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Nimbus – Alessio Gallerani

Simone, detto Simon, ha spesso forti mal di testa. La TAC rivela che gli manca quasi tutto il cervello. Possiede solo il 10% della materia grigia che di solito occupa la scatola cranica di una persona. Perciò Simon è solo un liceale di sedici anni con un “problema”? Il suo rapporto con Selene è soltanto una storia d’amore fra adolescenti? Jack è solo il suo arrogante fratello maggiore? Max e Gian, i suoi amici storici, sono solo due ragazzotti che pensano alle ragazze e ai videogiochi? Certo che no. Il senso comune scompare dentro Nimbus. Ciò che all’inizio appare come la routine quotidiana di un normale gruppo di ragazzi, si trasforma fino a diventare un incubo a occhi aperti. Un incubo intriso di sangue.
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Simon ha 15 anni e soffre di frequenti mal di testa. Una TAC rivela che possiede solo il 10% della normale massa cerebrale, ma lui sembra miracolosamente in grado di ragionare e parlare come tutti gli altri ragazzi.
La situazione peggiora quando i suoi mal di testa si trasformano in veri e propri black-out, dai quali si risveglia in una sorta di realtà parallela dalle ambientazioni post-apocalittiche in cui tutti i suoi compagni si comportano in modo estremamente strano.
Tentando di scoprire cosa sta succedendo a lui e agli altri ragazzi, Simon verrà a conoscenza di vecchi segreti che coinvolgono anche persone a lui molto care.

Ho comprato questo libro a scatola chiusa a Napoli Città Libro con la sola indicazione, datami dell’entusiasta ragazza che si trovava allo stand della casa editrice, che fosse un testo folle e per stomaci forti.

Ed in effetti non aveva tutti torti. Nimbus è un libro decisamente strano, una sorta di urban-fantasy (così lo definisce la casa editrice) che sconfina nell’horror e che ha i suoi perchè. I protagonisti sono adolescenti credibili che per una volta hanno cervello (anche se, paradossalmente, non dovrebbero), nel pieno di quel periodo della vita in cui hanno a che fare con i bulli e con una famiglia che sentono ostile, alla prese con i primi amori, come quello di Simon per Selene, e con problemi che gli sembrano troppo grandi.

La storia è avvincente, e prosegue in un crescendo che culmina con delle meravigliose scene gore da filmone horror di serie B (e si legga, questo, come un complimento). La trama acchiappa e si fa leggere, coinvolgendo il lettore in un mondo sempre più assurdo in cui le due realtà, quella reale e quella di Nimbus, sembrano permearsi tra di loro con effetti catastrofici.

Ad un certo punto però, qualcosa nella narrazione va storto: nel tentativo di spiegare l’origine del tutto, l’autore si infogna in una spiegazione poco chiara, poco sensata e poco credibile, causando l’inevitabile “effetto Lost”.
Forse nella testa dell’autore il tutto era molto più chiaro, o semplicemente aveva avuto una buona idea ma non sapeva come spiegarla, ma il fatto rimane ed è un vero peccato, facendo perdere purtroppo molto appeal al libro.

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