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L’orda del vento – Alain Damasio

l'orda del vento recensione

⭐⭐⭐⭐⭐

– Vivo è colui che si alza e affronta. Voltati solo per pisciare -, recitava l’epigrafe del diario della diciannovesima orda.
Siamo partiti da Aberlaas, Estremo Fondo, ormai ventisette anni fa. Noi ne avevamo undici. E non vi abbiamo più fatto ritorno.

Cosa poteva venire fuori dalla penna di un autore asceta che ha deciso di ritirarsi in solitudine in Corsica per scrivere, se non uno dei libri più belli letti quest’anno?

Questa storia nasce in una terra perennemente spazzata dal vento, che cambia sempre direzione e intensità, ma che non smette mai di soffiare. Nasce da 800 anni di orde -manipoli di uomini e donne addestrati a un solo scopo: scoprire l’origine del vento- tutte cadute lungo il percorso, spazzate via da un fuorvento o perite a causa dei pericoli che infestano il cammino.

Questa è la storia della 34esima orda, che si è spinta più lontano di qualsiasi altra, raccontata dalle 23 voci che la compongono.

L’orda del vento è un romanzo corale che parte con “arroganza”, a cominciare dalla numerazione delle pagine, che va alla rovescia (da 624 a 0), alla sua prima pagina, in cui le parole sono spezzate come se fossero spazzate via dal vento, fino alle voci dei 23 personaggi, che si alternano identificate ciascuna solo da un simbolo. Si viene catapultati nel mezzo dell’azione e in un mondo altro, dominato dalle sue regole e da un linguaggio che all’inizio risulta ostico e in parte apparentemente privo di significato, ma che man mano che si va avanti nella lettura diviene familiare, come se il lettore stesso si tramutasse, piano piano, nel ventiquattresimo membro dell’orda.

Quello di Damasio non è un fantasy classico, anzi, ne prende le regole per poi dominarle, stravolgerle e frantumarle. Non c’è nessuna lotta bene contro male, nessuna magia, nessun espediente che salvi il lettore. Ci sono solo l’orda e il vento, spirito, compagno di viaggio, alleato e nemico insieme, che, all’interno di un worldbuilding pazzesco, diventa forza primordiale e generatrice, cardine dell’alito vitale che muove il mondo e anima l’orda.

E’ un fantasy si, ma è anche un romanzo filosofico, teologico, musicale e, senza ombra di dubbio, epico. Un registro lessicale spaventosamente ampio dona una voce diversa a ogni personaggio che si rende riconoscibile, più che attraverso il simbolo che lo identifica, attraverso il suo modo di parlare, di pensare e di sentire.

L’orda del vento è un viaggio, un’esperienza fisica che penetra nelle ossa e nel cuore, lasciando un segno indelebile. Adesso capisco le persone che si sono tatuate addosso i simboli dell’orda. Questo è uno dei pochi, pochissimi libri di cui mi capiterà mai di dire “invidio tantissimo chi ancora non l’ha letto” perché io, se potessi, me lo dimenticherei e ricomincerei da capo.

l'ora del vento copertina

Durante la lettura ho riso, ho pianto, ho trepidato e gioito. Mi sono affezionata a ogni singolo membro dell’orda e, una volta arrivata la fine, ne ho sentito terribilmente la mancanza.
Non so dire se il finale mi sia davvero piaciuto, anche se, forse, era l’unico possibile. Posso però dire con certezza che non ha importanza, perché questo è uno di quei libri in cui non è la meta a cont(r)are, ma il viaggio intrapreso per arrivarci. E quello è stato immenso.

La solitudine non esiste. Nulla di ciò che nasce è mai solo. La solitudine è l’ombra che l’affaticamento del legame proietta in chi non riesce più ad avanzare recando in sé coloro che ha amato, e poco importa ciò che gli è stato reso. 

Immagine tratta dalla copertina dell’edizione a fumetti francese

I personaggi, nel caso vi sentiste persi

La prima edizione italiana del libro conteneva un segnalibro con l’elenco dei personaggi e dei relativi simboli. Purtroppo l’edizione economica ne è priva quindi, nel caso vi sentisti persi:

Ω Golgoth – tracciatore, colui che guida l’orda
Π Pietro della Rocca – principe
) Sov Strochnis – scriba che tiene il resoconto della spedizione
¿’ Caracollo – trovatore
Δ Erg Machaon – guerriero e protettore dei membri dell’orda
¬ Talweg Archippe – geomastro
> Firost de Toroge – pilone
^ Astro, l’astoriere – uccellaio-cacciatore
‘, Steppa Forcide – fiorone
)- Arval Redhamaj – esploratore
ˇ• Darbon, il falconiere – uccellaio-cacciatore
Horst e Karst Dubka – due gemelli identici, ali
χ Oroshi Melicerte – aeromastra
(•) Alma Capys – guaritrice
< > Aoi Nan – coglitrice e rabdomante
Larco Scarsa – bracconiere del cielo
Learca – artigiano del metallo
~ Calliroe Deicoon – focaia
Boscavo Silamfro – artigiano del legno
Coriolis – crocco, ovvero chi trasporta le provviste (il suo nome è chiaramente ispirato alla forza di Coriolis)
Sveziest – crocco
]] Barbak – crocco

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  • Genere: ,
  • Titolo originale: La Horde du Contrevent
  • Lingua originale: Francese
  • Anno pubblicazione: 2004 (prima ed. italiana 2009)
  • Premio: Grand Prix de l'Imaginaire 2006
  • Isbn: 9788850225231
  • Casa editrice: Tea
  • Pagine: 624
Questa è la storia di una terra circondata dai ghiacci e spazzata dal vento. Da un vento che cambia sempre forza, intensità e direzione. Ma non smette mai di soffiare. Costante e implacabile. Questa è la storia della 34ª Orda, decisa a scoprire l'origine del vento. Un'impresa che dura da otto secoli. E delle 33 Orde precedenti si è persa ogni traccia. Però questa Orda è diversa. Ha già attraversato la città in cui scorre un fiume di vento. Si è già sottratta alla morte superando vortici e cicloni. È arrivata più in là di qualsiasi altra Orda. Questa è la storia di ventidue personaggi, ognuno con la propria voce e con molte cose da raccontare. Caracollo, il trovatore, estroverso, misterioso, profondo, sognatore e veggente. Oroshi, l'aeromastra, che dedica tutta se stessa a scoprire la verità. Sov, lo scriba, insicuro e dubbioso, che osserva e giudica. Erg, il guerriero-protettore, coraggioso al limite della follia...

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