti nei saggi che scrisse successivamente come The Perennial Philosophy (La Filosofia Perenne, 1945), uno studio su diverse esperienze mistiche.

Allo stesso tempo Huxley cominciò a sperimentare droghe psichedeliche e documentò questa esperienza nei saggi The Doors of Perception (Le Porte della Percezione, 1954), descrivendo gli effetti di queste droghe sulla sua percezione della realtà.

Huxley morì in California il 22 dicembre 1963, lo stesso giorno in cui fu assassinato a Dallas il Presidente degli Stati Uniti John Fitzgerald Kennedy.

Libri recensiti dell’autore

  1. Il mondo nuovo – Aldous Huxley

  • Genere: ,
  • Titolo originale: Brave New World - Brave New World Revisited
  • Lingua originale: Inglese
  • Anno pubblicazione: 1932
  • Isbn: 9788804670520
  • Casa editrice: Mondandori
  • Prefazione: Postfazione: Aldous Huxley, Ritorno al mondo nuovo
  • Pagine: 359
Scritto nel 1932, "Il mondo nuovo" è un romanzo dall'inesausta forza profetica ambientato in un immaginario stato totalitario del futuro, nel quale ogni aspetto della vita viene pianificato in nome del razionalismo produttivistico e tutto è sacrificabile a un malinteso mito del progresso. I cittadini di questa società non sono oppressi da fame, guerra, malattie e possono accedere liberamente a ogni piacere materiale. In cambio del benessere fisico, però, devono rinunciare a ogni emozione, a ogni sentimento, a ogni manifestazione della propria individualità. Al romanzo seguono la prefazione all'edizione 1946 del "Mondo nuovo" e la raccolta di saggi "Ritorno al mondo nuovo" (1958), nelle quali Huxley tornò a esaminare le proprie intuizioni alla luce degli avvenimenti dei decenni centrali del novecento. Con una nota di Alessandro Maurini.

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